10 frasi delle mamme bergamasche
in vacanza (?) con i figlioletti

Anche se è in vacanza con i figli, la vera madre bergamasca è in servizio permanente effettivo. Non rinuncia mai al proprio ruolo, anzi, in assenza del padre si assume anche l’ingrato compito di svolgere due funzioni. E c’è da dire che ci riesce egregiamente, anche se forse i figli non sempre sono d’accordo. Ricordiamoci però che, se siamo quello che siamo, il merito è anche delle nostre inflessibili genitrici.

 

1) Mèt sö ‘l capelì

Equivalente estivo del mitologico bretì che ha salvato intere generazioni dall’otite, il cappellino protegge il nostro prezioso cervello dai raggi solari. Si direbbe d’altra parte che molti abbiano ignorato questa vitale raccomandazione. [Trad. Mettiti il cappellino]

 

 

2) Atènt che gh’è ‘l basèl

È incredibile il numero di gradini che attentano alla salute dei piccoli esploratori orobici. La solerte madre lancia quindi il suo grido d’allarme, molto spesso inascoltato. [Trad. Attento che c’è il gradino]

 

 

3) Màia chèl che te gh’é ‘n del piàt

Abbiamo una vera e propria avversione culturale per lo spreco di cibo. Da qui l’insistenza per non lasciarne traccia nel piatto. Quando cresciamo, di solito il monito è superfluo. [Trad. Mangia quello che hai nel piatto]

 

 

4) T’é maiàt e te fé mia ‘l bagn

Il sacro momento della digestione non può essere turbato per nessun motivo. Il rischio di congestione è dietro l’angolo, con le orrende conseguenze del caso. [Trad. Hai mangiato e non fai il bagno]

 

 

5) Fàs mia ardà dré de töcc

Il nostro innato senso della discrezione considera estremamente riprovevole destare l’attenzione altrui. Da qui il severo richiamo, che di solito viene seguito da minacce più consistenti. [Trad. Non farti guardare da tutti]

 

 

6) Desmèt de usà per ol negót

Anche alzare il tono di voce non è un comportamento accettabile. Specialmente se, secondo l’autorevole parere della madre, risulta essere del tutto irragionevole. [Trad. Smettila di urlare per niente]

 

 

7) À mia ‘n di perìcoi

Il concetto di pericolo per la mamma bergamasca è vastissimo, e va dal mare mosso al sentiero ripido, passando per il fiume gelido e il bosco tenebroso. A onor del vero, quello dei figli è molto più ristretto. [Trad. Non andare nel pericoli]

 

 

8) Arda che i te rìa

Ultima arma verbale di convincimento, che precede, o dovrebbe precedere, l’arrivo di un’esemplare punizione corporale. Quasi mai realmente comminata, per l’agilità e la rapidità che ci contraddistinguono sin da piccoli. [Trad. Guarda che ti arrivano]

 

 

9) Ghe ‘l dighe al tò pàder

L’autorevole figura paterna viene evocata solo in casi estremi, anche perché l’astuto figlio sa che il padre non si trova a una distanza tale da permettere un intervento tempestivo. C’è, letteralmente, di mezzo il mare. [Trad. Lo dico a tuo padre]

 

 

10) A m’và a cà söbet

Minaccia di una precoce fine della vacanza, raramente riesce a ottenere l’effetto desiderato, perché il pargolo sa benissimo che una vera madre bergamasca non sprecherebbe nemmeno un minuto di soggiorno già pagato. [Trad. Andiamo a casa subito]

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