Ciaspolata al Cimon della Bagozza
Da restare a bocca aperta

Foto di Angelo Corna

 

In Val di Scalve, nella zona più remota della Alpi Orobie, al confine con la vicina Val Camonica, troviamo in un contesto incontaminato il rifugio Cimon della Bagozza. Posta sopra la struttura troviamo la montagna omonima, che con le sue ripide pareti ha attirato per decenni alpinisti di fama internazionale come Riccardo Cassin e Vittorio Bramati, leggende dell’alpinismo italiano. Due vie sulla parete della montagna portano tuttora i loro nomi, e vengono ripetute da rocciatori e arrampicatori esperti. Durante la stagione estiva il rifugio può essere raggiunto in auto lungo la strada provinciale che sale al Passo del Vivione. In inverno il valico diventa impraticabile, complici le abbondanti nevicate, e chiude il suo transito alle autovetture, diventando un percorso perfetto per sci alpinisti e ciaspolatori.

 

 

La partenza da Schilpario. Per questa escursione dobbiamo raggiungere uno dei più remoti angoli delle Orobie. Superato il valico del Passo della Presolana continuiamo sulla strada provinciale, seguendo le numerose indicazioni che conducono al Passo del Vivione. Raggiunta la graziosa località Fondì di Schilpario la strada si interrompe ed è possibile parcheggiare in uno dei vari posteggi a pagamento presenti. Per la gioia di ciaspolatori e scialpinisti non bisogna attendere molto per trovare la neve. Pochi metri e la strada provinciale diventa completamente innevata, snodandosi con pendenza costante nel bosco in uno scenario che lascia a bocca aperta grandi e piccini. I pini completamente bianchi e i tetti della baite presenti, ricolmi di neve, completano un paesaggio perfetto per una passeggiata con la famiglia. La traccia principale prosegue lungo la strada, perfettamente battuta ogni giorno da decine di escursionisti, con pendenza costante ma mai troppo impegnativa. Tuttavia, gli escursionisti muniti di ciaspole, molto spesso tagliano i tornanti e si avventurano nella neve fresca, accorciando cosi il percorso e divertendosi a creare la loro “traccia” nella neve fresca.

Il rifugio Cimon della Bagozza. Dopo circa un’ora e mezza di cammino raggiungiamo il rifugio, che prende il suo nome dalle celebre montagna, la cui vetta spicca proprio davanti alla struttura. A 1580 metri, in una posizione panoramica e baciato dal sole, conta quaranta posti letto e altrettanti coperti, e naturalmente ad attenderci troviamo la tipica buona cucina che distingue le valli bergamasche. Il rifugio è gestito da quasi venticinque anni da Silvio Visini, che ha rilevato la struttura nel lontano 1993, dopo essere stata utilizzata per anni come alloggio per i minatori del vicino sito di estrazione di Cimalbosco. Durante la stagione estiva il rifugio può essere comodamente raggiunto in automobile, mentre durante la stagione invernale diventa punto di ritrovo per gli amanti della neve, che posso concedersi una breve passeggiata in totale sicurezza.

L’anfiteatro dei Campelli. La nostra ciaspolata può proseguire o fermarsi tra i dolci profumi del rifugio. Se decidiamo di continuare il nostro percorso dobbiamo abbandonare la strada che sale al Passo del Vivione e prendere la traccia con indicazione Passo dei Campelli. Seguendo più o meno fedelmente le orme di chi ci ha preceduto saliamo passo dopo passo fino alla Baita Campelli di Sotto (m.1640) e alla vicina Madonnina, dove il panorama spazia sull’ormai gigantesco Cimon della Bagozza. Siamo in un anfiteatro eccezionale, paradiso di ogni scialpinista. Chi dispone di altra birra nella gambe può concedersi un’ultimo sforzo, che verrà ripagato da un panorama eccezionale. Con poco meno di un’ora di cammino è infatti possibile raggiungere la Baita di Sopra (m.1815) e il vicino Passo dei Campelli (m.1890) valico panoramico su tutta la Val Teiass e la zona sottostante. Ed ecco aprirsi davanti agli occhi le Alpi, la Val Camonica e il Rè incontrastato della zona, il monte Adamello. Alla nostra sinistra si snoda il crinale che collega il Passo ai vicini monte Campione (m.2174) e Monte Gardena (m.2117), altre montagne famose in questa zona per lo sci alpinismo, mentre alla nostre spalle la Regina della Orobie: la Presolana. Non ci resta che fermarci a contemplare il panorama!

Il Cimone della Bagozza. Con i suoi 2409 e la sua sagoma affusolata attira alpinisti da intere generazioni. Sulle sue pareti i precursori dell’alpinismo italiano hanno disegnato e aperto vie di difficoltà ancora elevata, riservate a veri rocciatori. La via di salita nella stagione invernale, qua descritta, è riservata ad escursionisti esperti, ed è da effettuarsi con condizioni perfette e neve assestata. Sono naturalmente d’obbligo piccozza e ramponi. Per raggiungere la vetta di questa leggendaria montagna dobbiamo raggiungere la Madonnina dei Campelli e la Baita di Sotto, già citate nella relazione precedente. Una traccia scende al sottostante lago dei Campelli e al sentiero estivo CAI 417, ora sepolto dalla neve, che in pochi minuti conduce alla base del canale che risale il versante nord del Cimone. La parete nord si mostra in tutta la sua bellezza, una roccia bellissima dove sono state aperte varie via di arrampicata tra cui la Via Cassin e la Via Bramati. La via normale è comunque sempre ben tracciata e negli ultimi cento metri di dislivello può toccare i 45 gradi, a seconda dell’innevamento.

Raggiunto il Passo delle Ortiche (m.2292) il panorama cambia completamente… Nelle giornate serene il sole riscalda il lato sud del Cimon della Bagozza, mostrando la Val Camonica in tutta la sua bellezza. Con un’ultimo sforzo guadagniamo in circa mezz’ora la vetta della nostra montagna, dove a metri 2409 troviamo ad attenderci una croce in metallo e una vista magnifica sul gruppo della Concarena, sul Pizzo Camino, sulla Presolana e sul monte Ferrante. Il ritorno avviene sul percorso comune all’andata, prestando la massima attenzione al ripido canalino, che a seconda della stagione può presentarsi ghiacciato.

 

 

Conclusioni. L’escursione può essere effettuata e modulata in base all’allenamento e alle condizioni del singolo escursionista. Le famiglie possono tranquillamente raggiungere il Rifugio Cimon della Bagozza in circa un’ora di cammino, gustando un bellissimo percorso di 3 km che si snoda tra i pini innevati. Ciaspolatori e scialpinisti possono salire fino al Passo dei Campelli aggiungendo un’altra ora al percorso già effettuato, mentre i più esperti alpinisti possono raggiungere la vetta del Cimon della Bagozza in circa due ore e mezza (sempre con partenza dal rifugio). Tre buoni motivi per rendere questi tre percorsi perfetti nella stagione invernale, assaporando un’ambiente tra i più belli e incontaminati delle nostre montagne.

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