Il Druso Suona va al «campetto»
E c’è pure un’armonica da paura

L’hanno chiamato Druso Playground. Il campetto del Druso, cioè. L’estivo di un locale che quando non fa così caldo porta un sacco di buona musica a Ranica, e prima a Redona, e prima ancora in via Carnovali (ne parliamo nel box a sinistra). All’aperto, nel parco del campo sportivo di Azzano San Paolo, la musica non cambia: di qualità e varietà. C’è addirittura un Druso Suona Music Festival che comincia lunedì 17, e il programma è dolce e succoso come una pesca a piena maturazione. Si comincia sempre alle 21.

L’apertura è affidata a un’icona della musica italiana come Alberto Fortis, arcinoto per la canzone Milano e Vincenzo. Propone in formula piano e voce il nuovo progetto Do l’anima con te, che mette al centro gli ultimi due lavori discografici dell’artista. Ma non mancheranno i capitoli più celebri della sua carriera. Lo show sarà accompagnato dalla proiezione di video ufficiali ideati dallo stesso Fortis per l’occasione (ce n’è anche uno che ha come location la passerella di Christo). Ingresso 15 euro.

Il giorno successivo, martedì 18 (20 euro), una «blues night» di primo livello con Charlie Musselwhite, ovvero l’armonica più famosa del mondo, insieme all’icona del blues Made in Italy, Fabio Treves. Entrambi sono accompagnati dalle loro band. Eccezionali.
Mercoledì 19, a 5 euro, ecco Tonino Carotone. Raggiunse il successo con Un mondo difficile. Prende spunto per il suo nome d’arte dal napoletano Renato Carosone e il look da Fred Buscaglione. Il 26 maggio è uscito il suo nuovo singolo L’amore non paga, mentre il disco è previsto per l’autunno.

Giovedì c’è una serata tra musica e narrazione (10 euro). Ezio Guaitamacchi ripercorre la vicenda dei Rolling Stones ad Altamont, la «Woodstock californiana», che si trasforma nel giorno più nero della storia del rock e chiude in modo tragico gli anni ’60. Con Guaitamacchi (voce e chitarra) ci sono Brunella Boschetti (voce), Folco Orselli (chitarra), Laura Fedele (pianoforte). Durante lo spettacolo, il pittore Carlo Montana dipingerà un quadro ispirato alla vicenda di Altamont.

Finale del festival, venerdì 21 luglio (15 euro), con Popa Chubby, chitarrista e cantante blues newyorchese di fama mondiale.

Rivoluzione dal vivo in 10 anni molto rock. Quest’anno il Druso  compie dieci anni. È diventato a tutti gli effetti il tempio del rock bergamasco, trascinato da passione ed entusiasmo  del suo fondatore, l’ex giocatore di basket David Drusin, e dalla sua famiglia-entourage. Anni di grandissime soddisfazioni, ma non solo. Le difficoltà non sono mancate. Perché  l’idea di partenza, portare  a Bergamo la musica,  ha dovuto superare parecchi  ostacoli. I vicini che non  tolleravamo il rumore, nella  prima sede in via Carnovali. Le difficoltà economiche  causate da una programmazione  a tratti troppo  ambiziosa per le forze  messe in campo: nell’estivo  di Stezzano, il 24 luglio del  2008, la combriccola del  Druso portò gratis sul palco  i New York Dolls, una  band fondamentale della  scena glam e punk a cavallo  tra gli anni ‘70 e ‘80.  Poi è arrivato il trasloco a  Redona, in via Galimberti.  Un bello spazio, un vero  club che Bergamo sognava  da tempo, un’idea rivoluzionaria. Era il 2009. In 6  anni di Redona, il Druso  ha ospitato 1.400 concerti,  con nomi di caratura internazionale.  Ricordiamo,  giusto per citarne uno, il  live di Sananda Maitreya,  star degli anni ‘80 con il  nome di Terence Trent  D’Arby. Poi, nel 2015, uno  spazio più grande e al riparo  dalle lamentele, nella  zona industriale tra Ranica  e Gorle. Dove il club sta  dando il meglio di sè. Vengono  passati in rassegna  tutti i generi: dal blues al  rock, dal jazz al metal, dal  funky al reggae, dal pop al  rap. Lo stesso spirito anima l’estivo del locale ad Azzano, ribattezzato Druso Playground. Leggere l’apertura di pagina per credere.

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