Camminata sulla Via del Ferro
Perfetta, ora che è tornato il sole

Ripercorrere ai giorni nostri l’antico tragitto conosciuto come “La Via del Ferro” significa compiere un viaggio nel tempo, a ritroso di almeno sette secoli. Lo testimoniano le strade lastricate e i numerosi punti di sosta e ristoro per i viandanti e le carovane dedite al trasporto del prezioso minerale. Le miniere presenti sotto le pendici del Pizzo Tre Signori, alcune visibili ancora oggi, sono probabilmente state aperte già dalle tribù celtiche 2500 anni or sono, attirate sulle montagne orobiche proprio dal minerale ferroso presente nella superficie. Ancora oggi, a conferma di questa possibile ipotesi, troviamo nell’accento tipico della Valle del Brembo una “tz” di probabile derivazione tedesca. Per secoli l’equilibrio di questa valle è stato quindi legato all’estrazione del ferro, che ha influito in maniera significativa alla sviluppo di questa porzione di Val Brembana.

 

 

L’estrazione e l’indotto hanno favorito cosi la nascita di una strada che permettesse il trasporto del materiale ferroso e garantisse il commercio tra i paesi di Valtorta, Ornica, Cusio ed Averara, dove veniva lavorato il minerale, con la vicina Valtellina e la Valsassina, importanti poli commerciali. Nel 2007 la Comunità Montana ha ripristinato questo percorso, strappandolo da un sicuro abbandono e mettendolo in condizioni di sicurezza per gli escursionisti. Noi percorreremo questo itinerario a ritroso, scoprendo la parte più interessante della Via del Ferro, scendendo dal Passo San Marco tra arte, cultura e affreschi cinquecenteschi fino all’arrivo a Valtorta, dove ci attendono vecchi ponti, fucine e miniere, testimonianze dell’importanza che questo percorso ha avuto nella storia bergamasca.

La partenza avviene qualche chilometro al di sotto del Passo San Marco, precisamente dalla frazione San Giovanni di Mezzoldo (m.798), dove possiamo subito ammirare nella parrocchiale del paese la Pala del Santo, attribuita a Lattanzio da Rimini nel 1500. La mulattiera sale fino a congiungersi con la strada asfaltata che conduce a Soliva (m.956), dove poco prima del nucleo rurale troviamo un sentiero con chiare indicazioni. Proseguiamo, tra muri di contenimento a secco e graziosi nuclei di stalle, tra cui una spicca per l’affresco murale datato 1700. Passando sul retro delle costruzioni iniziamo a scendere tra abeti e conifere, fino a una larga mulattiera. Continuiamo dapprima su terreno pianeggiante e poi tra saliscendi, passando in prossimità di altre stalle diroccate, questa volta vittime del tempo. La mulattiera prosegue e con andatura piacevole superiamo una piccola valle fino al raggiungimento di una condotta d’acqua che scende dalla soprastante Val Sera. Ignorando le deviazioni procediamo in un bosco di faggi, tipici di questa zona, fino alle porte di Cigadola, bellissimo borgo ancora ben conservato, dove vale le pena di concedersi una pausa per ammirare l’antico oratorio ed i suoi affreschi.

Oltrepassato il borgo e la sua storia continuiamo, prima su labile traccia, poi su più larga strada, costeggiando il nucleo di Tremont e toccando invece la graziosa contrada di Aquacalda. Il suo curioso nome deriva dall’acqua che sgorga dalla sorgente sottostante, che durante l’inverno “fuma” a causa dell’evaporazione. Ancora un tratto in falsopiano ci condurrà alle porte di Olmo al Brembo, in prossimità dell’Albergo della Salute (m.560, circa due ore dalla partenza). Vale la pena concedersi un’altra piccola pausa e curiosare tra le vie dell’antico paese. Per gli amanti dell’arte nella piccola Chiesa di San Rocco è presente una Pala di F. Donzelli che rappresenta il nucleo antico. Proseguiremo ora seguendo le indicazioni che ci guideranno per la “variante bassa” della Via del Ferro, portandoci all’interno del paese fino al torrente che scende dal Val Mora. Gli scorci sul fiume e i giochi d’acqua indurrebbero chiunque a una meritata pausa… Ma per l’esploratore che ripercorre questo antico sentiero il percorso è ancora lungo! Seguendo per un tratto il locale segnavia numero 6 ci riallacciamo alla nostra via, qua perfettamente conservata, che risale in un bosco di frassini ed abeti e guadagna quota sopra il torrente, mostrando il panorama che si apre sulla Valmora.

Siamo ormai in prossimità dell’antico paese di Averara, precisamente in località Cà Val di Guei (m.725), dove spicca Casa Borsotti, che presenta sulla facciata nientemeno che lo stemma di famiglia. Un tratto di strada asfaltata ci porterà in via Pittori Baschenis, dove potremo ammirare la casa Natale dei celebri artisti e gli affreschi presenti sulle sue facciate. Altre opere dei Baschenis possiamo ammirarle poco oltre, nel Santuario della Madonna Addolorata di Santa Brigida. Osservata anche questa opera si riparte in salita, prima su strada asfaltata e poi nel bosco, fino alla località Sacc, meta di picnic durante la stagione estiva. La Via del Ferro continua contornando le pendici del monte Disner, fino alle Baite di Ger, oggi purtroppo in stato di abbandono. Anche in questa zona possiamo ammirare gli affreschi e l’oratorio, molto probabilmente risalenti all’inizio del 1800. L’antico tracciato si staglia sopra la valle fino a raggiungere Cassiglio, dove prosegue in direzione della Val Stabina fino a raggiungere l’antico Put de Spi e la strada asfaltata, che sale per oltre 4 km fino a Valtorta… Poco prima del nostro ingresso in paese possiamo ammirare la torre campanaria, in vetro ed acciaio, con gli antichi ingranaggi a vista. Possiamo poi visitare l’antica Latteria di Valtorta, la Chiesa Parrocchiale, la segheria, il mulino e l’antico frantoio, poco distanti dal paese. Le testimonianze dell’estrazione mineraria avvenuta negli anni sono ancora visibili in questo piccolo nucleo abitativo, ancora perfettamente conservato. Da qua l’antico tracciato sale lungo la strada asfaltata che raggiunge il borgo di Ceresola ed i Piani di Bobbio, scendendo poi verso la Valsassina e collegando le altre zone minerarie presenti nella Val Varrone.

Il nostro percorso si ferma qua, dopo 25 chilometri di cammino e circa 1000 metri di dislivello. La Via del Ferro, nonostante la sua lunghezza, è facilmente percorribile da tutti, previo un minimo allenamento. Il suo percorso è sempre ben segnalato da bolli bianco/verdi e cartelli segnaletici, anche nei punti in comune con la strada provinciale che sale a Valtorta. Consigliamo comunque a chiunque vuole ripercorrere questo storico tracciato di dividere l’escursione in due giorni, pernottando in uno dei vari punti di appoggio presenti a Valtorta. Questo permetterà all’escursionista di godere appieno della bellezza della Via del Ferro e, con un poco di fantasia, di cimentarsi in quei viandanti che la ripercorrevano anni or sono, pernottando in locande sul percorso, carichi di minerale destinato a garantire l’economia della valle.