50 foto con l’acquolina in bocca
(Un giro allo street food di Alzano)

Photocredit BergamoPost/Mario Rota.

 

All’ombra della grande fabbrica dismessa, quella che dava un bel po’ di lavoro alla Val Seriana, rifiorisce la gastronomia gourmand da passeggio. Una roulotte, con un filo di lampadine, raccoglie, come un pifferaio magico libero da intenti ingannevoli, i buongustai alla mercé dello gnocco fritto. Su un’altra roulotte piovono polpette di vario genere, con i rinomati ceci di colfiorito, all’amatriciana, in salsa di yogurt e menta o maionese allo zenzero. I motocarri spiazzano, decorati da lampadine e colori sgargianti. Metà paese dei balocchi, metà motoraduno con afflati anni Cinquanta.

 

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The Big Food Festival, da venerdì 14 ottobre (18-24) a domenica 16 (dalle 11 alle 23, come sabato 15) torna nella splendida cornice dello Spazio Fase di Alzano (ex centrale Pigna, via Pesenti 1). I mezzi più scenografici proporranno i menù più variegati. Ventisei i food truck presenti. Ci sono i panini gourmet in tutte le salse. Per chi il vegeterianesimo non l’ha mai considerato, ecco le migliori carni di Chianina in versione barbeque. Immancabili i frittini da passeggio: olive all’ascolana, pittule pugliesi (palline di pasta fritte nell’olio bollente), arancini con decine di farciture, panfritto, verdure in pastella. Dalla Romagna arrivano tanti must: piada, chiaro, ma con sardoncini fritti, più tigelle (ma ce n’è uno stand che la propone in salsa pavese). E l’hamburger di mora di Romagna, antica razza suina autoctona. C’è anche il Salento, con la Puccia, tipico panino morbido dentro e croccante fuori, farcito con prodotti artigianali del tacco dello Stivale e preparato con olio Dop. E la miassa piemontese (pane di una volta «alla moda veja» del Canavesano), più panini succulenti e rustici di salciccetta fres ca. Ma non di solo cibo vive l’appssionato trendy di street food.

Oltre all’ormai celebre spiaggia urbana, nel cortile dell’ex fabbrica (e negli spazi coperti che ospitano ancora il carroponte) anche un bosco che con djset e live. Si è partiti venerdì alle 20 con Brown Barcella alla consolle: soul, funk, black music, motown e rock’n’roll. L’ideale per sentirsi in pace con il colesterolo. Sabato, alle 20, c’è Krano, progetto solista in dialetto veneto di Marco Spigariol (Vermillon Sands e Movie Star Junkies): un country-folk delicato e psichedelico, tra ballate oscure, furia punk e Morricone. Domenica, dalle 19, live degli Any Other, «una delle cose più belle capitate alla musica italiana negli ultimi anni, probabilmente la band più interessante in Italia oggi». Almeno secondo Il Sole 24 Ore. L’indie-kid rock si mescola al folk, tra chitarre e piccola poesia.

 

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Lo street food, anche di un certo lignaggio, fa cultura, insomma. Un fenomeno non solo italiano. A New York gli chef del Rouge Tomate, rinomato ristorante dell’Upper East Side premiato con una stella Michelin, sono «scesi in strada» creando uno street menu stellato per il Roug e Tomate Cart in the Park, posizionato all’ingresso dello zoo di Central Park. Anche a Reykjavik in Islanda, il metro food non ha rivali: la guida Michelin infatti segnala i Bæjarins Beztu Pylsur, gli hot dog apprezzati anche da Bill Clinton e Anthony Bourdain. Siamo in buona compagnia.

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