Fino al monte Vaccaro, escursioni per tutti i gusti

Tutti conosciamo il paesino di Parre, in alta Val Seriana. Famoso per i celebri scarpinòcc, ravioli dal ripieno “magro” tipici della zona, nasconde tra le sue contrade sentieri e montagne accessibili a tutti che offrono agli escursionisti svariate alternative, dalle semplici passeggiate fino alla scoperta delle montagne che ne coronano la zona. Un percorso tra casolari, baite ristrutturate e panorami sui Giganti delle Orobie.

La partenza. Una di queste montagne è il monte Vaccaro, raggiungibile proprio dal paese di Parre. Superato il centro abitato, proseguiamo per la ripida via Campella, dove, posteggiata l’autovettura, possiamo incamminarci lungo la carrareccia Agro-Silvo-Pastorale che sale in direzione dell’abitato di Alino e del Rifugio Vaccaro. Da qui si continua per la strada carrabile oltrepassando il ponte della Val Fontagnone fino al borgo di Sant’Antonio di Alino (m.936), adagiato al sole. Il panorama si apre verso la conca di Clusone, il Pizzo Formico e il Monte Alben, che con la sua frastagliata cresta colpisce l’occhio dell’escursionista. Il sentiero continua lungo la carrabile, abbandonandola in alcuni tratti per risalire nell’erba e costeggiando bellissime baite ristrutturate. Raggiungiamo la prima Baita del Monte Vaccaro, posta in prossimità del cocuzzolo del monte Alino e caratterizzata da una pozza d’acqua, fino in prossimità della seconda baita, a metri 1496 e poco distante dal Rifugio omonimo.

Il Rifugio Vaccaro. Dalla baita è visibile la bella struttura, che possiamo raggiungere con pochi minuti di cammino. Il rifugio sorge a 1516 metri, sopra la dorsale erbosa del versante sud della cima Vaccaro, tra la Val Fontagnone e la Val Seriana. È il perfetto punto di appoggio per la nostra escursione, ma anche ottima base di partenza per il Rifugio Santamaria in Leten (m. 1765) o per il più impegnativo Monte Secco (m. 2226). Possiamo concederci una pausa e gustarci lo splendido panorama, o addirittura interrompere qua la nostra escursione, che ha già raggiunto le due ore di cammino e i 900 metri di dislivello positivo. Se invece intendiamo conquistare la cima, dobbiamo continuare lungo il sentiero ben segnalato che per pascoli ci condurrà alla terza baita (m. 1649), per poi piegare a destra e raggiungere l’ampia cresta che si affaccia sulla Val Seriana. È l’ultimo sforzo, che in breve ci porterà alla cima del monte Vaccaro (m.1958).

La vetta e le varianti. La posizione dominante permette un panorama mozzafiato su tutta la Val Seriana e i Giganti delle Orobie. Una piccola croce in ferro, posata negli anni ’50, indica il culmine della nostra montagna e il termine della salita. Il bel pianoro erboso ci permetterà di riporre zaino e pensieri per goderci qualche minuto di meritato riposo. Tuttavia, se non siamo ancora stanchi e se siamo escursionisti esperti, possiamo concludere la giornata con un giro ad anello. In questo caso seguiamo la cresta verso nord in direzione del Monte Secco, seguendo le tracce che piegano a sinistra un centinaio di metri prima della sua cima. Alcuni sforzi ed ecco guadagnata la seconda elevazione della giornata: il Monte Forcella (m.2055), sulla cui vetta è posto solo un piccolo omino di sassi. Seguendo ora una debole traccia, a tratti interrotta, scendiamo in maniera intuitiva fino alla baita della Forcella (visibile sotto di noi), congiungendoci al sentiero CAI 241/A che ci riporterà presso il Rifugio Vaccaro. Possiamo seguire la carrabile comune all’andata fino alla chiesetta di Alino, dove un cartello con la scritta “Sentiero per Escursionisti” ci invita ad abbandonare il fastidioso asfalto e a proseguire sul comodo sentiero marchiato dal segnavia CAI 240/B che ci riporterà a Parre in poco più di mezz’ora. Questo tratto, per chi non vuole percorrere la carrareccia, può essere una comoda alternativa anche alla partenza.

Parre e gli orobi. Il paese di Parre racchiude tra i suoi confini luoghi storici, religiosi e civili. In ambito civile si possono ammirare le caratteristiche abitazioni con muratura in pietra, con loggiati, archi e colonne, materiale recuperato dagli interventi di restauro susseguitesi negli anni. Di grande importanza storica è l’Antiquarium, museo inaugurato nel 2013 situato in località Castello, dove sono esposti alcuni dei ritrovamenti preistorici emersi nella zona. Nell’area si trova anche il parco archeologico gestito in collaborazione tra Comune e la Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia, che illustra uno spaccato della vita e delle attività degli orobi, i primi a insediarsi in questo luogo. L’accesso è gratuito e permesso in tutti i fine settimana.

Conclusioni. L’escursione, se effettuata nel giro ad anello, viene classificata per escursionisti esperti, ma solo per la lunghezza di venti chilometri e per il dislivello di quasi 1600 metri. In alternativa, è possibile raggiungere il Rifugio Vaccaro, che con pochi sforzi può essere facilmente meta di famiglie e bambini. Gli escursionisti possono raggiungere la cima omonima, mentre gli esperti dedicarsi al giro ad anello come quello precedentemente descritto, o addirittura alla più impegnativa “Traversata Vaccaro, Secco, Fop” dedicata agli alpinisti. Che aspettiamo? Ce n’è per tutti i gusti.

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