Ebbene sì, anche la città di Bergamo
è nata su sette colli: ecco quali sono

[Foto di Mario Rota]

 

Secondo la tradizione, Roma fu costruita sopra sette colli alti poco più di 50 metri, ma gli storici ancora oggi dibattono sulla loro collocazione e sulla loro corretta identificazione, dato che l’abitato, raccolto attorno al nucleo originario, si è progressivamente modificato, raggiungendo la sua massima espansione in epoca imperiale. Il nome dei colli più famosi, secondo Cicerone e Plutarco, corrisponde a quelli a noi noti, ovvero Aventino, Campidoglio, Celio, Esquilino, Palatino, Quirinale, Viminale, ma ai tempi di Costantino (IV sec. d.C.), il Vaticano e il Gianicolo erano entrati nella munifica classifica, facendo scivolare in ottava e nona posizione il Quirinale e il Viminale. Questione conclusa? Assolutamente no, dato che altre fonti e recenti testi considerano tra i “fantastici 7” il Germalo, la Velia, il Fagutale, l’Oppio, il Cispio, la Suburra e un’altra sella montuosa che collegava le pendici del Campidoglio con quelle del Quirinale: la storia racconta che fu sbancata nel II secolo d.C. per poter edificare nel cuore di Roma il Foro di Traiano.

E se vi dicessimo che Bergamo vanta alcune similitudini con Roma? Che anche Bergamo sorse su diverse alture poi isolate in sette colli? Che ne fu sacrificata una per realizzare parte di un sistema fortificato che tutti noi agogniamo possa diventare a breve patrimonio Unesco? Che ancora oggi a distanza di quattro millenni dall’origine della nostra città (1800 a.C. circa) quei rilievi si possono ancora identificare, chiamare, rileggere nell’attuale toponomastica e, addirittura, “scalare”? Ebbene sì. E queste modeste alture hanno ricoperto un ruolo importantissimo nella storia della nostra città, sancendone la nascita e delineandone lo sviluppo. Anche se oggi, a distanza di millenni, è difficile immaginare come fossero originariamente, dato che al loro posto troviamo vie, piazze, chiese, palazzi. Insomma, il tessuto urbano.

Comunque, nonostante il tempo, sfilano ancora belli fieri davanti a noi, a partire dal versante nord occidentale fino a quello sud orientale, lo stesso che deliziosamente definisce lo stupendo skyline di Città Alta: Colle Aperto, Colle San Giovanni, Colle S. Salvatore, Colle Rosate, Colle Gromo (dal Medioevo Gromo dei Rivola), Colle S. Eufemia, Colle S. Michele del Pozzo (dal Medioevo S. Michele al Pozzo Bianco). Anche in lontananza si possono quasi pizzicare con le dita i loro cucuzzoli, cupole di chiese o cattedrali, ariosi porticati di complessi scolastici e torri campanarie o fortificate, che hanno scandito la nostra storia per secoli; nel cielo di Bergamo Alta, infatti, si stagliano oggi il Seminario Vescovile sopra S. Giovanni, il campanile di San Salvatore sul colle omonimo, il Liceo Sarpi su Rosate (sorto al posto del complesso monastico delle Francescane Osservanti), il palazzo Rivola (l’antica Zecca) nel Gromo, la Rocca sulla sommità di S. Eufemia e il Belfante (da Belfort, torre bella o alta, quindi di avvistamento) dell’antico colle dei Rivola al Puteo Albo (pozzo bianco, per la presenza ai piedi della piccola scarpata di un pozzo di marmo bianco), l’unico fazzoletto verde di Bergamo Alta piantumato a vite.

 

1) Colle di San Giovanni

Colle San Giovanni 4

Colle San Giovanni 6

Chi dunque non si è mai arrampicato fino ai cancelli del Seminario Vescovile, risalendo il Viale delle Mura fino al curvone di Colle Aperto per poi imboccare la viuzza Sotto le Mura di Santa Grata, che interseca la porzione terminale via Arena? Ed eccovi dunque sulla cima del Colle di San Giovanni, su cui si sono succedute case gentilizie medioevali (La Crotta), fortificazioni trecentesche (Cittadella viscontea), chiese erette dopo la peste Manzoniana, palazzi nobiliari (Albani e Solza), edifici preposti allo studio e alla meditazione (Seminario)!

 

2) Colle di San Salvatore

Colle di S. Salvatore 2

Colle di S. Salvatore

Chi non ha mai superato la scaletta di Via San Salvatore, quella che a larghi balzi raccorda le piazze Rosate e Santa Maria Maggiore con lo slargo antistante la chiesetta dei Disperati (San Salvatore), così chiamata perchè posta nei pressi dell’antico Monte dei Pegni (da cui la preghiera in chiesa dai “disperati” per raccomandare a Cristo e alla Vergine che i beni dati in pegno venissero venduti)? Ed eccovi quindi giunti sul colle di San Salvatore, il luogo preposto alla sede del primo Episcopio (poi Casa dello Studente oggi edificio privato), corredato dalle cappelle private vescovili (Santa Croce e San Biagio, quest’ultima distrutta) e dagli uffici curiali!

 

3) Colle di Rosate

Colle Rosate 4

Colle Rosate 3

Chi non ha mai avvistato da Bergamo Bassa la mole imponentissima del Liceo Sarpi, raggiungibile dal tortuoso Borgo Sant’Alessandro e dall’irta via San Lorenzino (dal nome della prima chiesa che ha ospitato gli albori della Confraternita dei Battuti, I Disciplini Bianchi, oggi inglobata in Palazzo Brembati), fino al viottolo dei Marchesi Terzi e lo spiazzo antistante l’ex convento di suore, oggi Liceo, che videro fiorire rose (da cui Rosate) a fianco del crocifisso depositatosi miracolosamente sulla soglia della loro porta? Ed eccovi allora sulla sommità del colle di Rosate!

 

4) Colle di Gromo

Colle Gromo 2

Colle Gromo 3

Chi non si è mai chiesto cosa fosse il Gromo? E soprattutto dove fosse ubicato, dato che tutte le guide turistiche della città lo citano tra gli unici siti in cui è ancora visibile “la roccia” del vero colle di Bergamo? Lo si calca nel quadrilatero Piazza Luigi Angelini, Via Mario Lupo e Via Gaetano Donizetti, fino a bussare come una volta o suonare il campanello delle Suore del Gromo in Piazza Teresa Eustochio Verzeri… e accedere alla loro Casa Madre dopo aver superato un’articolata e infinita scalinata, ovviamente in salita dato che sono “appostate” proprio sulla punta del colle! Quel Gromo di cui ancora oggi si dibatte l’etimo: deriva dalla parola latina grumus (altura di monte), che giustifica anche il cognome dei nobili Grumelli (forma diminutiva del termine “piccolo colle e altura”, quindi grumellus, il cui palazzo fa capolino sul vicino colle di San Salvatore) oppure da gromma (incrostazione e depositi calcarei)?

 

5) Colle di S. Eufemia

Colle S. Eufemia 3

Colle S. Eufemia 4

E della vedetta in Sant’Eufemia? Questa martire quasi misconosciuta che dà il nome alla graziosa chiesupoletta paleocristiana, ridotta ad esedra neogotica in attesa di bisognoso e meritevole restauro, situata all’interno della corte della Scuola dei Bombardieri voluta da Venezia e sotto il camminamento di ronda della Rocca viscontea prima e veneziana poi? Che bello sarebbe risalire la china del sito lungo la scaletta dei Condannati, quella che portava al patibolo i detenuti del fortilizio fino all’ex convento di San Francesco o a quello sconsacrato di Sant’Agostino, o anche solo dai giardini privati terrazzati di Palazzo Moroni e dalla ripida via Rocca? Per il momento ci si accontenta del tranquillo passeggio nel Parco delle Rimembranze (dalla dedicazione ai Caduti la Grande Guerra suddivisi per corpi), da dove la vista spazia a 360° fino all’imbocco delle nostre due maggiori valli e alla sommità dei monti Vigilio e Bastia, già sentinelle in epoca romana!

 

6) Colle S. Michele del Pozzo

Colle San Michele 2

Colle San Michele

Ed infine chi non si è mai arrovellato per rinvenire il “pozzo Bianco”, toponimo storico che completa e arricchisce di suggestione il nome della chiesa di San Michele, posta sul monticolo in passato proprietà delle famiglie Rivola e Bonghi, affittuari questi ultimi nei primi decenni del Cinquecento del noto pittore veneziano esule a Bergamo, Lorenzo Lotto? O ancora, edificio di notevole pregio non solo per l’apparato decorativo interno, ma anche per il fatto che custodisce la più antica cripta della nostra provincia (il dibattito ancora aperto è con quella dell’antica pieve di S. Maria al Castello in Almenno San Salvatore …)? Tutti, crediamo! Ma una volta preso fiato dalla salita di Via Osmano o da quella di Via Porta Dipinta, basterà setacciare il corso dei sanpietrini e adocchiare nei pressi della base della modesta altura una pietra tonda chiara incassata a terra, che riporta l’ubicazione originaria dell’antico puteo di epoca longobarda come la sua cripta!

 

7) Colle Aperto

Colle Aperto 2

Colle Aperto

Insomma, salire risalire valicare o cavalcare Bergamo porta sempre a diverse affascinanti letture e ad altrettanti intriganti scoperte, quindi il nostro consiglio è partire dal colle a noi più noto, Colle Aperto, facilmente raggiungibile a piedi o con mezzi pubblici e privati … e una volta là, partire in avanscoperta, poco per volta, strada per strada, casa per casa … le sorprese sono presso ogni uscio, superato ogni sagrato, dentro ogni sito edificio o museo che la nostra orgogliosamente vanta!

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