Dom Byron Beer a Clusone
Molto meglio che fare l’ingegnere

BeerRoad è un percorso che attraversa il territorio di Bergamo alla scoperta della produzione di tutti i microbirrifici che troverete a Beerghem 2015, la rassegna delle birre artigianali orobiche che si svolgerà a San Pellegrino Terme dal 29 maggio al 2 giungo 2015. Questo viaggio ci guiderà idealmente lungo una strada della birra artigianale per scoprire i volti e l’impegno chi, con coraggio e passione, ha deciso di fare della birra la propria vita e il proprio lavoro. Prima tappa a Clusone, da Dom Byron Beer.

 

 

Ci è voluta certo una buona dose di coraggio e forse un po’ di incoscienza per lasciare a trent’anni il lavoro da ingegnere industriale in una grossa fabbrica di plastica per dedicarsi alla produzione in proprio di birra artigianale. Un po’ di incoscienza sì, ma i risultati già solo dopo due anni sono incoraggianti. Marco Birolini, oggi titolare-operaio del Dom Byron Beer, è uno degli ultimi arrivati nel mondo costantemente in fermento delle produzioni non industriali, ma da quando ha deciso di aprire nel 2013 il suo birrificio a Clusone, dove «c’è l’acqua buona e l’aria non è da meno», ha già fatto parlare di sé.

Anche lui, come tanti suoi colleghi, ha iniziato dall’home brewing (cioè si faceva la birra in casa), con un piccolo impianto domestico da 30 litri, con il quale ha fatto le prime prove e ha capito le dinamiche di produzione. Certo, piccola cosa rispetto all’impianto professionale che oggi produce circa mille litri al mese, ma, dato che fare la birra non è semplice come si può immaginare e per ottenere un prodotto di qualità servono dedicare tempo e passione, era l’esordio giusto.

Degustatore di birra, Marco predilige gli stili APA (America Pale Ale)  e IPA (India Pale Ale)  che rispecchiano anche le sue produzioni. La cura che dedica alla sua birra è totale: a partire dalle materie prime, dalla scelta dei malti, dei luppoli e delle loro combinazioni, fino ai processi di trasformazione di cottura e, last but not least, al costante aggiornamento sugli stili e le novità del settore.

 

dom byron beer fotografo devid rotasperti (17)

Le birre di Dom Byron Beer. Per ora Marco produce due tipologie di birra, due declinazioni dello stile ALE (cioè ad alta fermentazione). Entrambe affrontano la rifermentazione in bottiglia e non subisco processi di pastorizzazione. Naturalmente, le abbiamo degustate per voi.

  • Icarus. Stile Golden Ale, 4,8 gradi. I sentori al naso sono leggermente erbacei e ricordano vagamene il fieno e l’erba tagliata. Dominante il profumo di foglie di tè essiccate. Al palato, la nota leggermente agrumata e il finale amaro la rendono una birra dissetante.
  • Nautilus. Stile Pacific Ale, 5,7 gradi. La birra che ci ha stupito maggiormente! Leggermente più alcolica della prima ha un gusto decisamente balsamico. I sentori sono quelli della menta e poi salvia, timo e una finale, appena accennato, di lavanda.

A dire il vero Marco ha ancora un asso nella manica: sta perfezionando la Prun, una birra che appartiene alla categoria delle cosiddette birre acide, a bassa gradazione alcolica, con l’aggiunta di prugne, affinata in botte per otre sei mesi. Qualcosa di veramente eccezionale, ma purtroppo dovremo aspettare ancora un po’, prima di trovarla nei pub. Noi l’abbiamo assaggiata in anteprima e possiamo garantire che i primi risultati sono veramente incoraggianti.

Birra