“È l’ora del tè” in Piazza Pontida
Uno scrigno di ceramica artigianale

Il piccolo spazio in piazza Pontida, vetrina del Laboratorio di Ceramica Tutti Giù Per Terra, ospita da settembre il risultato delle fatiche artistiche degli allievi di Luca Catò (e ha avuto un riscontro tale per cui l’esposizione è stata prolungata per tutto il mese di novembre). Se l’anno scorso il tema scelto per guidare le lezioni e le mani degli artisti che frequentano lo spazio creativo è stato Cosa bolle in pentola?, questa volta a dare l’ispirazione si è scelta un’espressione confortante e ben nota: È l’ora del tè.

Ancora una volta, come già era accaduto con la precedente esposizione (ne avevamo parlato qui), il visitatore attento si accorge subito che l’oggetto in mostra, per quanto vicino alla quotidianità, non è mai banale e la sua interpretazione passa necessariamente prima dagli occhi e poi dalle mani di chi crea. Il significato profondo della mostra risiede, allora, anche in questo: nel confrontarsi con il concetto, immenso, dell’atto creativo stesso, con il gesto che produce, svelando la riflessione (messa in forma) e lo sforzo della costruzione, cioè del passaggio dal pensiero alla materia. La fortuna della mostra sta nel fatto che spesso ci si muove a un livello amatoriale; livello che riesce, con le sue magnifiche imperfezioni, a svelare all’osservatore la finzione, avvicinando chi osserva a chi crea e innescando, inevitabilmente, la curiosità del «Chissà come avrei fatto io?» e riducendo il distacco incolmabile con cui si osserva l’opera del grande artista.

 

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[Il maestro Luca Catò]

 

Il laboratorio di ceramica Tutti giù per terra. Il laboratorio di via Goethe è uno spazio di creazione e sperimentazione, che raccoglie, intorno alla guida esperta del maestro Luca Catò, un gruppo eterogeneo di persone. Qui ognuno porta con sé un suo percorso e una sua formazione, ognuno si distingue per un’attitudine e per un’ispirazione proprie, ognuno, per i più svariati motivi, ha una peculiare visione del mondo. La stortura, l’imperfezione, la sfumatura di colore sono il risultato di uno sforzo creativo e pratico necessario per rendere reale e mettere il forma la personalissima suggestione nata a  partire dall’argomento, solo apparentemente scontato, qual è quello dell’ora del tè.

Lo spiega chiaramente Luca Catò quando dice: «Il tema quindi può piacere molto, può sembrare invitante, ma è pieno di pericoli e di scomodi déjà vu. Inventare e creare partendo da questo argomento, pertanto, non è stato facile, e sebbene l’obiettivo principale fosse quello di stimolare la sperimentazione e l’acquisizione delle tecniche ceramiche, un tale lavoro di studio e di ricerca ha necessariamente la pretesa di provare a dire qualcosa di nuovo o di diverso. Posso con certezza affermare che nell’attività svolta in laboratorio, ho avvertito un’urgenza sincera di superare le ovvietà e di scendere in profondità».

Noi abbiamo scelto di raccontavi la mostra ritraendo, grazie allo sguardo del nostro bravo fotografo Antonio Milesi, i volti degli artisti accanto alla loro opera, perché in fondo – ve lo ricordiamo ancora una volta – quando visiterete la mostra non vedrete trenta teiere, ma sbircerete il mondo con gli occhi di trenta persone diverse.

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