Su in cima al Monte Madonnino
una nostra vetta di tutto rispetto

Foto di Angelo Corna

 

In una delle zone più belle e famose delle nostre montagne, posto a spartiacque tra la Val Seriana e la Val Brembana, troviamo il Monte Madonnino. La mole di questa montagna ha affascinato intere generazioni di scialpinisti, dando vita sulle sue creste al famoso Trofeo Parravicini, che quest’anno giunge alla 69esima edizione. Una vetta di tutto rispetto, che può regalare enormi soddisfazioni e panorami eccezionali, da affrontare naturalmente con la giusta preparazione e attrezzatura. Sono numerosi gli itinerari che conducono fino alla sua cima, tutti di grande soddisfazione. La cresta sud-est, che sale dalla Costa d’Agnone in Val Seriana, è quella consigliata in questa stagione. Troviamo poi la cresta nord-est, che si snoda dal rifugio Calvi, e la cresta ovest, molto più esposta, articolata e riservata a esperti della montagna, che lo collega al vicino Monte CaBianca. Scopriamo insieme questi tracciati che ci porteranno alla conquista di una delle più famose montagne orobiche.

Da Valgoglio in Val Seriana. Il percorso più gratificante parte dalla frazione Bortolotti di Valgoglio, in prossimità del Rifugio 5 laghi. Posteggiata l’auto dopo l’acquisto del Gratta e Sosta, reperibile presso i bar e gli esercizi commerciali del paese, possiamo partire per la nostra avventura lungo il segnavia CAI 228, sentiero conosciuto anche per il famoso Giro dei Laghi di Valgoglio. Costeggiando la condotta idraulica risaliamo nel bosco lungo la Selva d’Agnone, una bellissima abetaia che caratterizza questo primo tratto di sentiero. Salendo, il panorama si apre, regalando i primi scorci e mostrando le cime che ci circondano, completamente innevate. Sempre in costante salita raggiungiamo le costruzioni Enel, adagiate sotto la diga del Lago Succotto.

Una piccola pausa è d’obbligo, anche solo per soffermarsi a guardare l’imponente lavoro realizzato più di mezzo secolo fa. Recuperate le energie possiamo ripartire, costeggiando l’invaso del lago artificiale (metri 1854), naturalmente congelato, e proseguendo in falsopiano fino a raggiungere il Rifugio Baita Cernello e il suo omonimo lago, seconda perla di ghiaccio in questa bella giornata. Siamo a 1958 metri e davanti a noi si erge la sagoma della nostra montagna, che da questa prospettiva sembra dietro l’angolo… Ma non facciamoci ingannare!

Ciaspole ai piedi proseguiamo lungo il sentiero CAI 230 che si snoda alle spalle del rifugio, abbandonando il precedente tracciato che prosegue invece nel Giro dei Laghi. Raggiungiamo dopo un’altra ora di cammino il Passo di Portula (m.2278), a cavallo tra le valli bergamasche. Sono gli ultimi sforzi. Seguendo fedelmente la traccia lasciata nella neve e prestando la massima attenzione alle cornici presenti raggiungiamo la vetta della nostra montagna, dove ad attenderci a 2504 metri di quota, quasi sepolta dalla neve, troviamo una bellissima madonnina e un panorama mozzafiato su tutte le valli bergamasche. E oltre!

Da Carona in Val Brembana. Il Monte Madonnino può essere raggiunto anche da Carona, lungo la classica carrareccia che sale al Rifugio Calvi (segnavia CAI 210). Raggiunto il rifugio, che in queste giornate invernali sembra disegnato in un mare di neve, proseguiamo sul segnavia CAI 226, attraversando la conca nevosa sottostante. Il sentiero prosegue inizialmente in falsopiano fino ai ruderi di una baita isolata, inerpicandosi poi con fatica in direzione del Passo di Portula, valico che mette in comunicazione la Valle Brembana con la Seriana. Il tracciato diventa ora comune al percorso precedentemente citato, portandoci alla vetta della nostra montagna in circa 45 minuti di cammino a fil di cielo! Questo tracciato è consigliato in primavera, con neve assestata.

La cresta ovest. Esiste tuttavia un terzo percorso, riservato ad alpinisti esperti ma che citiamo comunque per completezza. Questo tracciato ricalca le orme del famoso Trofeo Parravicini e può essere percorso da ovest a est, o viceversa. Un itinerario riservato ai professionisti della montagna che permette di concatenare i vicini Monte CaBianca e Reseda, in un percorso che si svolge prevalentemente in cresta. Naturalmente da percorrere solo in condizioni ottimali, con adeguata attrezzatura e preparazione.

Consigli e informazioni. Il percorso consigliato per questa escursione, facile e accessibile a tutti con un minimo di allenamento, è il tracciato che parte da Valgoglio. Un percorso completo sotto ogni aspetto, che permette di compiere un’escursione su una della montagne che ha visto nascere lo sci alpinismo orobico. Per raggiungere la vetta servono comunque 5/6 ore di cammino (andata e ritorno) per un totale di 14 chilometri e 1500 metri di dislivello positivo. I tempi sono indicativi e possono variare a seconda delle condizioni della neve e dell’allenamento. I punti di appoggio non mancano, sia dal versante seriano, dove troviamo la Baita Cernello, sia da quello brembano, dove ad accoglierci troviamo il Rifugio Calvi. I rifugi in questa stagione sono spesso chiusi, tuttavia in entrambi i casi restano a disposizione degli escursionisti i locali invernali, piccole stanze adiacenti alle strutture e sempre aperte, proprio per dare riparo in caso di bisogno o di maltempo. Naturalmente i locali invernali sono lasciati alla cura e al buon senso di chi li utilizza. Il ritorno in questa stagione avviene sul percorso comune all’andata. Ricordiamo sempre di documentarsi sulle condizioni meteo e sullo stato dei sentieri.

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