Alla scoperta del centro di Bergamo
che in molte cose ricorda Città Alta

Il 6 aprile ha preso il via la seconda edizione di PiacentiniAMO, il tour culturale ideato e voluto da Immobiliare Fiera, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico per la Lombardia, il Teatro Donizetti e Banca Popolare di Bergamo. Il progetto si rivolge alle scuola scuole primarie e secondarie di primo grado di Bergamo e della provincia, per guidare anche i più piccini alla scoperta del Centro Piacentiniano. I prossimi appuntamenti saranno tutte le mattine di martedì, mercoledì e giovedì di aprile  (per info, qui). Con una novità: la visita alla torre dei Caduti. Prendiamo l’occasione per accompagnarvi anche noi alla riscoperta del cuore di Bergamo bassa.

 

Bergamo Alta, Città Alta, il Centro Storico, il nucleo sul colle… E quello al piano? E il Nuovo Centro? E la Città Bassa? Vogliamo rendere merito anche alla Bergamo Bassa, vogliamo ricordare come si è sviluppata, cosa ha inglobato, ma anche cosa ha sacrificato? Se vi dicessimo che il centro di Bergamo, che conta poco più di 100 anni, è stato ideato e poi realizzato ad immagine e somiglianza di Bergamo Alta, ci credereste?

 

Il Sentierone

In primo luogo, il Sentierone, che ancora oggi connette l’antico Borgo di Sant’Antonio (oggi “Pignolo bassa”), con quello di San Leonardo, in pratica Piazzetta Santo Spirito con Largo Nicolò Rezzara. È una lunga arteria quasi interamente pedonale, che – ricordiamolo – non si ferma al primo semaforo ma prosegue fino alla soglia di Palazzo Frizzoni e nel bel mezzo del suo corso lanciato sulla direttrice Est-Ovest interseca Viale Roma, che corre perpendicolare da Nord a Sud.

Dove osserviamo regolarmente questo intreccio, in Bergamo Alta? Tra le vie Gombito/Bartolomeo Colleoni e le vie san Lorenzo/Mario Lupo, i due antichi assi viari dell’antica Bergomum, Decumano e Cardo dell’antica città romana, che corrono in profondità e si intersecano all’altezza della Torre di Gombito.

 

Piazza Vittorio Veneto

Proseguiamo con la pavimentazione a losanghe tricroma – bianca, rossa, nera – che riveste Piazza Vittorio Veneto, sia sul lato dell’ex Ciao, che dirimpetto, proprio ai piedi della Torre dei Caduti.

Dove abbiamo visto questo motivo nel nostro centro storico, a terra o stagliato nel cielo? Per quanto riguarda il motivo, la risposta è Piazza Vecchia, uno spazio lastricato con forme romboidali che, proprio per questo, a un primo sguardo pare quadrangolare, mentre l’occhio più attento non potrà non notare che la sua forma geometrica è quella di un trapezio: il lato corto lambisce il palazzo della Ragione e quello lungo l’accesso alla piazza dalle Vie Colleoni/Gombito.

E in relazione ai tre colori, dove divengono esuberanti ma sobri allo stesso tempo, dove stupiscono per la leggiadria che conferiscono agli edifici, facendoli danzare uno a fianco dell’altro? In Piazza Duomo e in Piazza Santa Maria Maggiore, dove i protiri della Basilica, la facciata della Cappella Colleoni e il Battistero sono stati magistralmente concepiti con queste delicate tonalità.

 

Piazza Dante

Al di là del fatto che nel centro di Piazza Dante sia stata collocata l’ultima reminiscenza dell’antica Fiera in muratura di Bergamo dedicata a Sant’Alessandro, ovvero la Fontana con il tritone del 1734, provate a mettervi nei suoi pressi, proprio di fronte al Tribunale: immaginate di spalancare sia il portale che affaccia su Piazza Dante, che quello che dà su Piazza della Libertà e così con gli ingressi anteriore e posteriore del Palazzo della Libertà.

Dove potreste trovare una sequenza simile? Sempre in Piazza Vecchia, proprio vicino alla beniamina dei bimbi, la Fontana Contarini ben più giovane del Tritone (1780), dove, aperti gli ingressi di Palazzo Nuovo (Biblioteca Angelo Mai), questi connettono con la retrostante piazzetta.

E dove avreste una veduta a cannocchiale ben più spettacolare? Se vi poneste dall’altro lato della fontana, tra una sfinge e un leone, e con la vista vi portaste sotto il Portico del Palazzo della Ragione, poi subito su Piazza Duomo, dentro e fuori la Basilica attraversata dai suoi protiri con portali schiusi, per approdare infine su Piazza Santa Maria Maggiore dalla parte opposta. Non credete sia la stessa cosa che capita se in Piazza Dante rivolgeste lo sguardo verso il Quadriportico, a seguire il Sentierone e lo infilaste dentro e fuori gli ingressi del Teatro Donizetti? Non è una vera e propria concatenazione di piazze?

 

Torre dei Caduti

Tra le cento torri di Bergamo Alta, delle 7 che ne restano, a quale la assimilereste? Qualche dubbio tra Campanone e Gombito? Eh già, perché il riferimento più immediato è alla Torre della Campanella (all’epoca di Cittadella), che svetta su Piazza Lorenzo Mascheroni già Piazza Nuova: più o meno la stessa altezza, la presenza dell’orologio, ma soprattutto in entrambe vi è il castello delle campane e la terminazione di gusto slavo. In verità il tondo dell’orologio potrebbe rimandare anche al Campanone, così come le bugne ai lati a quelle delle case torri di Colle Aperto o di Piazza Mercato del Fieno e anche il tipo di marmo scelto per la sua decorazione mediana alla Cappella Colleoni.

 

C’è altro? Oh si, tanto e tanto ancora, ma allora perché non sforzarsi un pochino e provare a rintracciare questi rimandi, che raccontano a distanza di secoli il legame che ancora oggi corre tra le tre anime della nostra città (colli, alta, bassa)? Basta poco, un po’ di spirito segugio e magicamente potremmo rivalutare e finalmente vivere di più il nostro nuovo centro, quasi come un gioco: il tutto continuando pur sempre ad avere sullo sfondo lo splendido skyline di Città Alta, preservato proprio dagli stessi Bergamaschi che, quando all’inizio del secolo scorso, proposero il bando di concorso per il nuovo centro, imposero il veto di non occultarne la visuale! Lungimiranti!

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