Alla scoperta delle sedi
dell’università di Bergamo

Non vi capita mai di passeggiare in Bergamo Alta durante la settimana e sentirvi chiedere: «Scusi, dove è l’Università?». Oppure: «Scusi, dove si discutono le lauree oggi?». O ancora: «Per cortesia, dove è la facoltà di…?». Ammettetelo, anche a voi ogni tanto sorgono dei dubbi sull’esatta collocazione degli edifici, su quale sia la via migliore per raggiungere quella o quell’altra sede. In generale, comunque, si sa che nella sede di Bergamo sono presenti i corsi di laurea dei Dipartimenti di Giurisprudenza, Lettere e Filosofia, Lingue, letterature straniere e comunicazioni, Scienze aziendali, economiche e metodi quantitativi, Scienze umane e sociali, mentre nella sede di Dalmine sono presenti i Corsi di laurea della Scuola di Ingegneria. Inoltre, ad oggi, sull’Aula Magna non dovremmo più avere dubbi, dopo l’inaugurazione lo scorso settembre della ex Chiesa di Sant’Agostino alla Fara, ma per il resto, soprattutto per chi non frequenta, la collocazione è ancora un poco ostica! Disponiamo quindi i singoli edifici suddivisi tra Bergamo Alta, Bassa e Provincia, considerando che tutti insieme occupano più di 40mila metri quadrati: nel primo caso li dislochiamo secondo un percorso ragionato, che da Colle Aperto porta fino alla nuova Aula Magna, verso Bergamo Bassa.

Bergamo Alta

 

Palazzo Terzi – Via Salvecchio 19

Rettorato – Dipartimento di Lingue, letterature e culture straniere

Sorto su un vasto terreno occupato in precedenza da vecchi stabili, il palazzo venne progettato nel 1615 dall’architetto veneziano Vincenzo Scamozzi per conto del cavaliere Bartolomeo Fino, appartenente ad una famiglia presente in città dal 1555. Passato più volte di proprietà tra i Fini ed i Carrara Benaglio durante il Cinquecento, nel 1671 vi subentrano i Colleoni e nel 1754 i Roncalli, che commissioneranno la ristrutturazione neoclassica all’architetto Francesco Lucchini. È poi la volta dei Rota, dei Quattrini ed infine dei marchesi Terzi di Sant’Agata. Il Comune di Bergamo acquista il palazzo nobiliare nel 1960 e lo destina a sede del Liceo Artistico, mentre negli anni Settanta gli urgenti lavori di restauro porteranno ad accogliere la Facoltà di Lingue. Ancora oggi, varcando l’ingresso di Via Salvecchio, si riconoscono tre nuclei di fabbrica ben distinti: il fronte con il vestibolo ottagonale a volta e la corte rettangolare con scala a tenaglia fanno parte dell’intervento neoclassico; i caseggiati medioevali appartenuti fino all’Ottocento ai Colleoni disposti a nord-ovest; la porzione a nord su Via San Salvatore acquistata nel secolo scorso dal Comune.

 

Ex Pensionato Suore di Carità – Piazza Rosate 2

Dipartimento di Lettere, Filosofia, Comunicazione

Posto in angolo tra il vicolo e la piazza condivisa con il Liceo Classico Paolo Sarpi, occupa la casa dei fratelli Ricuperati, che in occasione del riordino urbano dell’area si videro sottrarre l’accesso pedonale su Piazza Rosate e quello carrale sul vicolo omonimo, abbassato di alcuni metri. L’attuale ingresso, quindi, risale alla metà dell’Ottocento, mentre quello originario corrispondeva alla finestra del primo piano posta in asse con il portale. All’interno, il cortile porticato e alcuni vani decorati ricordano di quando l’edificio era adibito a residenza privata (fino al 1918 e in seguito, dal 1933 al 1971), pensionato gestito dalle Congregazione delle Suore di Carità, che vi ospitarono le allieve delle scuole elementari, del ginnasio-liceo e dei corsi magistrali. La chiusura del convitto, giustificata dalla mancanza di vocazioni, portò alla creazione da parte dell’Università di un pensionato per gli universitari. Acquistato nel 1973 dall’Istituto per accogliere aule e dipartimenti della Facoltà di Economia e Commercio, presenta dei cortili porticati vetrati, logge e scale che conducono ad un bel giardino pensile che affaccia su Piazzetta Terzi.

 

Casa dell’Arciprete – Via Gaetano Donizetti 3

Dipartimento di Lingue e letterature straniere

È l’ultimo edificio ad essere stato acquisito dall’Ateneo ed è forse il più prestigioso, in quanto realizzato alla fine del Quattrocento per volere del giurista Benedetto Ghislandi, membro del Consiglio Cittadino. Il suo stemma è presente sulla parasta a sinistra del portale d’ingresso. Passò poi ai Martinengo e dal 1560 agli Agosti, finchè alla fine del Cinquecento i nuovi proprietari Benaglio fecero decorare la volta dell’androne d’ingresso e delle logge verso il giardino. Fu poi la volta dei Vailetti (i conti promotori e proprietari dell’attuale Palazzo Medolago Albani), dei Beltramelli e dei Fogaccia, fino a giungere per eredità nelle mani del futuro vescovo di Bergamo Carlo Gritti Morlacchi, che lo destinò a sede dell’arciprete della Cattedrale, da cui la denominazione di Casa dell’Arciprete. La facciata è straordinariamente di gusto veneziano, vicina alla sfera dei Codussi o dei Lombrado dai recenti studi e per analogie con altre costruzioni similari, nonostante una sicura fonte d’ispirazione peri tempi fu la Cappella Colleoni. La facciata è interamente rivestita in marmo di Nembro, divisa orizzontalmente in tre ordini con trabeazione. Fino a pochi anni fa, nella fascia posta sotto l’architrave, era ancora leggibile la scritta LUX ORTA EST IUSTO (è sorta la luce per il giusto) scelta forse dal primitivo proprietario in relazione alla sua professione in ambito giuridico.

 

Palazzo del Podestà – Piazza Vecchia 8

Più che una sede resta da quasi un decennio la scritta muta rivolta alla piazza, Università degli Studi di Bergamo, che fa credere a turisti e non che lì vi siano ancora aule ed uffici. A quanto risulta, invece, l’uso ad oggi dei locali è un poco promiscuo. In ogni caso è da qui che tutto è cominciato nel 1968, proprio nell’edificio che era stato il Palazzo del Podestà veneziano. La facciata venne dipinta nel 1477 da Donato Bramante con le figure affrescate dei sette Savi dell’antichità, sovrastati da targhe recanti iscrizioni: oggi di quei filosofi e di quei motti non resta più nulla, se non qualche lacerto posto nel Museo dell’Affresco di Bergamo, allestito all’interno del Palazzo della Ragione. L’ingresso sulla piazza si aprì solo nel 1529, data la presenza al suo interno di altri importanti uffici amministrativi veneziani, tra cui la Camera Fiscale e la camera delle Udienze, mentre lo scalone interno risale al 1582. Un incendio nel 1770 distrugge la parte meridionale del palazzo, quella con scuderie, legnaia, cucina, dispensa e camere ai piani superiori, che porterà alla necessità di un generale restyling dell’edificio. Con Napoleone la residenza podestarile diviene sede della Corte di Giustizia e poi del Tribunale Provinciale, mentre dal 1926 al 1968 si sono susseguiti il Civico Museo di Storia Naturale, la Scuola Superiore di giornalismo e mezzi audiovisivi dell’Università Cattolica di Milano e il nostro primo Ateneo: la scuola biennale di specializzazione post-laurea in giornalismo è nata nel 1961 su iniziativa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e con il concorso del Comune di Bergamo, mentre  il 16 novembre 1968 il Comune di Bergamo, l’Amministrazione Provinciale e la Camera di Commercio costituirono il Consorzio per l’istituzione di facoltà universitarie in Bergamo. Dal novembre del 1992 la nostra università è un organismo statale.

 

Ex Convento di Sant’Agostino – Piazzale Sant’Agostino 2

Aula Magna – Dipartimento di Scienze umane e sociali – Aula Magna

La grande chiesa è stata fondata dai monaci Eremitani nel 1290 e consacrata nel 1347, dedicata ai SS. Giacomo e Filippo. Viene danneggiata marginalmente dal grande incendio del 1403, quando va distrutto il monastero. Nel 1442 agli Eremitani subentrano i Minori Osservanti Regolari di S. Agostino, che promuovono un vasto rinnovamento architettonico, tra cui la ricostruzione della chiesa e l’edificazione della sala capitolare, del primo chiostro e poi anche del secondo. Al piano terra erano ubicati la sala del Capitolo, due foresterie, il refettorio, la cucina, la dispensa e al primo piano le celle del dormitorio dei novizi. La chiesa, dalla tipica facciata gotica, si presenta ad aula unica, scandita da sette cappelle laterali, priva di transetto, coperta da soffitto ligneo, sorretto da sette grandi archi trasversali ogivali, che collegano le volte a crociera. La chiesa ed il convento, a differenza degli altri coevi che si erano trovati sul tracciato delle nuove mura, e per questo demoliti, sono stati risparmiati, pare grazie al pagamento di una somma in denaro da parte dei monaci. Divenne luogo di un importante centro religioso e culturale e nel 1647 vi trovò sede l’Accademia degli Eccitati, mente nel 1670 si aprirono scuole di Filosofia e di Teologia. In seguito alla soppressione degli ordini religiosi, avvenuta a partire dal 1797, nell’Ottocento l‘intero complesso fu adibito a caserma e deposito di armi, oltre a magazzini ed officina meccanica. La chiesa sarebbe potuta divenire la sede del Museo Diocesano voluto ardentemente dal Vescovo Adriano Bernareggi, ma i tempi della Grande Guerra non furono favorevoli a tale destinazione d’uso, quindi passò al Comune di Bergamo nel 1966, che ha adibito parte dell’intero complesso all’Università degli Studi di Bergamo.

 

Bergamo Bassa

 

Ex Convitto Pietro Paleocapa – Via Pignolo 123

Dipartimento di Lettere e Filosofia

Nel 1893 il professore Angelo Baroni di Clusone acquista dalla famiglia Maffei un’osteria e dei terreni adiacenti a dei portici, per realizzare un edificio atto ad ospitare scuole elementari, pronte già nel 1902. Nel 1918 il convitto viene acquistato dalle RR Suore Industriali di Bergamo, che dal 1925 iniziano un’opera di ampliamento in altezza lungo la via Noca e a valle della proprietà fino allo stabile che oggi affaccia su via San Tomaso: i lavori furono motivati da esigenze di adeguamento igienico-sanitario oltre che per l’aumento del numero degli ospiti. Durante la seconda guerra mondiale i locali vengono requisiti per divenire carcere politico (tra i vari detenuti si ricorda Betty Ambiveri), ma alla fine del conflitto il collegio viene subito riaperto: si evidenzia immediatamente la necessità di un generale restauro, che interesserà il complesso dal 1950 in poi e che porterà alla realizzazione di tre campi sportivi, di una nuova chiesa e al risanamento di impianti e attrezzature oltre alla completa sostituzione dell’arredamento di dormitori e studi. Nel 2002 è stato acquistato dalla Provincia di Bergamo per essere adibito a sede universitaria.

 

Ex Centro Servizi BPL – Via dei Caniana 2

Dipartimento di Scienze aziendali, economiche e metodi quantitativi
Dipartimento di Giurisprudenza

All’inizio degli anni Cinquanta viene costruito un complesso industriale su un’area compresa tra le vie San Bernardino e Moroni, che nella metà degli anni Ottanta il pool degli architetti Poli-Mambretti-Traversi-Travisa trasforma nel Centro Servizi terziari dell’allora Banca Provinciale Lombarda. Le pareti sono realizzate con lastre coibentate di alluminio, che conferiscono all’edificio una forma perfettamente lineare, mentre la facciata si distingue per l’ingresso principale, dove un grande portale incornicia il bow-window del vano scala e la grande pensilina reticolare. Il nostro Ateneo ne entra in possesso dopo che la BPL viene ceduta nel 1987 e poi assorbita nel 1993 dall’Istituto San Paolo di Torino, mantenendo sostanzialmente inalterati i locali interni e dedicando l’aula magna a Serio Galeotti, il rettore nel periodo 1972-1975, che istituì il Corso di laurea in Economia e commercio.

 

 

Provincia

Campus Universitario di Dalmine – Viale Guglielmo Marconi 5

Dipartimento di Ingegneria gestionale, dell’informazione e della produzione
Dipartimento di Ingegneria e scienze applicate

Il primo nucleo trovò sede in Via Marconi sorto negli anni Tenta del Novecento come casa di riposo per gli inabili al lavoro della società Dalmine, annesso ad un piccolo ospedale. Il progetto fu realizzato a firma dell’architetto Giovanni Greppi: un edificio a tre piani con parete angolare vetrata curvilinea per la scala interna, un portico trabeato e un vialetto laterale. La destinazione proposta non ebbe il successo sperato quindi la direzione trasformò l’edificio in colonia elioterapica e durante la Seconda Guerra Mondiale alcuni ambienti interni vennero utilizzati come alloggio degli ufficiali, la Scuola Tecnica Industriale e altre funzioni educative, fino a divenire sede dell’Esperia. L’insediamento dell’Università risale alla fine degli anni Novanta, con laboratori, un’aula magna capace di 900 posti a sedere, mensa, aule ed uffici ubicati convertendo rispettivamente magazzini, officina meccanica, infermeria e deposito cicli; quest’ultimo con facciata in mattoni a vista, che oltre ai cicli ricovererà anche le autovetture.

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