Fino al Rifugio Balicco, e poi più su

In Alta Val Brembana troviamo, di recente realizzazione, il rifugio Marco Balicco, bellissima struttura posta sul Sentiero delle Orobie e accessibile a tutti con poco più di un’ora di cammino. A coronare questo piccolo rifugio, troviamo le vette del monte Azzaredo e del monte Tartano, poste a spartiacque con la bella Valtellina. Questa escursione permette di toccare il rifugio citato e le vette che ne fanno da confine, in una gita che si svolge a fil di cielo, con un piede in provincia di Bergamo e uno in provincia di Sondrio.

 

 

La partenza. Ci siamo. Il via per la nostra escursione è Mezzoldo, più precisamente il Rifugio Madonna delle Nevi (m.1330). Posteggiata l’auto nel grande parcheggio, ci incamminiamo lungo il segnavia CAI 124, che con alcuni tornanti risale nel bosco fino a toccare la Baita Arale (m.1595). Noi continuiamo, ora su pascoli e verdi prati, transitando presso la Casera Azzaredo (m.1795) e arrivando al rifugio Marco Balicco (m.1963) dopo circa due ore di cammino. Chi volesse accorciare l’escursione può raggiungere il rifugio con partenza dal nono tornante, posto lungo la strada che porta al Passo San Marco, seguendo il segnavia 124/A e risparmiando circa 400 metri di dislivello positivo e un’ora di percorso.

Il rifugio Balicco e il bivacco Zamboni. Raggiunta la struttura, situata a 1963 metri, una pausa è d’obbligo. Il rifugio Marco Balicco è il punto di appoggio perfetto per chi percorre il famoso Sentiero delle Orobie. Prima della sua realizzazione, l’ultimo tratto del celebre tracciato richiedeva più di sei ore di cammino, ora ridotte grazie alla costruzione dell’odierna struttura, che conta undici posti letto e 25 coperti. Il rifugio, di proprietà del Cai Alta Valle Brembana, è stato realizzato in collaborazione con Regione Lombardia tramite il suo ente Ersaf e si trova all’interno della foresta regionale Azzaredo Casù nel comune di Mezzoldo, nel tratto del Sentiero delle Orobie che collega il rifugio Benigni al rifugio Dordona. Inaugurato nel luglio 2015, è dedicato a Marco Balicco, sindaco del Comune. Poco lontano troviamo il bivacco Alberto Zamboni (m.1995), da poco ristrutturato. La struttura è dotata di tavolo e sedie, quattro posti letto, camino con legna, energia elettrica (attraverso pannello solare), acqua corrente e fornello a gas.

I monti Azzaredo e Tartano. Siamo a metà della nostra escursione. Se i profumi del rifugio Balicco non ci hanno indotti in tentazione, possiamo proseguire per la parte più bella e divertente del nostro itinerario. Alle spalle del rifugio una labile traccia piega a sud, in direzione della bocchetta posta tra le due cime del Monte Azzaredo. Raggiunto il valico, possiamo scegliere di guadagnare l’antecima (m. 2212) posta alla nostra destra o puntare direttamente alla vera vetta della nostra montagna, posta a sinistra. Alcuni passaggi esposti richiedono attenzione e l’uso delle mani, ma le difficoltà sono sempre contenute nel primo grado alpinistico. Sulla vetta del monte Azzaredo, posta a metri 2254, troviamo un’omino di sassi a indicare la cima conquistata e un bellissimo panorama sulla vicina Valtellina e le sue montagne. Recuperate le energie e scattate le foto di rito, possiamo riprendere la nostra cresta, che corre sempre lungo lo spartiacque orobico, e proseguire in direzione nord verso la cima del Monte Tartano (m.2292), raggiungibile con un’altra mezz’ora di cammino. Nemmeno questa vetta presenta la croce che siamo abituati a vedere sulle nostre montagne. Il vento, che solitamente qui non lascia pace, inviterà gli escursionisti a continuare lungo il percorso, seguendo il profilo logico della cresta che ora scende in direzione ovest, verso il valico conosciuto come Bocchetta di Budria. Possiamo concederci un’altra pausa, sia per riprendere le energie che per decidere se scendere o affrontare l’ultima vetta della giornata.

Il pizzo del Vento. Dalla Bocchetta di Budria si scorge una bella piramide, slanciata e aguzza. È il Pizzo del Vento (m.2235), che a pochi minuti di cammino ci permetterà di conquistare la terza vetta della giornata. Una labile traccia parte in direzione nord e permette di raggiungere la cima in poco più di mezz’ora di cammino. Un nuovo panorama si apre ai nostri occhi, mostrando le creste percorse e le cime raggiunte in queste giornata, rivelando il percorso effettuato in tutta la sua bellezza. Il ritorno avviene sul percorso fatto all’andata fino alla Bocchetta di Budria, dove una traccia scende in direzione del Sentiero delle Orobie e del rifugio Balicco. Il rientro all’auto avviene sul percorso comune all’andata.

Conclusioni. L’escursione fino al rifugio Balicco è accessibile a tutti, grandi e piccini. Il periplo delle cime citate è invece riservato a escursionisti esperti. La mancanza di tracce e il percorso in cresta, seppur non troppo difficile, necessita di un minimo di dimestichezza nell’arrampicata e assenza di vertigini. L’escursione, se effettuata con partenza dal rifugio Madonna delle Nevi, tocca le sei ore di cammino ed è di 14 km, a cui vanno sommati quasi 1300 metri di dislivello.

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