10 difetti fisici in bergamasco

C’è una certa poesia nell’identificazione e descrizione delle caratteristiche fisiche, più o meno negative, nella nostra lingua. Ispirati dalla natura, attingiamo al regno vegetale o animale per costruire ardite metafore, che con la grazia sarcastica del caricaturista sanno illustrare pregi e difetti altrui. A dirla tutta, più i secondi dei primi.

 

1) Bugiù

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Segno distintivo di un uomo che si nutre in abbondanza, e quindi è libero dai vincoli della miseria, la bògia poteva essere quindi indice di rilevanza sociale. In tempi cui “dieta” era ovviamente una parola sconosciuta. [Trad: pancione]

 

2) Gambe de sélem

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Lunghe meditazione nell’orto devono avere portato alla creazione di questa delicata metafora, che paragona ai gambi della gustosa verzura le gambe di una fanciulla o di un giovincello afflitti da adolescenziale magrezza. [Trad: gambe di sedano]

 

3) Grass impastàt

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Sembra quasi di vedere la confusione dei lineamenti, la massa pressoché informe della carne che ricorda quella della pasta quando la si prepara. Con un fulminante collegamento tra chi il cibo la fa e chi ne abusa. [Trad: grasso impastato]

 

4) Màgher impéch

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Molto più efficace di aggettivi come “allampanato”, impéch descrive perfettamente l’apparente ed eccessivo allungamento del collo di chi ha poca carne sulle ossa. Altrettanto efficace il diffuso “braca de òss”. [Trad: magro impiccato]

 

5) Müs de sapù

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Ancora d’ambientazione agricola, l’epiteto prende spunto da uno degli attrezzi più usati, la zappa, nella sua versione maxi. La forma della parte in metallo viene qui paragonata alla sagoma della mandibola. [Trad: muso di zappa grossa]

 

6) Olana

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Vaghe reminiscenze spagnole in questo appellativo che è riferito a chi dispone di apparati auricolari di notevoli dimensioni. Etimologicamente, l’olana è una pianta simile alla nocciola. Forse la similitudine nasce dalle larghe foglie della stessa. [Trad: orecchie grandi]

 

7) Orboèdega

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Detto di chiunque porti visibilmente un apparecchio per correggere la vista. La saggezza popolare riconosce, contemporaneamente, la presenza del difetto e la sua correzione. [Trad: orbo che vede]

 

8) Sgarlàt/Sgarlada

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Parola che definisce una particolarissima caratteristica fisica. Ben descrive lo Zappettini: «Dicesi di chi ha le gambe a sciabola, colla curvatura all’infuori: sbilenco». Ricordiamo che le sgarle sono le gambe, e che Tirà l’sgarlèt equivale a decedere. [Trad: con le gambe curve all’infuori]

 

9) Sguèrs

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Da un primo significato quasi neutro, è cioè la semplice definizione dei monocoli, è diventato sinonimo di “losco”. Lo sguerségn è invece la boccaccia, la smorfia fatta ad arte per deridere. [Trad: guercio]

 

10) Tetuna

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Appellativo riferito un tempo alle balie tutt’altro che asciutte, oggi ha un’applicazione più ampia, e al femminile ha una connotazione solitamente positiva. Al contrario del maschile tetù, sinonimo di babbeo. [Trad: tettona]

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