Diario del Sentiero Alto Serio

In provincia di Bergamo abbiamo più di settecento sentieri marchiati in quasi cento anni dal Club Alpino Italiano. Alcuni di questi sono molto famosi, come il Sentiero delle Orobie o la più recente Vie delle Grazie. Altri, purtroppo, si sono in parte persi nel tempo, ridotti a una semplice linea tracciata sulla cartina o al ricordo dei pochi che ancora li percorrono. Tra questi, c’è il Sentiero Alto Serio. Un tracciato che racchiude l’alta Val Seriana toccando passo dopo passo i borghi che caratterizzano alcuni tra i luoghi più belli e suggestivi della nostra provincia. A differenza del Sentiero delle Orobie, che si svolge in alta quota toccando i rifugi alpini, quest’ultimo trova partenza e arrivo nei borghi seriani ed è divisibile in più tappe, che possono essere percorse in modo continuativo oppure spezzate e organizzate a seconda del tempo a disposizione.

 

 

Dopo aver ripercorso il fiume Brembo dalla foce fino alla sua sorgente, sempre in compagnia di Matteo Ferrari, Andrea Daminelli e Michael Barcella, il sottoscritto ha deciso di rendere omaggio al fiume seriano. La scelta è caduta su questo tracciato, creato dalla Comunità Montana negli Anni ’80 e che racchiude il Serio in un semicerchio, per un totale di 94 km immersi tra le bellezze, i colori e i profumi delle nostre montagne. Il sentiero è stato così diviso in sei comode tappe, con partenza dalla frazione di San Giovanni di Gorno, presso la parrocchiale del paese, e arrivo a Fino del Monte. Zaino in spalla, siamo partiti alla sua riscoperta e questo è il nostro “diario” di camminata.

 

Giorno 1: da Gorno a Villa d’Ogna

A monte dell’abitato un cartello ormai sbiadito riporta l’indicazione “Sentiero Alto Serio” e segna il via all’avventura che ci porterà alla riscoperta di quest’ultimo. Il primo tratto del percorso risale la bella Valle del Riso, aprendo agli occhi del “pellegrino” un panorama stupendo su Presolana, monte Alben e monte Vaccaro. In falsopiano, tra saliscendi e prati, il sentiero continua addentrandosi in Val Nossana, famosa per le sue fonti fresche e incontaminate, toccando prima l’abitato di Premolo e poi il paese di Parre, quest’ultimo custode del suggestivo santuario della Santissima Trinità. Una visita a quest’ultimo (e ai suoi affreschi) è quasi un’obbligo. Tra sentieri e antichi ciottolati, si continua in direzione della verde e panoramica frazione di Alino, poi si prosegue lungo una strada asfaltata che scende in direzione dell’abitato, fiancheggiando la cava di Sant’Alberto di Parre. Sempre in discesa, si raggiunge la provinciale della Val Seriana e la località di Festa Rasini (conosciuta anni fa per le industrie tessili), frazione di Villa d’Ogna e conclusione di questa prima tappa, che si chiude dopo 15 km di cammino e 650 metri di dislivello positivo.

 

Giorno 2: da Villa d’Ogna a Novazza

L’avventura continua dalla poco lontana frazione di Valzella e attraversa il paese, puntando all’antico borgo di Ludrigno. La caratteristica chiesa, i vicoli ciottolati tipici delle frazioni di montagna e le chiacchiere con le persone del luogo sono un’ottima occasione per concedersi una pausa. Il sentiero piega poi a sinistra, entrando nella cosiddetta Val Vendulo, purtroppo rinomata per le tante frane, fino ad arrivare alla frazione di Cerete. Il panorama cambia ancora, aprendo scorci fantastici sulla bastionata nord del Monte Secco, la Val Las e il suo dimenticato nevaio. Qua si prosegue al cospetto di questa meraviglia bergamasca e delle contrade di Marinoni, Rizzoli e Zanetti, tutte frazioni di Ardesio. Si scende poi verso il fondovalle, si supera l’azzurro torrente Acqualina e si risale in direzione dell’incantevole abitato di Bani. Incrociamo la strada che porta alla miniere di Novazza, altro pezzo di storia delle nostre valli, e in leggera discesa raggiungiamo l’abitato omonimo. Si chiude qua la seconda tappa, con 16 km di cammino e 900 metri di dislivello positivo.

 

Giorno 3: da Novazza a Gandellino

Da Novazza, il sentiero risale tra i faggi e i colori della Val Sanguigno e della Valle del Goglio. Seguendo i famosi bolli biancoverdi che contraddistinguono il Sentiero Alto Serio, sempre poco visibili, continuiamo in direzione del rifugio Gianpace, abbandonano il segnavia CAI in prossimità del torrente, che attraversiamo lungo un suggestivo ponte di legno. In alternativa, è possibile proseguire fino al rifugio e ammirare le meraviglie di questa valle incontaminata. In falsopiano, lungo un ambiente suggestivo caratterizzato da boschi, pini, pace e silenzio, si raggiunge la centrale Enel di Valgoglio (punto di partenza per il famoso giro dei cinque laghi). Dalla centrale non resta che seguire la strada asfaltata che sale in direzione del paese, raggiungendo dapprima la chiesa della Santissima Trinità e successivamente la poco distante Cappella delle Maschere, attorniata da diverse baite. Il sentiero e gli sbiaditi segnavia continuano ora lungo la Val Grabiasca, costeggiando il torrente omonimo e raggiungendo il piccolo abitato, frazione di Gandellino, che segna il cambio di versante del nostro sentiero, che si conclude con 15 km e 650 metri di dislivello positivo.

 

Giorno 4: da Gandellino agli Spiazzi di Gromo

A questo punto siamo a metà del percorso. Il Sentiero Alto Serio scavalca il fiume da cui prende il nome e cambia versante, salendo in direzione degli abitati di Tezzi Bassi e Alti, addentrandosi nella suggestiva e mistica Val Sedornia. Siamo in un luogo conosciuto da millenni, stupendo dal punto di vista naturale e paesaggistico. L’escursionista che ripercorre questo tratto del sentiero resterà stupito dalla pace che regna in questa piccola valle sussidiaria della Val Seriana, godendo di questo tratto riposante, che non presenta difficoltà di nessun tipo. Noi continuiamo, raggiungendo poi la strada che da Gromo porta agli Spiazzi, punto di arrivo di questo quarto giorno, il meno faticoso di tutto il tracciato, ma forse il più suggestivo. La quarta tappa alla riscoperta della Val Seriana, dei suoi borghi e del suo generoso fiume si chiude con un totale di 14 km e 500 metri di dislivello positivo.

 

Giorno 5: da Spiazzi di Gromo a Valzurio

Siamo alla penultima tappa di questo affascinante percorso che ci ha portato dentro e fuori le valli bergamasche. Dagli Spiazzi di Gromo si sale in direzione del Rifugio Vodala (m.1620), punto più alto della nostra escursione. Dalla sella che ospita la struttura, dopo avere ammirato lo splendido panorama su tutta la Val Seriana, pieghiamo a destra e scendiamo fino alla frazione di Ave. Raggiunto il borgo, possiamo (dobbiamo) visitare l’abitato e la vecchia chiesa di San Rocco. Dopo una breve pausa, dalla fontana posta alle porte della contrada si scende in direzione del paesino di Piazzolo. Passo dopo passo il sentiero sbuca alle stalle di Colle Palazzo, ora ristrutturate e trasformate in splendide baite, e l’ambiente cambia di nuovo, aprendo il panorama sulla verde Valzurio e sull’abitato sottostante. Pieghiamo a sinistra e continuiamo alternando vecchie mulattiere a tratti di sentiero, che proseguono tra boschi incontaminati, arrivando fino alle Baite di Moschel. Questi antichi alpeggi sorgono ai piedi del torrente Ogna, che, in questo tratto, forma delle bellissime piscine naturali conosciute come “marmitte dei giganti”. Se cerchiamo refrigerio, visto che siamo quasi alle fine della quinta tappa, siamo nel posto giusto. Goduta la meritata pausa, dalle stalle si scende in direzione dell’abitato di Valzurio, dove dopo 20 km e 7 ore di cammino si chiude la giornata.

 

Giorno 6: Dal Valzurio a Fino del Monte

L’ultimo giorno vede il suo via dall’abitato di Valzurio e attraversa il torrente Ogna in prossimità delle case del paese. Scorci si aprono sul sottostante laghetto azzurro, perla di questa valle, che risalendo lungo il sentiero si mostra in tutta la sua bellezza. Ora si continua tra prati e boschi, arrivando a toccare la cima del Blum, dove ci attende una caratteristica chiesetta e un bellissimo panorama che, nelle giornate serene, spazia fino al al Lago d’Iseo e alle montagne camune. Siamo quasi alla fine di questo bellissimo percorso e il panorama che si gode dal colle lascia davvero senza parole ripagando tutta la fatica fatta per arrivarci. La larga carrareccia scende in direzione dell’abitato di Fino del Monte, a quattro chilometri da Clusone, che segna l’ultima tappa di questo entusiasmate cammino che abbraccia il fiume Serio, le sue valli laterali e i suoi bellissimi borghi medievali. L’ultima tappa si chiude con 5 ore di cammino, 11 km e 700 metri di dislivello positivo.

 

Conclusioni. Il Sentiero Alto Serio è un percorso per tutti. Non serve essere escursionisti esperti per affrontarlo, basta essere buoni camminatori. Un tracciato che va affrontato con il passo del pellegrino e l’occhio del turista, senza fretta, assaporando le bellezze che offrono le valli toccate sul percorso, ma anche i borghi e i paesi presenti, alcuni veri pezzi di storia. Ad arricchire l’avventura, la serenità della gente del posto, cordiale e disponibile. Molto spesso basta chiedere una semplice indicazione per conoscere racconti e aneddoti dei paesi attraversati, le leggende che li caratterizzano, trovare riparo in caso di pioggia oppure un buon caffè. Possiamo quindi definire questo sentiero un “percorso storico bergamasco”. Ripercorrerlo significa immergersi lungo un tracciato fatto di bolli sbiaditi, vecchie mulattiere, borghi medievali e valli incontaminate, dove sono facilmente visibili la marmotta, l’ermellino, la volpe, il tasso, il cervo e il camoscio. Una riscoperta della Val Seriana che avviene tra la sua gente passo dopo passo, valle dopo valle, paese dopo paese.

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