L’Alben: più che un monte
un vero scrigno di bellezze

Estate, tempo di passeggiate, escursioni e gite all’aria aperta. Le nostre Orobie offrono un variegato ventaglio di itinerari e vette da riscoprire, montagne che donano escursioni per esperti e passeggiate per chi, in alta quota, preferisce la pace e la tranquillità. Tra i tanti picchi che compongono la nostra catena alpina troviamo, all’imbocco della Val Seriana, il monte Alben. Negli anni, numerosi sentieri hanno attraversato questa storica montagna, vie per alpinisti esperti ma anche percorsi dedicati agli escursionisti. Possiamo partire alla loro scoperta, scegliendo tra le ripide pareti poste a nord, o tra le bonarie e verdi praterie che la caratterizzano a sud.

 

 

Dal Passo di Zambla. La via più breve vede il via dal famoso valico, spartiacque tra Val Brembana e Seriana. Dal colle imbocchiamo la strada carrabile, in inverno utilizzata come pista da sci di fondo, fino a raggiungere l’imbocco del sentiero CAI 501. Con pendenza costante si sale nel bosco, fino a sbucare in prossimità di un ripido canale. Alla nostra sinistra una ripida parete di roccia, attrezzata con vie di arrampicata che vanno dal 5° grado di difficoltà fino al 9°, attira arrampicatori di fama internazionale. Noi continuiamo, sbucando presso il panoramico Col dei Brassamonti. Uno skyline spettacolare si apre sulla Val Serina e gli abitati sottostanti, ripagandoci così della ripida salita appena compiuta. Il sentiero ci concede respiro e prosegue pianeggiante tagliando il fianco della montagna fino a portarci in prossimità di un bivio. A sinistra possiamo raggiungere Baita Carlo Nembrini (purtroppo chiusa), posta ai piedi dell’arcigno “Torrione Brassamonti”; a destra invece continua la via normale di salita, che con un ultimo sforzo conduce al Passo la Forca (m.1829) e al Bivacco del Gioan, piccola baita ricavata sotto un’enorme roccia.

Verso la vetta. Non stupitevi se, giunti in prossimità del bivacco, sentite profumo di caffè. Da ormai trent’anni Giovanni sale quasi tutti i giorni, meteo permettendo, e apre le porte della piccola struttura offrendo riparo agli escursionisti che si trovano a transitare nella zona. Il panorama (e il profumo della moka) invitano a spendere qualche minuto del nostro tempo. Vale la pena, in attesa di affrontare la vetta della nostra montagna, di fermarsi per due chiacchiere con il cordiale Giovanni, che ci racconterà storie e aneddoti che contraddistinguono questo luogo. Nel frattempo possiamo recuperare le energie e pensare alla prossima tappa. A sinistra del bivacco si snoda il sentiero per escursionisti esperti, che in circa 45 minuti ci porterà alla panoramica vetta e alla sua croce, posta a metri 2019. Il percorso presenta dei facili e divertenti passaggi d’arrampicata, sconsigliati a chi soffre di vertigini. Gli sforzi saranno ripagati dallo spettacolo che si apre agli occhi dell’escursionista che ne vince la cima. Siamo nel punto più alto della montagna, a fil di cielo su un balcone panoramico che lascia, dopo ogni escursione, a bocca aperta. Sotto di noi si innalzano i tanti cuccozzoli che caratterizzano il monte Alben. Davanti invece, a guardia delle valli bergamasche, brilla al sole l’imponente mole del Pizzo Arera. Il percorso descritto tocca le cinque ore di cammino (andata e ritorno) e prevede uno sviluppo di 12 km complessivi.

Cima la Croce. Il monte Alben è caratterizzato da una seconda vetta, meno elevata e conosciuta come “Cima della Croce”. Chi non se la sente di affrontare il sentiero per escursionisti esperti può così raggiungere questa elevazione, ben più facile e accessibile. Il sentiero sale alle spalle del bivacco, compiendo ripidi zig zag tra erba e roccette, fino a raggiungere in circa 15 minuti di cammino la croce, posta a metri 1978. Il panorama è comunque impagabile, questa volta a sbalzo sugli abitati di Zambla e Oltre il Colle.

Da Cornalba e da Vertova. Da Cornalba possiamo seguire il percorso conosciuto come “Sentiero Partigiano Martiri della Libertà”. Il tracciato è così nominato in ricordo dell’eccidio dei quindici uomini appartenenti alla brigata omonima colpita a morte nel novembre del ’44 durante un rastrellamento nazifascista. I segnavia CAI 502 e 503 ci guideranno tra i boschi in direzione della suggestiva Corna Busa. Tra ampi prati e cascine raggiungiamo la Baita Sura e la parete sud della montagna, che con pendenza costante ci porterà al già citato Passo della Forca e al Bivacco del Gioan. Gli escursionisti esperti (e ben allenati) possono invece mettersi alla prova con partenza dalla Val Vertova, lungo il sentiero CAI 530. Sei ore di percorso e 1800 metri di dislivello positivo porteranno l’escursionista lungo un percorso solitario e suggestivo, a cavallo tra la Val Vertova, la Val del Riso e infine la Val Serina, fino alla cima della tanto sospirata montagna.

La via ferrata. Impossibile non notare la lunga e frastagliata cresta, pinnacoli e torrioni che si innalzano minacciosi verso il cielo. Lungo il versante est della montagna, fino a qualche anno fa poco accessibile proprio per i sui dirupi, è stata aperta la “Ferrata Maurizio”, che vede il sbocco in prossimità di Cima la Croce. La via si raggiunge con partenza da Oltre il Colle, in prossimità degli impianti di risalita. Da qui, in circa venti minuti di cammino, si arriva all’attacco della ferrata. La prima parte è costituita da un ripido sentiero reso facile dalla presenza di una fune metallica. Dopo questo tratto inizia la parte più bella e difficile, che attraverso delle sezioni verticali, attrezzate con funi e pioli metallici, porta sulla vetta del monte. La ferrata è riservata agli escursionisti esperti e va percorsa con idonea attrezzatura. Per informazioni dettagliate, leggete QUI.

 

 

Conclusioni. Il monte Alben è una modesta elevazione che riesce tuttavia regalare enormi soddisfazioni. A rendere unici i suoi sentieri sono la particolarità e la varietà dei paesaggi, che passano dalla tranquillità del bosco ai facili passaggi tra le rocce, fino alla bellezza della cresta finale, panoramica e isolata. Difficile scendere dopo averne conquistato la cima, sopratutto nelle belle giornate estive. Una curiosità: proprio tra queste vette, così anguste da sembrare inadatte a qualsiasi tipo di vita, si nasconde uno dei fiori più belli e rari delle nostre montagne, la Primula Albensis. Questo bocciolo, unico nel suo genere, è stato scoperto nel 1988 da Enrico Banfi e Renato Ferlinghetti sulle pendici della montagna e riconosciuto nel 1993 come nuova specie. Oggi è tra i fiori più protetti della Lombardia.

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