I 10 parchi più belli della città

C’è chi preferisce andarci quando non c’è nessuno, per godersi un po’ di tranquillità con una passeggiata sui vialetti. Magari accennando una corsetta, o più comodamente leggendo, seduti su una panchina. C’è chi ci porta la schiscetta in pausa pranzo, in settimana, o ci consuma il picnic con la famiglia nel weekend. E ci sono i bambini, che ci andrebbero sempre, perché si gioca, si socializza, si può stare a lungo all’aperto. Il parco è una risorsa insostituibile. Bergamo, per fortuna, di parchi ne ha parecchi, ben distribuiti e mediamente ben tenuti. I più noti e amati sono quelli storici, ricavati dalle residenze nobiliari, con notevoli aggiunte degli anni recenti, come la Trucca e il Galgario, per citarne due su tutti. Senza pretese di incontestabilità, proponiamo un’ideale top ten cittadina, senza privarci di una citazione per alcuni nuovi piccoli arrivi e per alcuni eccellenti esclusi.

Ritorni illustri. Della riapertura di due splendidi “giardini nascosti” quali Marenzi e Caprotti parliamo nelle rispettive sezioni. Durante i mesi di chiusura sono state potate le piante, curata la vegetazione, piantati nuovi arbusti, messe in sicurezza tutte le alberature, rifatti i cordoli che delimitano le aiuole con nuove piantine, posizionati i cestini nuovi, sistemate le panchine, rimesse a posto le staccionate, ripuliti i laghetti, fatta la manutenzione alle grotte. Rimane fuori il Parco della Rocca, da poco fruibile al pubblico, perché rappresenta qualcosa di diverso, vista l’importanza storica e la presenza del Museo dell’Ottocento. Stesso discorso per il Castello di San Vigilio. Di spazi verdi ce ne sono a iosa anche sulla ciclabile di via Baioni, ma si travalica decisamente in un altro campo.

Parco della Trucca. Il più grande di Bergamo, praticamente senza concorrenza, con i suoi 193mila metri quadrati. I vialetti sono frequentatissimi da tutte le tipologie di runner (l’anello più lungo misura 1.800 metri) e ci si può rilassare stendendosi al sole nei prati che costeggiano i suoi tre laghetti (con 85 milioni di litri d’acqua), lanciando di tanto in tanto un’occhiata benevola a cigni e anatre. Il lago principale ha una fontana al centro, come a Ginevra. È dotato di un’area cani molto estesa e di un parco giochi. Unica pecca, l’assenza di un bar: anche il bando per gestire l’estivo, dopo i fasti di un tempo, non riesce più a ingranare a dovere.

Parco Suardi. Il Parco Suardi è una delle principali colonne portante del verde cittadino: inaugurato nel 1950, è stato il primo giardino pubblico comunale e da allora non ha mai smesso di esercitare un’attrazione particolare un po’ per tutti. Popolato di alberi maestosi, dotati di targhetta descrittiva, offre tantissima ombra. Attrezzato per bambini di tutte le età, è osannato in stile mantra, soprattutto dai maschietti, per la presenza di un’area con giostrine a pagamento, dove da decenni alberga una pista per macchine che fa impazzire di gioia i piloti in erba (per lo scorno del portafogli di mamma e papà). Enorme la fontana vicino all’ingresso da via Battisti.

Parco Caprotti. Un’oasi dagli echi romantici, un tempo giardino privato dell’omonima famiglia, racchiuso tra le vie cittadine. Gli ingressi sono decisamente poco visibili, ma nasta oltrepassarli per rendersi conto di non essere di fronte a uno scenario qualunque: moltissime specie di piante (alcune anche secolari), vialetti di ghiaia, una grotta in pietra, statue, un laghetto e un padiglione. Uno scenario da favola, dal sapore mitteleuropeo, da poco riaperto al pubblico. L’ideale per una passeggiata in pausa pranzo. Ci si ritrovano gli studenti del vicino liceo artistico, e d’estate ospita quasi quotidianamente delle lezioni di yoga aperte a tutti.

Parco Marenzi. Ha riaperto ufficialmente sabato 4 maggio al pubblico dopo setti mesi di chiusura uno dei più amati “giardini nascosti” di Bergamo, un tempo giardino privato della nobile famiglia di cui porta il nome. Il Parco Marenzi, in via Frizzoni, è tornato a essere una perla verde, romantica, ornata da alberi secolari, vialetti bianchi in ghiaia e un laghetto frastagliato. Ha un gusto pittorico unico, dietro quelle mura alte che lo celano ai passanti. Il Comune di Bergamo l’ha acquistato nel 1973. Tra i progetti futuri di notevole interesse, visto la vicinanza con la ex caserma Montelungo, l’apertura di un corridoio ecologico con nuovi ingressi da vicolo San Giovanni e via Pignolo.

Parco di Redona. Oltre 36mila metri quadrati di estensione per questo polmone verde della città che lambisce tre vie del quartiere di Redona. Un luogo adatto a bambini e adulti: oltre ai moltissimi giochi per l’infanzia e a una ludoteca comunale, infatti, non mancano anche per i più grandi le opportunità di trascorrere piacevolmente del tempo. Si passeggia tra i sentieri, si visita il laghetto delle anatre (ma ci sono anche le tartarughe), ci si siede volentieri nell’erba per fare un picnic, oppure sulle tantissime panchine a leggere un libro. La carrucola posizionata nella parte nord, verso via Marzanica, è presa d’assalto: un parco avventura in miniatura…

 

Articolo completo alle pagg. 10-11 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 16 maggio. In versione digitale, qui.

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