Donizetti avrà il suo bon bon
Un cioccolatino firmato Balzer

«Quando sono arrivato qui, da non bergamasco, non sapevo cosa volesse dire il Balzer. Poi ho capito. Questo non è un semplice locale per la città, ma “il” locale. Un luogo storico e simbolico che si trova nel cuore di una Bergamo, quella bassa, che ha ancora un grande potenziale da far emergere».

Bisogna rimboccarsi le maniche secondo Giovanni Barghi, titolare di Codesa (società che ha rilevato lo storico caffè dopo i lavori di rinnovo locali), ora che Balzer punta al rilancio guardando all’Italia e all’Europa con un marchio di pasticceria storica, una nuova sala da tè a tema donizettiano e un cioccolatino dedicato al compositore e firmato dall’artista Mario Donizetti. Non manca un appello: «Insieme facciamo rivivere il Sentierone!».

 

 

Locale storico. Dallo scorso anno Balzer è tornato a essere uno dei 240 locali storici d’Italia e ora è in piena fase di rilancio, ma, quando Barghi è arrivato, il bar pasticceria più famoso di Bergamo era completamente abbandonato a se stesso: «Dal punto di vista estetico gli spazi necessitavano di interventi importanti – spiega Barghi – abbiamo rifatto tutto uguale, lasciando ogni cosa così com’era, caratterizzando gli spazi a tema teatrale per sottolineare la vicinanza al Donizetti, e ora stiamo lanciando una serie di azioni per valorizzare il marchio Balzer».

Balzer pensa all’Europa. «La storica tradizione di pasticceria artigianale Balzer è un tema su cui abbiamo già cominciato a lavorare in città, creando La Gelateria di Balzer, un progetto testato con successo quest’estate, che rilanceremo presto e che ora è temporaneamente fermo dopo l’apertura di un temporary shop che è andato molto bene». Nei prossimi mesi il marchio Balzer porterà Bergamo e il suo caffè in tutta Italia: «Abbiamo realizzato cioccolatini, pasticceria secca e caramelle a marchio Balzer, tutti prodotti interamente nel nostro laboratorio nel seminterrato del locale, oltre a un caffè sempre associato allo storico brand. La distribuzione inizialmente sarà nei nove locali che abbiamo in Italia tra Milano e Firenze, ma il prossimo passo sarà portare la pasticceria artigianale d’eccellenza nelle principali capitali europee».

 

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Bon bon firmati Donizetti. Oltre i confini guarda anche un’altra idea, che strizza l’occhio alle palle di Mozart, i cioccolatini con base di marzapane al pistacchio originari di Salisburgo in Austria e diffusi in tutto il Paese. Anche Bergamo avrà il suo cioccolatino a tema musicale, dedicato a Donizetti, da un altro Donizetti: «È stato proprio Mario a lanciare l’idea, suggerendo al Balzer un bon bon ispirato al conio originale della moneta da lui realizzata con il volto del compositore. Il cioccolatino sarà lanciato ufficialmente in occasione del festival Donizetti Opera che si inaugurerà il 23 novembre».

Un tè musicale da Balzer. Accanto alle proposte di gusto firmate dallo storico caffè del Sentierone, compariranno anche quelle culturali, ospitate nella nuova sala da tè che prenderà il posto del ristorante. La vecchia sala Aurora si trova al piano superiore del locale: «Uno spazio che abbiamo completamente riallestito a tema teatrale, con riferimenti donizettiani, dove si troverà un pianoforte a coda per concerti e pomeriggi musicali. La vocazione culturale della sala, che ospiterà anche presentazioni di libri, eventi culturali e serate, si affiancherà alla destinazione originale dello spazio, un caffè pasticceria storico, un luogo da vivere nel cuore della città a due passi dal teatro Donizetti».

 

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Rilanciate il Sentierone! L’apertura serale però continua ad essere una questione da risolere. Spiega Barghi: «Perché un bergamasco dovrebbe venire la sera a passeggiare nella desolazione? L’arrivo di nuovi ristoranti o di altre attività non può che trovarmi contento, ben venga anche la concorrenza: le vetrine vuote sono una tristezza per tutti, più locali significa più movimento. Ma, se davvero il Sentierone è un salotto, trattiamolo da salotto, arrediamolo da salotto, rendiamolo vivace come un salotto, solo così i bergamaschi potranno cominciare a viverlo come tale. Il problema della desolazione non può stare solo sulle mie spalle, né su quelle degli altri imprenditori, ci vuole un impegno congiunto che porti allo stesso tavolo la proprietà, il Comune e noi operatori: stare qui sotto i portici costa una follia, sarebbe importante pensare a un progetto di medio termine che veda tutti i soggetti uniti nel rilanciare la zona, con tipologie di attività adatte, che attirino le persone». All’avvio della nuova gestione del locale nel 2015 alcuni tentativi sono stati fatti. «Con la stagione teatrale la mia idea era aprire tutte le sere», dice Barghi. «Ma il problema non è se il Balzer è aperto o chiuso, ma che senso abbia tenere aperto se alcune sere l’incasso è stato di dieci euro: non è sostenibile lavorare così».

 

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Il turismo passi anche da qui. Un altro fronte su cui c’è ancora grande margine di miglioramento secondo il titolare del Balzer è quello turistico: «Il passaggio degli stranieri tra qui e Città Alta è di dieci a mille. Nonostante a Bergamo con l’aeroporto passino 6-7 milioni di persone, che sono una risorsa enorme, il Sentierone continua a non essere valorizzato e a non rappresentare una vera attrattiva per chi viene a visitare la città. Avevo addirittura pensato di portare qui i turisti a mie spese e poi mandarli in Città Alta: tra le varie idee c’era anche quella di realizzare un punto turistico sponsorizzato Balzer, una sorta di attività turistica privata per portare le persone sul Sentierone. Anche perché quando la stagione si apre e arriva l’estate entriamo nel periodo peggiore: quando finiscono le scuole qui è il deserto, è un’occasione sprecata». Da dove cominciare? «Si potrebbe partire con piccole cose, come spostare qui il Mercato di Slow Food. Ovviamente poi iniziative uniche come l’Amatriciana Solidale, un evento che ha portato 13mila persone sul Sentierone, sono una bellissima eccezione virtuosa».

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