Corno Stella e i suoi laghetti, magnifico spettacolo

Per quanto si possa ripercorre un sentiero, l’ascesa a una montagna non sarà mai la stessa. A dettarne i cambiamenti possono essere le condizioni climatiche, le vie di salita, ma anche gli stati d’animo degli stessi escursionisti. Sopra il comprensorio di Foppolo, rinomata località sciistica nella stagione invernale, troviamo alcune delle montagne più alte della Val Brembana. Sotto queste cime riposano laghetti alpini naturali, perle orobiche per eccellenza, specchi d’acqua di origine glaciale che devono la loro vita agli accumuli di neve che si presentano durante la stagione invernale. Un giro ad anello permette di visitare questi specchi d’acqua e di toccare la cima più alta del comprensorio, il bellissimo e panoramico Corno Stella.

 

 

La partenza. Per questa escursione dobbiamo raggiungere il piccolo parcheggio posto in prossimità dell’albergo Rocky, uno dei punti più alti di Foppolo. Il nostro sentiero è marchiato dal segnavia CAI 202 e sale inizialmente su larga carrareccia, con indicazione il Passo di Dordona. Noi proseguiamo, costeggiando un bellissimo casolare e i tralicci della seggiovia del Monte Toro. Dopo circa 15 minuti di cammino, il segnavia CAI 204 ci invita a piegare a destra, con indicazioni Montebello, Lago Moro e Terrazza Salomon. Abbandoniamo il sentiero CAI 202, che percorreremo al ritorno, e proseguiamo prima in falsopiano, poi in ripida salita, fino a raggiungere i duemila metri del rifugio Terrazza Salomon. Il panorama si apre sulla conca di Foppolo, mostrando i colori tipici di questa bella stagione autunnale. Noi continuiamo lungo il sentiero che sale con pendenza costante in direzione del Lago Moro, prima perla orobica di questa giornata. Lo raggiungiamo dopo quasi un’ora e mezza dalla nostra partenza.

Il Lago Moro. Posto a metri 2265, è considerato un invaso naturale, anche se un piccolo sbarramento ne innalza di poco il livello. Lo specchio d’acqua è situato nella conca tra il Montebello, il Passo di Valcervia e il Corno Stella ed è sicuramente il lago più bello (e il più grande) della zona. Molto spesso, in direzione del passo di Valcervia, è possibile ammirare lungo le creste alcuni stambecchi che, incuriositi, osservano gli escursionisti. Il lago è solitamente frequentato da gitanti e pescatori in estate, mentre d’inverno l’acqua è utilizzata per alimentare gli impianti di innevamento artificiale durante i periodi poco nevosi. Il lago Moro è anche meta di gruppi di subacquei che vi si recano per svolgere immersioni in altura.

Il Corno Stella e il suo laghetto. Scoperto il primo lago, possiamo raggiungere la vetta che si specchia nella sue acque. Alla destra del bacino vede il suo via il sentiero aperto dai pionieri del CAI di Bergamo quasi 150 anni fa che, dapprima costeggiando il fianco della montagna poi risalendo la sua cresta (aggirabile con un traverso a destra), ci condurrà alla cima e alla bella croce in ferro battuto. Posizionata a 2630 metri di altezza, è stata eretta nel 1965 dal G.A.M. dell’Alta valle Brembana. Dall’alto è possibile ammirare il Monte Disgrazia, il Gruppo del Bernina, la Valle del Livrio con il sottostante Lago di Publino, parte della Valcervia, i dirimpettai Pizzo Zerna e Monte Chierico, fino, nelle giornate limpide, al massiccio del Monte Rosa. Proprio sotto la parete sud del Corno Stella, circa 400 metri più in basso, possiamo trovare i due piccoli laghi omonimi, che prendono il nome dalla montagna. Alimentati dalle nevi invernali delle vette circostanti contano dimensioni ridotte, piccoli bacini naturali dall’acqua azzurrissima.

I laghetti delle Foppe e il Lago delle Trote. Abbiamo superato le due ore di cammino e una pausa su questa terrazza panoramica è più che meritata. Tuttavia, per compiere il nostro giro ad anello dobbiamo tornare sui nostri passi e raggiungere il già citato Lago Moro. Qua imbocchiamo il segnavia CAI 204, che costeggiando l’invaso ci porterà al Passo di Valcervia, punto di confine tra Bergamo e Sondrio. Raggiunto il valico, continuiamo lungo il sentiero in direzione del Monte Toro, seconda montagna che spicca per altezza nella conca di Foppolo. Continuiamo piegando sinistra e in discesa, tra ghiaie e sassi, possiamo scorgere dall’alto i piccoli Laghetti delle Foppe Alto e Basso (rispettivamente m.2268 e m.2183). La nostra collezione di laghi continua lungo il sentiero CAI 204, portandoci tra saliscendi nei pressi del quinto lago della giornata: il caratteristico Lago delle Trote (m.2109). I colori di questo piccolo specchio d’acqua riflettono quelli delle montagne circostanti, tingendo le acque di giallo, rosso e arancione. Uno spettacolo magnifico!

Il passo di Dordona e le trincee. Possiamo interrompere la nostra escursione anche al Lago delle Trote grazie a un comodo sentiero che conduce alla Terrazza Salomon e al percorso dell’andata in circa 15 minuti. Chi non fosse ancora stanco, può invece continuare l’escursione e raggiungere con altri 45 minuti di cammino il Passo di Dordona e la famose trincee della Linea Cadorna. Si tratta di un sistema difensivo voluto dai comandanti italiani poco prima del primo conflitto mondiale, preoccupati per un possibile sfondamento da parte degli austriaci della prima linea difensiva posta in alta Valtellina. Se tale eventualità si fosse verificata, le truppe nemiche avrebbero raggiunto Milano e le grandi città del Nord, con conseguenze disastrose. Per evitare questa possibile catastrofe, il generale Cadorna ordinò la costruzione di trincee e postazioni d’artiglieria lungo il tratto occidentale del versante orobico, che offriva alcuni passi di facile accesso, come il Passo San Marco e il Passo Dordona a Foppolo. Visitati i resti di questo pezzo di storia bergamasca, possiamo incamminarci lungo la larga carrareccia che in circa mezz’ora ci riporterà al sentiero comune all’andata.

Conclusioni. Il percorso permette un giro ad anello nella conca dei laghi di Foppolo, toccando nel suo tragitto la panoramica vetta del Corno Stella. Un tracciato per tutti, da percorre in primavera, estate e autunno. Durante la stagione invernale la zona, in caso di forti nevicate, diventa pericolosa per il rischio di slavine e va valutata con attenzione. L’escursione tocca le cinque ore di cammino e i 1270 metri di dislivello, per un totale di circa 15 km.

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