10 frasi bergamasche a primavera

Non si slegano più le gambe dei bambini insieme alle campane, per farli crescere dritti, semplicemente perché non si usano più le strettissime fasce di una volta. In compenso sono arrivate le uova di plastica, i viaggi low cost per un weekend lungo, le polemiche su Facebook contro le stragi degli innocenti agnelli. Cos’è rimasto di tipicamente orobico? Forse la sensazione di rinnovamento, di ritorno alla luce e al lavoro nei campi, con le sue lontanissime radici.

 

1) Mé böte ‘n aria töta la cà

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L’ansia di rinnovamento di una casalinga delle nostre parti rasenta la violenza di un uragano di media entità. Guai a intralciarle il cammino mentre è nel pieno della sua missione di pulizia. [Trad. “Butto per aria” tutta la casa]

 

2) Me tóca ‘mbiancà amò turna

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Il rassegnato marito della donna di cui sopra, si trova coinvolto suo malgrado nella campagna primaverile. A nulla valgono i suoi flebili lamenti sul fatto che ha ridipinto l’intera casa da appena sei mesi. [Trad. Devo imbiancare di nuovo]

 

3) I sèra i scöle e gh’i ó a cà töt ol dé

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L’affettuosa mamma orobica ama profondamente consorte e prole, ma non è entusiasta  di fronte alla possibilità che condividano con lei per tutto il giorno il suo dominio incontrastato, la casa. [Trad. Chiudono le scuole e li ho a casa tutto il giorno]

 

4) Adèss a l’se pèrd vià ‘n de ‘l sò órt

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Anche l’affetto per il compagno di vita è granitico. In molti casi, però, si gradisce una sua occupazione che lo rassereni e lo distolga da un troppo assidua presenza casalinga. [Trad. Adesso si distrae nel suo orto]

 

5) A m’và fò di bale ü pér du dé

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In questa mirabile e asciutta sintesi si racconta agli amici il desiderio di romantica evasione in coppia, per rilassare il corpo e ritemprare lo spirito. [Trad. Andiamo fuori dalle scatole un paio di giorni]

 

6) A fà benedì i öv te ‘ndé co’ la nóna

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C’è una rigida assegnazione dei compiti, nell’implacabile e inderogabile programma della regiura. In queste operazioni campali, le nonne hanno un ruolo fondamentale. [Trad. A fare benedire le uova vai con la nonna]

 

7) Cassa dét ol có ‘n césa almeno a Pasqua

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Le parenti più anziane non mancano di sottolineare la perdita della religiosità che ci contraddistingue. E si riducono a miti consigli, secondo la teoria della riduzione del danno. [Trad. (lett.) Metti la testa in chiesa almeno a Pasqua]

 

8) Gh’è bèl, tire fò la móto

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Popolo di enduristi e trialisti, spesso associamo la bella stagione alla possibilità di tornare a viaggiare con il vento in faccia. E a litigare per il percorso sui sentieri di montagna. [Trad. C’è bel tempo, tolgo la moto]

 

9) St’an l’è pròpe bassa la Pasqua

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Inevitabile commento della gente che si è trovata a misurare il brevissimo passo dalle maschere di carnevale e dalle mimose alle colombe. Una volta per capire il periodo dell’anno si guardava il cielo, oggi gli scaffali del supermercato. [Trad. Quest’anno è proprio bassa la Pasqua]

 

10) Ada che ‘ncö l’è de màgher

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Altra raccomandazione, spesso inascoltata, che tende a riportare sulla retta via le giovani generazioni. Il successo delle teorie vegane sembra dare un aiuto insperato alle nostre nonnine. [Trad. Guarda che oggi è di magro]

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