Cose da sapere sulla funicolare
ora che si celebra il suo ideatore

Non una ma ben due funicolari esistono a Bergamo, riammodernate di tutto punto, nuove e fiammanti pronte alle flotte di turisti e bergamaschi, che ormai sono soliti invadere quotidianamente la nostra città. Un primato in Italia e forse anche in Europa, il fatto di avere due impianti di risalita! È l’ulteriore conferma di come Bergamo vanti tre anime, tutte da scalare dal basso all’alto e viceversa: dalla città Bassa a quella Alta, da quella Alta ai colli. Se la prima è quella più amata e nota, anche perché più utilizzata, la seconda è quella tradizionalmente più panoramica e quindi romantica.

La mostra di Atb su Ferretti. In questi giorni è la prima, quella che conduce dalla città bassa a Piazza Mercato delle Scarpe, ad essere tornata alla ribalta, dato che ATB ha deciso di rendere omaggio al suo ingegnere preferito, quell’Alessandro Ferretti emiliano d’origine ma bergamasco di cuore, già responsabile del Sistema di trasporto del tram a cavallo della città, che ci fece comodamente risalire il colle per la prima volta nel 1887. La sua figura, oltre a essere ricordata dalla lapide posta alla stazione inferiore di Viale Roma, è celebrata infatti nella mostra che ATB e Fondazione Bergamo nella storia hanno inaugurato pochi giorni fa nell’ex Ateneo di Bergamo Alta e che si concluderà il 15 ottobre (per tutte le info, qui).

 

“Ciò che sembrava un sogno ai più, ardimento pericoloso ai meno, oggi è un fatto compiuto”: era il 1887 e sul giornale “…

Pubblicato da ATB – Azienda Trasporti Bergamo su Martedì 26 settembre 2017

 

Un po’ di storia. Ma cosa sappiamo davvero delle funicolari? La storia racconta che la prima entrò in funzione il 20 settembre 1887, con la firma di Ferretti, ma ebbe una battuta d’arresto fin dalla prima corsa: una ruota si bloccò in discesa e il folto pubblico a bordo quel giorno per una rappresentazione al Teatro della Società, oggi Teatro Sociale, vestite di tutto punto con tacchi alti e ombrellini parasole, dovettero ridiscendere a piedi! A onor del vero bisogna ammettere che da allora il servizio fu sempre stato regolare. L’impianto fu poi rinnovato nel 1920-1921, dopo che a Ferretti era subentrata, nel 1907, l’Azienda Municipalizzata Afete, che tenne aggiornato il sistema di salita anche nel 1954, nel 1963-1964, nel 1987 e poi recentemente nell’inverno 2016.

L’epidemia di colera e la funicolare. Ma la funicolare Città Alta non è solo una doppia carrozza su rotaia, che risale i suoi 85 metri di dislivello (Bergamo Bassa mt slm 271 e Bergamo Alta, piazza delle Scarpe, 356 mt slm) offrendo in caso di cielo sereno un bello scorcio panoramico sui confini cittadini e sulla pianura. È anche il mezzo che ha evitato che Città Alta si trasformasse in una città fantasma, dopo il suo abbandono da parte di molti dei suoi abitanti a metà dell’Ottocento a causa dello scoppio dell’epidemia di colera.

Il morbo allora divampò velocissimo, anche se sicuramente prevedibile e radicata nella storia: a causa della costruzione delle mura veneziane tre secoli prima (1561-1595), tutti coloro che vennero forzatamente sfrattati dalle loro case per permettere l‘erezione dei bastioni (soprattutto i residenti di Borgo Canale e del quartiere di San Lorenzo) si precipitarono al piano per cercare riparo, ma non trovandolo risalirono il colle e iniziarono confusamente a costruire caseggiati nei pochi spazi rimasti liberi e soprattutto a ridosso gli uni degli altri. Ne risultò così che i soli due piani alzati di epoca medioevale, che contraddistinguevano le cortine abitate della nostra città alta su strada, vennero rialzati fino a tre, quattro e cinque piani come oggi li vediamo: inevitabile, quindi, che il sovraccarico abitativo e dei residenti non abbia permesso all’intero sistema fognario di epoca medioevale di reggere, riversando in poco tempo su strada liquami ed escrementi di varia natura, provocando così l’epidemia che spopolò Bergamo Alta.

Collegare le due anime. È chiaro a tal proposito quale fu la funzione preponderante dell’impianto di risalita: sottrarre Bergamo sul colle dall’isolamento ineluttabile che l’avrebbe condannata e quindi legarla al nuovo centro, ricco di infrastrutture e collegamenti proiettati verso il capoluogo lombardo. Rispetto al passato, quindi, e in considerazione della nostra posizione geografica ci si connetteva non più prevalentemente con i confini d’Oltralpe, ma anche verso le direttrici di traffico padano, centro-sud italico; inoltre, più in piccolo, facilitare i collegamenti tra le due anime della città, Alta e Bassa, proprio come un cordone ombelicale che vede la tratta della funicolare di Città Alta portare il figlio (Città Bassa) dalla madre (Città Alta) e viceversa.

 

 

Curiosità. Le caratteristiche della funicolare più bassa sono:

  • Lunghezza linea destra 240 mt.
  • Lunghezza linea sinistra 234 mt.
  • Dislivello mt. 85 (da 271 mt. a 356 mt.)
  • Pendenza 52%
  • Carrozze: 2 da posti 50 cadauna

Tanti e tanti altri particolari si possono conoscere sulla sua storia, visitando il Museo ATB del trasporto locale allestito presso la sede ATB di Bergamo in via Gleno, verificando gli orari d’apertura o partecipando ai servizi guidati in occasione della settimana della mobilità appena conclusasi.

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