Dieci chiese di Bergamo da vedere
(almeno una volta nella vita)

Una città con molte più bellezze di quanto non si pensi: sono nascoste, se ne stanno silenziose dietro facciate dalla storia centenaria.

 

SAN BARTOLOMEO

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Questa è impossibile non vederla. Domina il percorso del Sentierone. Grande chiesa domenicana, che proprio un frate domenicano, fra’ Damiano Zambelli, abbellì nel 1400 con le tarsie del coro. Ma la star della chiesa è la gigantesca pala del Lotto, firmata e datata 1516. È la più grande pala che Lotto abbia dipinto, dall’ambientaziome complessa e ancora indecifrabile nel sistema dei simbolo della parte alta. Pare che alcuni degli oggetti si ispirino ai simboli criptici della Hypnerotomachia Poliphili, un testo di riferimento del committente Alessandro Martinengo.

 

SANTO SPIRITO

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Se ne sta un po’ più nascosta, su una piazza di piccole dimensioni. Risale al 1300, ma venne rifatta due secoli dopo. All’interno tanti tesori: a parte l’appuntamento consueto con il Lotto, c’è uno straordinario politico di Ambrogio Bergognone, del 1507. La pala del Lotto, una Madonna con santo, ha la particolarità di avere il suo epicentro emotivo nello straordinario cielo, dove spunta la colomba dello Spirito Santo, a cui la chiesa, del resto, è dedicata.

 

SAN BERNARDINO IN PIGNOLO

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Fa da sentinella a una delle vie più belle di Bergamo. È una chiesa piccola, sul crocevia, e all’interno ha il più bel Lotto che ci sia in città: una Madonna con Bambino e Santi, sotto uno sfolgorante “gazebo” verde, datato 1521. San Bernardino era arrivato per la prima volta a Bergamo nel 1411 e vi fondò il monastero di Santa Maria delle Grazie. Per dimostrare la profonda devozione nei suoi confronti, in occasione della sua canonizzazione, dopo il 1450 Bergamo decise di dedicargli una festa. E questa chiesa.

 

SANT’ALESSANDRO DELLA CROCE

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Presidia l’altro capo di via Pignolo. La facciata è stata rifatta nel 1900, ma all’interno c’è una vera e propria pinacoteca: da questo punto di vista è forse la chiesa più ricca di Bergamo. Non perdetevi, nella seconda cappella a destra, il meraviglioso altare disegnato da Andrea Fantoni. È stato realizzato nel 1729, composto esclusivamente da marmi preziosi, intarsiati e policromi; è un esempio di artigianato artistico unico nel suo genere, per l’invenzione della struttura complessa a registri sovrapposti e la lavorazione di materiali diversi tra loro. Ma non perdetevi la grande pala di Sebastiano Ricci, veneziano, nella Cappella del Suffragio: indimenticabile il San Gregorio.

 

SANT’ALESSANDRO IN COLONNA

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È una chiesa di origini antichissime, sorta sul luogo dove il Santo patrono della città sarebbe stato martirizzato: nel sagrato si può vedere la colonna del martirio, qui ricomposta nel 1618 con l’utilizzo di frammenti romani. All’interno, a parte Lotto e Romanino (meravigliosa la sua Assunzione), non perdetevi il tocco nordico della Trinità, attribuita al grande maestro di Flémalle (terza cappella a destra).

 

SAN BENEDETTO

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Non è molto conosciuta, ma è una delle più compiute realizzazioni rinascimentali che ci siano a Bergamo, firmata dall’architetto Pietro Isabello nel 1516. Convento di clausura benedettino, è stata recentemente restaurata e ora è di nuovo ammirabile la bicromia del bianco e del color cotto del monumento cinquecentesco ideato da Isabello.

 

SAN PANCRAZIO

San Pancrazio Bergamo

Siamo a Bergamo Alta. Sulla piazzetta, riconoscibile per la bella fontana, si affaccia questa chiesa, che si presenta con un gran portale gotico archiacuto con tre figure scolpite in arenaria: sono San Pancrazio, la Madonna e un Santo benedicente. Sono resti dell’edificio originario, di fine 1300. All’interno, bello, pulito e a navata unica, un Crocifisso del grande Giambattista Moroni.

 

DUOMO

Duomo Bergamo

Il primo disegno fu fatto nel 1459 dal grande Filarete, l’architetto di fiducia degli Sforza. Lo completò però, in pieno 1600, Carlo Fontana. È stato un cantiere laborioso che si è prolungato per oltre un secolo. All’interno brilla, dietro l’altare progettato da Filippo Juvarra, Tiepolo, con il Martirio di San Giovanni. Ma da non perdere è il coro firmato da Johann Karl Sanz. Oggi è ovviamente dedicata a Sant’Alessandro, ma sotto si possono visitare i resti, affascinanti, dell’antica cattedrale dedicata a San Vincenzo, di grandi dimensioni e di origini paleocristiane. Ai tempi contese il titolo di cattedrale a Sant’Alessandro, in città bassa: ci fu anzi un periodo in cui Bergamo ebbe due cattedrali. Poi prevalse questa, cambiando dedicazione.

 

SANTA MARIA MAGGIORE

Santa Maria Maggiore Albero della vita

È la star della città, un vero capolavoro, a partire dai protiri firmati da Giovanni da Campione. L’esterno conserva le linee architettoniche romanico-lombarde originarie. La chiesa ha anche la strana caratteristica di non avere la facciata, in quanto faceva parte del palazzo vescovile. Le fu portata via anche una delle tante absidi per far posto alla Tomba del Colleoni. Anche il Battistero subì traversie e venne portato fuori dalla chiesa nel 1850. L’interno, tutto barocco, è uno spettacolo. Il capolavoro, vero gioiello dell’arte a Bergamo, sono le tarsie del coro disegnate da Lotto e realizzate da Gianfrancesco Capoferri. Ma nel transetto destro c’è anche una scheggia giottesca: è l’Albero della vita, bellissimo affresco del ‘300. Secondo tradizione, venne edificata nel 1133 dai bergamaschi perché la Madonna proteggesse Bergamo dalla peste che si stava abbattendo sul Nord Italia.

SAN GIOVANNI XXIII

San Giovanni XIII

È la chiesa del nuovo ospedale di Bergamo. Da tutti gli osservatori giudicata uno dei migliori risultati dell’architettura sacra contemporanea. Firmata dagli architetti Pippo e Ferdinando Traversi, si avvale in particolare dell’opera straordinaria e suggestiva realizzata da Andrea Mastrovito, con la grande Crocifissione, trittico su vetro, frutto di grande perizia artigianale di due maestri vetrai. Nella chiesa, sulle pareti, ha lavorato anche un maestro di valore internazionale come Stefano Arienti.