A Bergamo è bello muoversi senz’auto

Si è da poco conclusa l’annuale Settimana Europea della Mobilità 2019 – «appuntamento fisso e irrinunciabile per tutte le amministrazioni e per tutti i cittadini che si vogliono impegnare sulla strada della sostenibilità e del miglioramento della qualità della vita delle nostre città» – che quest’anno ha privilegiato sottolineare, in tema di “mobilità attiva”, l’importanza dell’utilizzo della bicicletta e delle nostre gambe: “mezzi”, questi, che se coadiuvati dal servizio di trasporto pubblico permettono di arrivare quasi ovunque e coprire distanze anche importanti. Si tratta certamente un’ottima combinazione per lasciare a casa l’auto o qualsiasi altro mezzo inquinante.

 

 

Se non vi è mai capitato di transitare per piazzale Marconi all’ora di punta, in un range esteso tra le ore 12.30 e le ore 14 di ogni giornata infrasettimanale, allora non potete immaginare di quale delirio sia capace quella minuscola e al contempo baricentrica porzione di Bergamo. Tra i semafori di via Bonomelli e di viale Papa Giovanni XXIII, non contando i mezzi di linea o turistici che giungono da via Bono, si scatenano autovetture, autobus, piccoli mezzi da lavoro, motorette, biciclette tradizionali ed elettriche e naturalmente loro, anzi noi: i pedoni! Poveri pedoni, delle formichine a confronto di quello che li circonda, scomposti e snocciolati o raggruppati in sciami variopinti di studenti e pendolari. La direzione è la medesima, soprattutto nel primo pomeriggio e verso sera: la stazione ferroviaria, il Tram delle Valli, gli autobus urbani ed extraurbani, le aree parcheggio auto e biciclette, il deposito dei mezzi elettrici e, in maniera più sporadica, un taxi.

Delle Ferrovie dello Stato se ne è già parlato, soprattutto per quanto riguarda il fatto che la stazioncina che vigilia piazza Marconi è sottoposta a vincolo monumentale: edificata infatti nel lontano 1857, durante la presenza austroungarica, comportò paradossalmente un duro colpo per l’economia cittadina, che assistette impotente al crollo della secolare Fiera di Bergamo, spenta dai miraggi dei mercati milanesi ormai pericolosamente vicini grazie alla rotaia. Mutò inoltre la definizione nazionale del meridiano, allineandolo forzosamente per ogni città, ma questa è un’altra storia. Anche della Teb si è ampiamente trattato, in occasione dei dieci anni di attività della Linea T1, l’unica oggi in attività, che attraversa e connette i comuni di Bergamo, Torre Boldone, Ranica, Alzano Lombardo, Nembro e Albino per una lunghezza totale della tratta di 12,5 km e che soddisfa un bacino demografico di circa 220 mila abitanti. Viaggia su un percorso preferenziale protetto e interseca trenta attraversamenti a raso, regolati da semafori dotati di segnale acustico e intelligenti: in questo modo si evitano le code agli automobilisti, in quanto le sbarre si attivano solo al passaggio del tram in un tempo compreso tra i 15 e i 22 secondi massimo. I mezzi sono dotati di segnalatori acustici e visivi che preannunciano ai passeggeri le singole fermate, mentre per i disabili uditivi vi sono monitor in tempo reale con i segnalatori acustici interni.

 

 

Atb è sempre alla ribalta con i suoi nuovi mezzi che sfrecciano per la città e su e giù dai colli, grazie alle due funicolari di Città Alta e di San Vigilio, protagoniste durante la settimana della mobilità 2019 di un appuntamento, tra i vari in calendario, che ha visto come protagoniste le scalette di Bergamo e il museo allestito nella sede di via Gleno. La stazione delle Autolinee ha finalmente ottenuto il meritato restyling grazie ai nuovi panelli che illustrano, alternati a immagini d’autore e d’effetto, le eccellenze del nostro territorio e alla musica in filodiffusione: un buon modo per accogliere i numerosi bus turistici in arrivo nella nostra città e allontanare con tatto chi giace dormendo sul marciapiede al riparo della tettoia.

Una dicitura che forse molti non conoscono è quella della Agenzia Tpl Bergamo (Agenzia per il Trasporto Pubblico Locale del Bacino di Bergamo), che si riferisce a un “ente pubblico non economico”, dotato di personalità giuridica e di autonomia organizzativa e contabile. In pratica è una sorta di agenzia – gli enti partecipanti son la Provincia di Bergamo (48 per cento), il Comune di Bergamo (42 per cento) e la Regione Lombardia (10 per cento) – a cui «sono attribuite e riservate le funzioni di programmazione, organizzazione, controllo, promozione e gestione delle risorse finanziarie riguardanti tutti i servizi di Trasporto Pubblico Locale (Tpl) nel bacino territoriale coincidente con l’intera provincia di Bergamo, ivi incluso il comune capoluogo». In pratica «opera come stazione appaltante per l’affidamento dei servizi di Tpl nel bacino territoriale di competenza e approva il relativo sistema tariffario; provvede anche alla determinazione degli standard gestionali, qualitativi, tecnici ed economici dei servizi oltre ad effettuare il loro monitoraggio». Il bacino di competenza, suddiviso in cinque ambiti, coincide con i limiti amministrativi della Provincia di Bergamo, la cui popolazione è stimata in 1.108.853 abitanti suddivisi in 242 Comuni, e copre i sistemi di bacino urbano, interurbano, tramvia, funicolari di Bergamo e funivia Albino/Selvino.

 

 

In merito, invece, ai servizi ferroviari regionali, di competenza Regionale, l’Agenzia provvede a «elaborare proposte volte ad ottimizzare l’integrazione intermodale nel Bacino di Bergamo». Per quanto riguarda le funzioni sue specifiche, le sono state assegnate quelle già della Provincia di Bergamo e dei Comuni della provincia in materia di programmazione, regolazione e controllo dei servizi di Tpl.

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