Sei edifici che han fatto la storia
Le perle della Fondazione Bergamo

La Fondazione Bergamo nella storia è stata creata nel 2002 con l’intento di proteggere, valorizzare e comunicare in forme nuove il patrimonio storico e l’identità del territorio bergamasco. Custodisce così, ancora oggi, alcuni tra i luoghi più significativi della città, con l’intento di proteggerli, valorizzarli e renderli accessibili al pubblico in occasione di mostre e rassegne. Ma quali sono questi edifici, veri punti focali della storia cittadina?

 

Il Campanone
Piazza Vecchia

Edificata intorno al XII secolo dalla nobile famiglia Suardi-Colleoni su di un’area di epoca romana, la torre viene successivamente donata al Comune di Bergamo, che, con il Palazzo della Ragione, ne fa il suo simbolo. Si staglia da sempre tra il cuore civico e sacro della Città Alta e nei secoli ha visto definire le sedi del potere politico (Palazzo del podestà, Palazzo della Ragione, Palazzo Nuovo) e religioso (Curia vescovile), ma è stata anche muta partecipe della vita quotidiana, tra botteghe e carceri (lato est della torre). In origine la torre era alta 37,7 metri, mentre oggi tocca i 52,76 metri, grazie ai sopralzi realizzati in conseguenza di aggiustamenti o modifiche dovute a incendi, di cui fu suo malgrado protagonista. Ad esempio ricordiamo quello del 7 settembre 1486, in occasione della festa della Natività di Maria: «S’accese il fuoco nel tetto della torre, che era di legno, con tal splendore et fiamma, che tutta la città si illuminava». Seguirono poi sopralzi, coperture della sommità, fino all’ascensore installato nel 1960 e da qualche anno tornato in funzione. La vista dai ballatoi è stupenda e la riconoscibilità dei siti è facilitata da piastre metalliche che indicano i nomi dei singoli edifici avvistabili dal parapetto.

 

Il Convento di San Francesco
Piazza Mercato del Fieno
Museo Storico – Sezione Mostre

In questo bellissimo contenitore storico ha sede il quartiere generale della Fondazione, composto da uffici, biblioteca, mediateca e archivi. Il complesso risale alla fine del Duecento e rappresenta un esempio pregevole di architettura conventuale medievale, costruita intorno a dei chiostri. Purtroppo l’intera struttura è stata pesantemente mutilata a causa della soppressione napoleonica di fine Settecento, così che oggi restano visibili due dei tre chiostri (chiamati delle Arche e del pozzo con lunette affrescate) e parte dell’edificio adibito a convento (sala capitolare, celle, dormitori, refettori, cucine e infermeria); solamente leggibili, invece, sono il terzo chiostro e la chiesa (parti dell’abside e della navata laterale), con alcune porzioni affrescate che sopravvivono dentro il Museo o direttamente sul piazzale antistante la scuola materna. Da convento diviene ospedale, poi carcere e infine casa di pena, finché negli anni Trenta del Novecento il Comune di Bergamo lo restaura e lo trasforma in scuola elementare.

 

Il Palazzo del Podestà
Piazza Vecchia
Museo Storico dell’Età Veneta

Il palazzo si affaccia sulle due piazze che hanno costituito il centro socio-politico di Bergamo tra l’epoca comunale (Piazza Duomo) e quella rinascimentale (Piazza Vecchia) e viene costruito verso la fine del XII secolo dalla famiglia Suardi. Omaggiato da questi alla città, l’intero edificio diviene luogo di residenza del Podestà (Hospitium potestatis) fino all’inizio della dominazione veneziana (tranne che negli anni 1360-1372): da questo momento assume una funzione che lo porta al centro dell’amministrazione della giustizia cittadina, dopo essere stato ingrandito e rinnovato, tanto da giustificare il nome di “Palazzo dei giuristi” con cui si identifica ancora oggi il fabbricato a sud della torre civica. All’interno è mirabilmente affrescato con stemmi, insegne e motti dei podestà che si sono succeduti nei quattro secoli della dominazione veneziana.
Le sezioni interne in cui si divide l’area espositiva sono varie: Questo mondo si può dir nuovo …, Volendo andare da Venezia a Bergamo, Città sopra mote mirabellissima …, Ridotta in fortezza …, Si trafficano pepe, gengevo, binzuì, acqua rosa, riobarbaro …, Gemono i torchi dello stampatore …, La Fiera più grande che ebbi a vedere.

 

Il Museo Donizettiano
Via Arena

ll Museo Donizettiano occupa due sale del palazzo di proprietà dell’Opera Pia Misericordia Maggiore (già Palazzo Colleoni), sua sede a partire dalla fine del Quattrocento e per questo denominato Domus Magna. Di epoca quattrocentesca resta il cortile minore a logge sovrapposte su quattro livelli, mentre al Seicento risalgono i rimaneggiamenti maggiori apportati all’edificio, che dal 1906 ospita il Museo Donizettiano: recentemente rinnovato nel suo allestimento e inserito in quella che fu la Sala del Consiglio della Misericordia Maggiore di Bergamo, riunisce in un’unica collezione i cimeli e gli arredi posseduti dalla baronessa Giovanna Ginevra Rota Basoni Scotti, che accudì amorevolmente il musicista fino alla morte, e le testimonianze di proprietà del Comune di Bergamo di Gaetano Donizetti (1797-1848), prima conservate presso la Biblioteca Civica Angelo Mai. Il percorso è commovente e rende omaggio a uno dei maggiori protagonisti della fama di Bergamo nel mondo.
Le sezioni interne in cui si divide l’area espositiva sono diverse: Origine e nascita di Donizetti, Formazione e apprendistato, L’ascesa: Roma, Milano, Napoli, L’apogeo: Parigi e Vienna, La malattia e la morte.

 

La Rocca
Piazzale Brigata Legnano
Museo Storico – Ottocento

L’attuale museo (chiuso per restauri dallo scorso marzo 2016) è figlio del Civico Museo del Risorgimento e della Resistenza, nato nel 1917 e allestito dal 2004 nel mastio della Rocca di Bergamo, fortificazione boema, poi viscontea ed infine veneziana, che oltre alle polveri vi alloggiò gli artiglieri. La Rocca sorge sul colle più elevato della città dove i Romani avevano posto il loro Capitolium, il tempio dedicato alle loro tre maggiori divinità: Giove, Giunone, Minerva. Forse è sulle sue fondamenta che poggia la struttura fortificata già citata nell’XI secolo e su cui venne impostata la fortificazione trecentesca di Giovanni di Boemia, signore di Bergamo dal 1331 al 1333, ultimata dai Visconti nel 1336 e infine dai Veneziani. La struttura si sviluppa attorno ad un ampio recinto fortificato con muratura in pietra, corollato da quattro torri quadrate di rinforzo agli angoli e fornita di una torretta esterna circolare di rinforzo denominata di S. Benedetto. All’interno vi trovavano sede laboratori e magazzini per la costruzione di munizioni, la riparazione di mezzi di trasporto che di pezzi di artiglieria oltre al deposito delle polveri.

Le sezioni interne in cui si divide l’area espositiva sono molte: Bergamo e Venezia, La Repubblica bergamasca e l’Età napoleonica, Demografia e economia nel primo Ottocento, La Restaurazione, La Fiera, La vita culturale, Le insurrezioni del 1848-1849, La seta, Bergamo nel 1859, Una città che cambia, I Mille, Bergamo nell’Unità nazionale, L’istruzione, L’economia postunitaria.

 

La Torre dei Caduti
Piazza Vittorio Veneto

È stata inaugurata il 27 ottobre 1924 alla presenza di Benito Mussolini, dopo che, da torre progettata per essere dedicata alla Vittoria, venne invece intitolata ai Caduti della Grande Guerra. La Torre viene concepita all’interno del nuovo Centro Piacentiniano e presenta molte similitudini con il centro storico di Bergamo Alta, proprio come voleva il nuovo bando di progettazione per la città bassa: «Conci regolari lavorati a crespone, a imitazione dei muri perimetrali della torre di Gombito in Città alta, pietra arenaria di Bagnatica, impiegata per l’edificazione delle torri cittadine, finestrone riccamente decorato con marmi policromi e motivi ispirati alla Cappella Colleoni». Le sezioni interne in cui si divide l’area espositiva, distribuita nei vari piani della torre fino al terrazzino (da cui la vista spazia sulla città), sono due: La Fiera di Sant’Alessandro e La costruzione del Centro Piacentiniano.

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