Alla scoperta di Bergamo per Expo
La via dell’acqua: laghi e mulini

Prosegue la nostra esplorazione della provincia secondo i percorsi proposti dalla Provincia in occasione di Expo. Dopo le vie del legno, del sole e della pietra incontriamo oggi un altro elemento naturale di vitale importanza: l’acqua. Come la pietra, anche l’acqua può essere vista come un anello di congiunzione tra paesaggio naturale e sviluppo urbano: è noto che le prime grandi città sorsero su corsi d’acqua. Facile citare Londra, Parigi e Roma, ma un esempio storico ancora più emblematico è quello dell’antica Mesopotamia: considerata la culla della civiltà, deve la sua grandezza innanzitutto ai fiumi Tigri ed Eufrate.

 

Cascate

In un territorio coronato dalle montagne come la provincia di Bergamo, i corsi d’acqua non possono che assumere tratti spettacolari e suggestivi. I percorsi fluviali sono già di per sé motivo di bellezza, soprattutto quando serpeggiano in vallate verdi come le nostre, ma in montagna l’elemento acquatico segue percorsi impervi, che lo esaltano nella sua dinamicità inarrestabile.

Come non partire con le cascate del Serio a Valbondione; coi loro 315 metri sono le più alte in Italia e le seconde in Europa. Dal 1932 le acque che le alimentavano furono trattenute dalla diga del Barbellino per produrre elettricità, ma dal 1969 sono nuovamente visibili per cinque giorni ogni anno. L’apertura delle cascate è ormai un evento turistico molto frequentato: la prima si è svolta pochi giorni fa, il 21 giugno. Il 18 luglio si avrà la prima apertura notturna. La prospettiva è emozionante, segnatevelo sull’agenda.

 

Gole e orridi

L’acqua non è spettacolare solo di per sé, ma anche nelle tracce che lascia, nelle sculture che modella. Nel Parco Gola di Tinazzo a Castro si può esplorare uno stretto corridoio eroso dall’acqua nel corso dei millenni. Il passaggio è largo pochi metri ed alto addirittura quaranta; una forza impressionante, quasi una lama d’acqua, ha scavato nella roccia fino a tagliarla come fosse burro.

Di non dissimile origine sono gli orridi: gole profonde scavate da un corso d’acqua con particolari conformazioni che destano stupore (e forse proprio orrore, timore). L’Orrido della Val Taleggio è stato scavato per tre chilometri dal torrente Enna, da San Giovanni Bianco a Sottochiesa di Taleggio. Attraversarlo a piedi è un’esperienza da brividi: le tante cascatelle d’inverno diventano pareti di ghiaccio, la luce del sole difficilmente riesce a penetrare la gola. Insomma, uno scenario per esploratori coraggiosi. L’orrido della Val Serina non è da meno: sembra che la montagna voglia stritolare il turista che ha osato inoltrarsi nelle sue vie più interne.

 

L’acqua che dà energia

Dei tanti, infiniti utilizzi che l’uomo fa dell’acqua ce n’è uno particolare. L’acqua si beve, la si utilizza per lavarsi, ma è anche fonte di energia cinetica grazie ad invenzioni dell’uomo quali mulini e centrali idroelettriche. Dei tantissimi mulini disseminati sul territorio, a Roncobello ce n’è uno speciale. Intitolato a Maurizio Gervasoni, esso è stato restaurato e rimesso in attività dal FAI nel 2003. È aperto a visite guidate per gruppi e scolaresche.

La diga del Gleno a Vilminore di Scalve, invece, è una piacevole meta escursionistica, ma conserva la memoria di fatti tragici. Nel 1923 la diga crollò, provocando almeno 356 morti, anche se i dati sono ancora incerti. Il colpo d’occhio, già strabiliante di per sé, suscita quasi timore nel momento in cui si ripensa a quanta morte ha portato questo luogo.

 

Collegamenti sull’acqua

I corsi d’acqua sono anche ostacoli da superare. Il primo pensiero va al Renzo dei Promessi sposi che, fuggendo da Milano, dovette attraversare l’Adda sulla barca di un pescatore. Dei tanti ponti che collegano le due sponde del fiume manzoniano, tutti sanno qual è il più bello: il ponte San Michele che congiunge Calusco e Paderno. Ha delle caratteristiche davvero particolari, come la campata unica e l’uso esclusivo di chiodi per la scarsa diffusione delle saldature ai tempi della costruzione. È considerato un capolavoro di archeologia industriale italiana ed in generale dell’ingegneria ottocentesca. Ha un’importanza storica paragonabile a quella delle Torre Eiffel in Francia.

C’è poi un modo davvero unico di attraversare l’Adda: sul traghetto di Leonardo che collega Villa d’Adda a Imbersago. Questa simpatica imbarcazione utilizza un sistema di leve a mano che le permette di muoversi con il lavoro di un solo uomo. Dei quattro esistenti, è l’unico ancora in funzione e i costi molto bassi garantiscono un’alta frequenza di turisti nella bella stagione.

 

Crespi d’Adda

Nel punto d’incontro tra Adda e Brembo sorge un luogo fuori dal tempo: Crespi d’Adda, villaggio operaio di fine Ottocento, costruito dal padrone Crespi per gli operai dei suo opificio tessile. In sostanza si tratta di un paese ideale, con belle case per i lavoratori, fornite di orto, giardini e tutti i servizi necessari. L’Unesco lo ha inserito nel Patrimonio Mondiale protetto in quanto miglior esempio di villaggio operaio in tutto il sud Europa.

 

Fontanili, sorgenti, laghi

Ci sono tanti altri luoghi che meritano una visita. Del Fontanile Brancaleone abbiamo già parlato in relazione alle riserve naturali bergamasche: un tratto peculiare riguarda la sua origine, dovuta all’opera dell’uomo e non a conformazione naturale.

Che dire poi dei nostri laghi? La loro ricca offerta paesaggistica e di balneazione è pareggiata da quella ludica, con tanta vita notturna, e sportiva, visti i numerosi percorsi e passeggiate. Infine, l’acqua è protagonista di almeno due sorgenti importanti: quella di San Pellegrino e la Fonte Bracca ad Ambria. Nel comune di San Pellegrino è inoltre aperta una nuova stazione termale dal dicembre 2014.

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