10 frasi bergamasche sull’high tech

Conosciuti per la nostra abilità manuale, per l’amore della terra e per la nostra indefessa dedizione al lavoro, siamo anche noi, nostro malgrado, coinvolti nella rivoluzione tecnologica del terzo millennio. Se si escludono i bambini, che a tre anni sono clamorosamente più bravi di noi nell’approccio ai nuovi dispositivi, non nascondiamo una certa perplessità. Che esprimiamo così.

 

1) Ché ‘n val gh’è mia ‘l cap

C’è sempre una delle nostre valli, più o meno remota, dove il telefonino si rifiuta di funzionare, perché non riceve il segnale. Forse è un’estrema ribellione della natura alla tecnologia. [Trad. Qui in valle non c’è campo]

 

 

2) Méla èuro per ol telefunì gh’i dó mia

Non è ancora uscito l’ultimo modello di smartphone, e già si vocifera sul prezzo, equivalente ad alcuni stipendi e più alto di molte pensioni. Anche qui, il nostro animo parsimonioso si ribella. [Trad. Mille euro per il telefono non glieli do]

 

 

3) Ó lesìt che ‘l tablet a l’fà mal ai s-cècc

Magari saremo travolti dal progresso rapidissimo, ma almeno cerchiamo d’informarci sulle conseguenze più o meno nefaste di certe abitudini. E notiamo, con una certa soddisfazione, che alcune volte abbiamo ragione. [Trad. Ho letto che il tablet fa male ai bambini]

 

 

4) Dóma me ciape mia ‘l uai fai

La connessione senza fili gratuita e comunale è in continuo sviluppo. Peccato che ci sia sempre qualcuno che, per manifesta inadeguatezza tecnologica, non riesce a usufruire dei suoi vantaggi. [Trad. Solo io non prendo il wi-fi]

 

 

5) Ghe rìe mia a staga dré

Amara ammissione di chi tenta di stare al passo con il progresso, ma abbandona la lotta dopo avere verificato che la sua più recente conquista personale appartiene già al passato remoto. [Trad. Non riesco a stare al passo. Lett. a stargli dietro]

 

 

6) L’è töta ròba di cinés

Perfezionisti del lavoro e strenui difensori della qualità, non vediamo di buon occhio la copiosa e a volte carente produzione che arriva dalla Cina. D’altra parte, ci allettano i prezzi tutt’altro che proibitivi. [Trad. È tutta roba dei cinesi]

 

 

7) Ol 3D a ‘l me fa ègn ol mal de có

Con ogni probabilità il nostro fisico non è stato fatto per affrontare esperienze come la visione a tre dimensioni, con occhiali, caschi o altri accessori. Il senso di spaesamento, in questo caso, è più reale che metaforico. [Trad. Il 3D mi fa venire il mal di testa]

 

 

8) Gh’è ‘nfina ol robot möradùr

Sconsolati, apprendiamo che persino la nobile arte del muratore è affidata a creature meccaniche che impastano malta e livellano muri. Davvero, non c’è più religione. [Trad. C’è persino il robot muratore]

 

 

9) De che ‘mpó a l’ laura piö nissü

Corollario della precedente, questa constatazione prevede un futuro dove, a poco a poco, tutti saremo sostituiti da altre intelligenze. Artificiali sì, ma più efficienti delle nostre. [Trad. Tra un po’ non lavorerà più nessuno]

 

 

10) Piötòst de ‘ndà inàcc a m’và ‘ndré

Tutto ciò non sempre è vissuto come un reale avanzamento, anzi. E allora ci mettiamo a rimpiangere i tempi in cui Berta filava, il telefono telefonava e non avere campo significava non possedere nemmeno una pertica di terra. [Trad. Anziché andare avanti andiamo indietro]

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