Il Canto Alto era detto “Pizzidente”
(e gli itinerari per salire in vetta)

Per quanto modesto, è impossibile non conoscere questo cocuzzolo bergamasco. Il Canto Alto, con i suoi 1146 metri, è la prima montagna visibile dalla nostra pianura. Situato nel Parco dei Colli di Bergamo, tra Zogno e Sorisole, separa con la sua dorsale il corso dei fiumi Brembo e Serio e può essere facilmente raggiunto, in estate e in inverno, con svariati itinerari adatti a tutte le gambe. Senza nulla da invidiare alle più alte e blasonate montagne, il Canto Alto permette nelle giornate serene di spaziare con lo sguardo su tutta la catena orobica e la pianura bergamasca. A ovest troviamo l’Albenza, il Resegone e le Grigne, sullo sfondo il Monte Rosa e il Monviso; a nord la Presolana e il Pizzo Camino; a est il Bronzone; a chiudere il cerchio, le cime bresciane. In passato questa bella montagna è stato conosciuta con il nome di “Piz Dent” o “Pizzidente”, probabilmente “piz” per la forma della vetta, “dent” dalla voce dialettale che indica il nome della valle che scende dal Canto al paese di Sorisole.

Un po’ di storia. Il nostro percorso parte proprio dalla storia che lega questa montagna al paese bergamasco e ai suoi abitanti. Una storia molto antica ci porta sulla cima del Canto Alto, che grazie alla sua posizione dominante fu scelto come punto di osservazione tra la Val Brembana e quella Seriana già nel ‘300, anni delle guerre tra Guelfi e Ghibellini. La vetta del “Pizzidente” era perfetta per costruire una fortezza militare, una cima frequentata sia per la facilità di accesso sia come via di comunicazione tra la valli. Negli anni, quella che era dapprima una semplice torre d’avvistamento divenne poi una vera fortezza in muratura, con una guarnigione di dieci uomini. Il castello fu distrutto all’inizio del XV Secolo e non fu più ricostruito, perdendo la sua importanza strategica con l’arrivo delle armi da fuoco. A riportare alla memoria la leggenda della Fortezza di Pizzidente furono i lavori di posa della croce, avvenuti nel 1979. Durante gli scavi affiorarono i resti di un muro di sassi e di mattoni. Una ricerca più attenta e approfondita ha portato alla luce una struttura con più stanze, che avrebbe potuto ospitare un presidio militare anche per diverso tempo. Erano i resti della famosa fortezza.

Gli itinerari. Adesso che ne conosciamo la storia, possiamo incamminarci lungo uno dei tanti sentieri che portano alla vetta del Canto Alto. Eccoli tutti:

  • Il primo accesso è dalla frazione Cler di Sedrina e ha un dislivello di circa 650 metri. Il sentiero CAI 507 conduce fino alla cima del Canto Alto, dapprima lungo una mulattiera, poi distendendosi nella seconda parte per tornare ripido nel tratto finale che conduce in vetta. Il percorso si sviluppa sul versante settentrionale, prevalentemente ombroso.
  • Il secondo sentiero vede il suo via dalla località Pisgiù di Sorisole, nei pressi dell’omonimo ristorante. Il sentiero CAI 220 si inerpica lungo la spalla meridionale del Canto Alto, costeggiando alcune cascine e altre località rurali molto caratteristiche. L’esposizione soleggiata lo rende perfetto nelle fredde giornate invernali. Anche in questo caso il dislivello è di 650 metri.
  • Il terzo tracciato è marchiato dal segnavia CAI 533 con partenza dal Colle della Maresana (metri 546). Raggiunta la forcella del Canto Basso si svolta a sinistra, imboccando il sentiero CAI 507 che porta alla cima della nostra montagna. Si tratta di un percorso leggermente più lungo ma non difficoltoso, che copre un dislivello di circa 600 metri.
  • Per l’ultimo itinerario, il più corto, dobbiamo raggiungere il paese di Monte di Nese. Una traccia ci condurrà al sentiero CAI 533 e al tracciato precedentemente citato, che ci permetterà di raggiungere la cima con un dislivello quasi dimezzato. Questo tracciato è indicato per chi non ha molto allenamento o poco tempo a disposizione. Il dislivello è di 350 metri.

La vetta e il rifugio. Sulla vetta del Canto, oltre al già citato panorama, troviamo ad attenderci una croce di ben 32 metri che, come già detto, è stata eretta nel 1979 dall’Associazzione Nazionale Alpini. Quello che ancora non sappiano è che dall’inizio del Novecento ci sono state altre due croci. La prima fu costruita nel 1902, con un basamento in muratura e una cappella, purtroppo distrutta da un forte temporale nel 1948; la seconda venne eretta nel 1952 e dedicata ai caduti delle due Guerre Mondiali e crollò nel 1975, sempre per i fulmini e i violenti nubifragi. Poco lontano dalla vetta troviamo il Rifugio Alpini, oggi gestito dall’associazione “Amici del Canto Alto” e punto d’appoggio perfetto per le escursioni alla vetta della montagna. Aperto tutti i weekend durante la stagione invernale, propone la cucina tipica bergamasca e la gestione tipica dei rifugi di montagna. Per informazioni: 3518148424.

Conclusioni. Non esiste una stagione perfetta per raggiungere questa vetta. Ogni giornata è buona per vincere la sua cima, facile e accessibile a tutti in qualsiasi stagione e da tutti i versanti. Le raccomandazioni sono le stesse che si consigliano per ogni gita in montagna: attrezzatura adeguata, abbigliamento idoneo alla stagione e voglia di camminare.

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