10 frasi dei bergamaschi sui soldi

 

Prima c’era la lira, adesso c’è l’euro, ma la nostra valuta è sempre il “franch”. Un’unità di misura del patrimonio, ma anche delle persone. Parsimoniosi per natura, non amiamo particolarmente chi spreca i soldi ma, curiosamente, abbiamo una vasta gamma di definizioni piuttosto antipatiche per chi invece non li spende proprio. L’unica cosa che non risparmiamo è, in ogni caso, una certa dose di veleno.

 

1) I àl piö negót

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Amara constatazione che attraversa le epoche e che ultimamente tende ad aumentare di frequenza. Evidentemente, non ci sono più i “franch” di una volta. [Trad: Non valgono più niente]

 

2) L’è pié come ön öv

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Divertente metafora alimentare che accomuna la persona facoltosa a un  contenitore di denaro. Non è mai pronunciata con eccessiva simpatia. [Trad: È pieno (di soldi) come un uovo]

 

3) T’i dà quando i ocór mia

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Riflessione condivisa con gli amici dopo una richiesta di prestito in banca andata a vuoto. Per certi versi, è un sereno ragionamento filosofico sulle contraddizioni della vita. [Trad: Te li danno quando non servono]

 

4) I è mai asé

Fenomeno strano che viene percepito verso la fine del mese: all’aumento del reddito corrisponde un incremento leggermente superiore delle spese. Una legge naturale che non manca mai di stupire. [Trad: Non bastano mai]

 

5) L’è ü piöcc

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Indica chi vive da povero pur avendo notevoli disponibilità economiche. Spesso l’epiteto è riferito, con rancore più o meno giustificato, a chi ci ha negato un aiuto. [Trad: È un pidocchio]

 

6) Fà mìa ‘l crösta

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Invito a non indulgere nel vizio dell’avarizia, si dice all’amico che non offre mai da bere, o non invita mai nessuno a cena. In italiano, è il classico “braccino corto”. [Trad: Non fare il taccagno]

 

7) ‘Ndo mia a robà

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Quando le richieste dei figli si fanno pressanti, il genitore reagisce spiegando loro che il suo è un lavoro onesto, anche nella retribuzione. A volte, occorre dirlo, la frase è pronunciata con toni piuttosto accesi. [Trad: Non vado a rubare]

 

8) Ghe n’ó gna ü

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Risposta che può essere una dichiarazione reale di totale indigenza, oppure l’astuto stratagemma per negare ad amici e parenti la concessione di un prestito. [Trad: Non ne ho neanche uno]

 

9) I vé mia sö sö i piante

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Insegnamento che viene impartito a tutti i bergamaschi, fin da piccoli.Indicando un albero, gli si fa capire che la è provenienza del denaro è ben altra. [Trad: Non crescono sulle piante]

 

10) Mètei vià

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Prezioso suggerimento che accompagna la paghetta da bambini, il primo stipendio da ragazzi, l’eventuale prestito da adulti. Da qui, la nostra tradizionale attitudine al risparmio. [Trad: Mettili via]