Altra abbuffata di stelle (Michelin)
C’è GourmArte, grandi chef in Fiera

Il pianeta GourmArte si gira su se stesso e corregge la sua orbita. Un cambiamento sostanziale nella Bergamo sempre più avvezza alle kermesse con cuochi stellati: è di poco più di un mese la fa la grande abbuffata di Astino nel gusto, in corrispondenza del G7 dei ministri dell’agricoltura. Ecco, alla manifestazione enogastronomica in fiera, fino a domenica, l’ingresso non si paga più. Le degustazioni proposte dagli espositori sì, invece. Come si pagano (ma quello anche nelle edizioni precedenti) le creazioni degli chef nel ristorante della tre giorni. Sempre tanti, grazie alla collaborazione con le associazioni Slow Cooking e Le Soste, i grandi nomi. Il tristellato Chicco Cerea (Da Vittorio) non dice mai di no alla sua città, quando ne vale la pena. Claudio Sadler (Sadler) e Philippe Leveillè (Miramonti L’Altro) non hanno bisogno di presentazioni. Tra i corsi proposti dall’Accademia del Gusto, in collaborazione con Ascom, altri nomi celebri come quello di Francesca Marsetti, ormai presenza fissa nel cast de La prova del cuoco. Dulcis in fundo l’Ampi, Accademia Maestri Pasticceri Italiani, che riunisce i maggiori esponenti del settore a livello nazionale.

Scorrendo la lista dei piatti proposti vien già l’acquolina. Roberto Conti, del Trussardi alla Scala di Milano, punta su Carciofo in barigoule, granchio reale e bouillabaisse.  Stefano Masanti, del Cantinone di Madesimo (Sondrio), propone il Lombo di agnello al barbecue, crema di nespole fermentate e zucca affumicata.  Chicco e Bobo Cerea, con Paolo Rota, la Guancetta di maiale senapata, scorza nera all’agro, conserva di pomodoro arrosto.  Domenica, giornata di incontro tra chef e stelle emergenti, Stefano Cerveni del  Due Colombe, Corte Franca (Brescia) mette sul piatto un Viaggio in laguna (la cucina veneziana incontra il lingotto di caviale Calvisius); Sadler, invece, i Ravioli di polenta e Taleggio, tuorlo d’uovo in oliocottura, perle di tartufo e raspadura lodigiana. Leveillé va invece di Sot-l’y-laisse (boccone del prete, ndr) in spiaggia (pollo, frutti di mare, spezie varie).

Se è vero che GourmArte è soprattutto gusto, sarebbe riduttivo omettere il suo valore culturale: oltre agli showcooking, agli incontri e agli approfondimenti tematici, le degustazioni a tu per tu con i produttori. Sarà possibile lasciarsi avvolgere dal sapore intenso dell’aceto balsamico del modenese Alessandro Biagini, da quello dell’antico formaggio del Bitto, della tartare dei bovini di razza piemontese dei Motta, del caviale prezioso dell’azienda Calvisius. Poi insaccati al top delle tradizioni cremonesi e bergamasche, grandi bottiglie da Franciacorta e Valtellina eroica, più altre denominazioni enologiche tutelate dai Consorzi del Roero e di Asti. Dall’estero, il pregiatissimo pata negra, lo champagne, le ostriche bretoni. Non mancanonemmeno i dolci tipici della tradizione natalizia rivisitati in chiave originale, come il panettone con fragoline di bosco della Pasticceria Adriano e il torrone firmato Morlacchi. Rappresentanza dal sangue blu anche per acqua e caffè con Fonti di Vallio e Caffè Diego.

Informazioni. GourmArte apre sabato 2 dicembre dalle 10 alle 20; domenica 3 dicembre dalle 10 alle 22. Ingresso gratuito; degustazioni a pagamento a cura dei singoli espositori. Ingresso al ristorante: 12.30- 15 e 19-22. I prezzi? Piatto salato più calice di vino: 15 euro; pizza più calice di vino: 10 euro; piatto dolce più calice di vino: 10 euro. Programma completo sul sito www.gourmarte.it.

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