Alcuni buoni motivi per salire
al Rifugio Laghi Gemelli in estate

Trova posto in uno degli angoli più belli della nostre valli e si specchia nell’acqua dei laghi più famosi della nostra provincia. Il Rifugio Laghi Gemelli non ha bisogno di presentazioni. Da sempre attira escursionisti e alpinisti, amanti della montagna o semplicemente buongustai che approfittano dell’aria sottile e dell’ottima cucina offerta da questo rifugio simbolo della Val Brembana. Storie e leggende si specchiano nelle acque di questi laghi, e tutte sono legate alla meraviglia che la zona offre da sempre. Scopriamo insieme gli itinerari per raggiungerlo, le montagne che si nascondono alle sue pendici e le novità per la stagione 2019. Con un occhio di riguardo alla cucina proposta.

Le vie di salita. Vari tracciati permettono di raggiungere i 1968 metri del rifugio, accontentando gli escursionisti ma anche i trekker appassionati, desiderosi di macinare chilometri. Chi sceglie come punto di partenza la Val Brembana può contare su tre diverse opzioni. La prima con partenza da Carona, lungo il classico sentiero CAI 211 che prevede circa tre ore di cammino; il secondo tracciato sale da Roncobello, in prossimità delle Baite di Mezzeno, e percorre il sentiero CAI 215 in circa due ore; la terza opzione, più lunga e meno frequentata, si snoda da Branzi lungo il sentiero CAI 212 e raggiunge il rifugio in tre ore e trenta minuti (quest’ultimo è conosciuto come Sentiero del Partigiano). Dalla Val Seriana possiamo invece raggiungere la struttura con partenza da Valcanale, transitando presso il Rifugio Alpe Corte e percorrendo il sentiero CAI 216, conosciuto come Sentiero delle Orobie, percorso che collega i rifugi alpini bergamaschi. Altre varianti vedono la loro partenza da Valgoglio (CAI 232, 5 ore di cammino) e dal Passo di Aviasco (CAI 228-229-214, 5 ore di cammino).

Escursioni nella zona. Se vogliamo scoprire le bellezze di questa conca, non abbiamo che l’imbarazzo della scelta. Possiamo scegliere una della montagne che si specchiano nei laghi, cercando la soluzione migliore in base alla nostra esperienza. A corona delle valle troviamo cima Papa Giovanni, il monte Pietra Quadra, i monti Tonale, Spondone e Orto, tutti posti a destra dei laghi e accessibili con un minimo di allenamento. Per i più esperti, dotati di attrezzature idonee all’ascesa, troviamo la ferrata del Pizzo del Becco, o la severa parete del Monte Corte, quest’ultima riservata agli alpinisti. Le famiglie possono invece scoprire la bellezza di questa valle con il “Giro dei Laghi”, un percorso che porterà alla scoperta del Lago Piano delle Casere, del Lago Marcio, del Lago del Becco e del Lago Colombo, bacini artificiali che caratterizzano questa bellissima zona.

La cucina del rifugio. Il risultato non cambia, sia che siamo alpinisti o semplici escursionisti. La frizzante aria di montagna, si sa, mette un certo appetito. Ecco perché i profumi ci porteranno ad accomodarci presso la struttura, prossima ai 120 anni e gestita con passione da Maurizio Nava e dal cuoco Stefano Brignoli. «Con Stefano ho iniziato la gestione del rifugio circa quindici anni fa. Non ero comunque nuovo del mestiere, ero già stato rifugista al “Laghi Gemelli” nei dieci anni precedenti – racconta Maurizio -. Abbiamo la fortuna di avere parecchi accessi che garantiscono una buona affluenza, concentrata prevalentemente nei weekend. Oltre alla bellezza del luogo e all’accoglienza, il nostro punto di forza è la cucina, che offre la possibilità di gustare i piatti tipici della valle favorendo i prodotti a km 0. Per esempio, i nostri formaggi provengono dagli alpeggi della zona: abbiamo il Branzi, Formai de Mùt e il Taleggio, ma anche prodotti di nicchia come il Rosso Imperiale, il Roccolo Divino e lo Strachitunt, che vengono accompagnati dalle nostre marmellate di cipolle e arance. La montagna ci aiuta offrendo ottime risorse, come il Buon Enrico, spinacio selvatico utilizzato sia negli impasti che nei risotti. Per i primi piatti abbiamo una scelta che varia tra casoncelli, lasagne, gnocchi, foiade ai funghi, pappardelle di farina nera, pasta allo strachitunt, al taleggio o al ragù di carne. Nei nostri primi utilizziamo pasta fresca, e anche in questo caso la farina viene acquistata in Val Brembana. Abbiamo poi le carni: gli stracotti d’asino o di selvaggina, gli arrosti, i brasati e lo stufato di Lenna, tutti serviti con l’immancabile polenta, accompagnata da funghi o formaggio fuso. Completano il quadro i salumi tipici del territorio. Stefano mantiene una cucina che possiamo definire di “montagna”, che privilegia i prodotti di qualità che offre la nostra valle». Nel 2018, la struttura ha potuto vantarsi dell’ambito premio “A Tavola in Rifugio”, posizionandosi prima classificata con la “Pasta al Paruk e salsa di Strachitunt”.

Conclusioni e informazioni. Che aspettiamo? Ci sono mille buoni motivi per raggiungere il Rifugio Laghi Gemelli. Dalla buona cucina che lo lega alle tradizioni del nostro territorio alle storie e leggende che lo hanno caratterizzato negli anni, fino alla pace che regna sulle rive dei laghi. Non ultimo, il panorama che durante le sere d’estate, a quella altitudine, si riempie delle migliaia di stelle e della luce della luna, regalando uno spettacolo che ci sarà difficile dimenticare. Il rifugio è aperto tutti i giorni fino al 15 settembre, a seguire tutti i weekend (meteo permettendo). Per informazioni e prenotazioni: 034571212.

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.