Il fascino di Cornello dei Tasso
Un borgo da non perdere

Il borgo di Cornello dei Tasso, risalente alla fine del 1100, non a caso è citato nella lista dei Borghi più belli d’Italia. Incastonato tra il fiume Brembo e le montagne della Valle Brembana, occupa una stretta gola della media valle, ad una trentina di chilometri da Bergamo, ed è un piccolo scrigno di storia medievale perfettamente conservato.

Raggiungibile solo a piedi con una breve camminata, è situato lungo la sola via che nel Medioevo permetteva di raggiungere le terre d’Oltralpe, fu sede di floridi commerci e paese natale di Omodeo e Bernardo Tasso – quest’ultimo padre del celebre Torquato -, letterati e precursori del moderno servizio postale (la casata dei Tasso si occupava dapprima delle comunicazioni nel Tirolo e per lo Stato Pontificio ed instaurò successivamente una imponente ragnatela di corrieri per servire l’intera Europa). Sul finire del Cinquecento, la fortuna del borgo cominciò a declinare in seguito alla costruzione, nel 1592, della nuova strada, la Priula, che correva sul fondovalle, alquanto discosta dal Cornello. Così, il piccolo agglomerato di case rimase piuttosto isolato e andò via via perdendo l’importante funzione di accordo tra la media e l’alta Valle Brembana che aveva svolto fino a quel momento. Il secolare isolamento ha favorito la conservazione dell’originario tessuto urbanistico, caratterizzato dalla sovrapposizione di quattro diversi piani edificativi.

Oggi, per innamorarsi di questo luogo quasi mistico, basta salire lungo il sentiero nel prato che porta alla località Bretto. E godersi la vista panoramica. Per il resto, perché visitare il borgo? E perché ammettere che si tratti di uno dei più belli d’Italia? Ecco qualche buona ragione.

 

1. I porticati della via Mercatorum

I magnifici porticati della via Mercatorum, la strada ciottolata che univa la pianura alla Valtellina e ai Cantoni Svizzeri, crocevia di viandanti e commercianti provenienti da tutta Europa: in questo tratto molto suggestivo di circa 150 metri, l’antica mulattiera medievale si presenta coperta da eleganti travi a vista inframezzate da solidi archi in pietra. Al riparo dalle intemperie trovavano spazio osterie, botteghe e scuderie. Attualmente la via porticata è da considerarsi una vera e propria galleria d’arte e la cura maniacale che le dedicano i pochissimi abitanti rimasti fa sì che si presenti ancor più splendida: da non perdere le numerose sculture lignee realizzate a mano, gli attrezzi agricoli appesi ai pilastri di pietra, gli antichi portoni in legno che trasudano storia e sembrano raccontare le vicende accadute nel borgo.

 

2. La chiesa medievale dedicata ai Santi Cipriano e Cornelio

Situata nella parte superiore del borgo, si affaccia sulla piazzetta principale ed è un edificio romanico a navata unica risalente al XII secolo, che negli anni ha subito diverse ristrutturazioni conservative. L’edificio religioso è completato dal campanile pendente, anch’esso un raro esempio di stile romanico brembano, che presenta aperture bifore con colonne centrali nella parte sommitale. Caratteristico il tetto in scure piode nere tipicamente valligiane.

Gli splendidi affreschi cinquecenteschi che ricoprono la quasi totalità delle pareti della chiesetta rappresentano scene che spaziano dalla vita popolare artigiana a quella sfarzosa e nobile delle ricche famiglie dell’epoca; altri soggetti ricorrenti sono quelli religiosi, tra cui i Santi Giorgio, Agata, Stefano e la Madonna in trono con Santi raffigurata nell’abside principale. E un affresco ritrae il miracolo di Sant’Eligio, protettore dei maniscalchi che guarisce un cavallo gravemente ferito.

 

3. Il Palazzo dei Tasso

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Questo edificio, di cui oggi rimangono conservati dei ruderi, era l’abitazione della famiglia Tasso. Si trattava di un edificio fortificato posizionato strategicamente sulla sommità di una roccia, all’estremità meridionale del borgo, che aveva funzione prettamente di controllo e di guardia sugli spostamenti in valle. Si possono ancora distinguere le zone perimetrali del palazzo grazie ai muri di cinta, mentre è degno di nota l’arco posto all’ingresso principale. In basso si scorge la strada statale della Valle Brembana, perfettamente controllabile dal trespolo dell’antica dimora tassiana.

 

4. Il museo dei Tasso e della storia postale

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È un istituzione fondata nel 1991 e dislocata in diversi edifici e stanze del borgo. Nella collezione esposta spiccano volumi e scritti prestigiosi dell’opera tassiana: La Gerusalemme Liberata, una lettera postale affrancata col pregiatissimo Penny Black, carte geografiche. Ma anche telefoni e telegrafi, a testimoniare l’evoluzione delle tecniche di comunicazione. Il museo è aperto tutto l’anno dal mercoledì alla domenica, dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18. Ingresso gratuito.

 

5. Le abitazioni della borghesia

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Finissimi affreschi con l’inconfondibile stemma della famiglia Tasso sono ben visibili sulle pareti dei palazzi del borgo: si possono chiaramente distinguere nell’immagine il corno, rimasto il simbolo per antonomasia dei servizi postali di mezza Europa, e un animale di colore marrone con striature bianche sotto il muso, inequivocabilmente un tasso. Degni di nota i dipinti situati all’ingresso sud della via porticata e quelli sull’abitazione in cima alla scalinata a sinistra della stessa.

 

6. Una contrada pittoresca

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Posta su un livello intermedio tra la via Mercatorum e la chiesa, è un caratteristico agglomerato di abitazioni strette una contro l’altra, dai caratteristici balconi in legno, che si affacciano su di una via sterrata; qui hanno sede l’ufficio informazioni turistiche, che funge anche da ufficio filatelico e, poco distante, la storica trattoria Camozzi, dove assaporare piatti tipici della tradizione valligiana quali salumi, casoncelli e brasati.

[Foto di Demis Milesi]