I ceppi di Gré e di Poltragno
Pietre belle e rare della Bergamasca

Continua il nostro viaggio tra le “pietre originali della terra bergamasca” protette dal marchio Cciaa (Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura), che ne garantisce la provenienza geografica dei materiali lapidei a uso ornamentale estratti nella provincia di Bergamo. Le pietre che si fregiano di questo marchio a oggi sono:

  • Arabescato Orobico di Camerata Cornello
  • Arenaria di Sarnico
  • Ceppi di Gré e di Poltragno
  • Marmo di Zandobbio
  • Pietra Cote
  • Pietra di Berbenno
  • Pietra di Credaro
  • Porfiroide grigio di Branzi
  • Porfiroide scuro di Valleve

Dopo l’arabescato orobico (QUI) e l’arenaria di Sarnico (QUI), trattiamo oggi i ceppi di Gré e di Poltragno, dal nome delle rispettive località di estrazione: Gré, località del Comune di Castro affacciato sul lago d’Iseo, e Poltragno, nel Comune di Pianico, sempre nel Sebino.

Perché “ceppo”? Il termine “ceppo” è molto noto nel nostro territorio e rimanda a molte località bergamasche (oltre a Gré e Poltragno, anche “dell’Adda”, Brembate, Camerata Cornello e San Pellegrino, Presolana, ecc.): secondo gli studiosi, infatti, il suo etimo è legato alla voce dialettale lombarda scèpp o cep, che significa “macigno” o pietra da cui si ricavano conci. Ma se fino ai primi decenni del XX Secolo le aree di estrazione erano numerose e in commercio si potevano trovare tutte le varietà sopra citate, oggi purtroppo restano poche cave attive, appunto a Castro e a Pianico. E questo non rende loro onore se si pensa che il loro utilizzo attraversa i millenni: infatti, grazie agli scavi archeologici in area lombarda, sappiamo che molti edifici di epoca romana sono stati realizzati proprio in ceppo, così come d’altro canto molte dimore e complessi di fine XIX Secolo e di inizio XX in stile liberty ne hanno apprezzato consistenza e aspetto.

Datazione. I nostri ceppi sono tra le rocce più giovani in natura, dato che risalgono al Pleistocene inferiore-medio (da 1,8 milioni a 125mila anni fa), quando le nostre Prealpi erano già emerse grazie all’azione dei ghiacci, dell’acqua e del vento. I ciclopici crolli che sono avvenuti durante queste fasi di emersione hanno prodotto molti detriti (ne rimane traccia nelle stratificazioni della roccia), che grazie alla circolazione dell’acqua si sono saldati tra loro, favorendo la cementazione del ghiaione e la sua trasformazione in roccia tenace, che i geologi chiamano “breccia cementata”.

Impieghi del ceppo di Gré. Tradizionalmente, il ceppo di Gré è pietra da costruzione, ma il suo lato “decorativo” è utilizzato in alzato per le cornici di finestre e di davanzali; a terra, invece, in pavimentazioni esterne e interne, dove ci si può sbizzarrire con diversi motivi geometrici. È prediletto in palazzi, grattacieli, centri commerciali, centri congressuali, hotel e musei anche molto noti, tra cui il Museo Gallo-Romano di Tongeren in Belgio, l’Università Bocconi di Milano e, per Bergamo, nel palazzo piacentiniano della Camera di Commercio di Largo Belotti/Piazza Dante.

Impieghi del ceppo di Poltragno. Il ceppo di Poltragno, invece, è stato largamente utilizzato dopo la Seconda Guerra Mondiale per la ricostruzione post bellica, in particolare per rivestire esternamente le murature in maniera massiccia. A Bergamo città è stato utilizzato nel Teatro Donizetti (sperando rimanga dopo il restauro in corso) e nel Cimitero Monumentale; a Milano è il protagonista del palazzo della Regione Lombardia, mentre all’estero è diffuso soprattutto in Austria, Olanda e Germania: qui spicca nell’imponente Duomo di Colonia e, a Monaco, all’interno della metropolitana.

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