Ex Montelungo, cominciano i lavori
Nuova vita (e veste) per la caserma

Quel muro giallastro, scrostato, con tanto di impalcature per impedire ai calcinacci ribelli di colpire auto e passanti, è una specie di ferita nel cuore della città. Uno spazio enorme, prestigioso, sprecato. Tra parco Suardi, palazzetto dello Sport, parco Marenzi e via Camozzi. Non lontano dalla Carrara. A due passi dal Sentierone. Meritava una risposta, quel quesito che si alza da vent’anni sopra la testa di chiunque passi di lì. La Giunta Gori una soluzione l’ha trovata. Di più, l’ha resa fattibile. E domani, giovedì 23 marzo, partono i lavori all’ex caserma Montelungo. Nel 2020, se tutto va come dovrebbe, ospiterà uno studentato dal respiro europeo: 300 alloggi per universitari fuori sede, oltre a 60 appartamenti per i docenti stranieri in arrivo all’ateneo bergamasco, i cosiddetti visiting professors. Non solo: l’isolato cambierà faccia perché verrà infranto quel muro netto, necessario per una caserma ma decisamente poco invitante per un’area che vuole respirare, e farsi respirare. Così si farà breccia nel muro di cinta, in modo che il campus sia collegato da passaggi ciclopedonali con quanto lo circonda.

Prima la bonifica, ora le ruspe. Il luogo è stato bonificato: via l’eternit ed effettuati i necessari carotaggi nel terreno. Ora entreranno le ruspe, e non solo, della Vitali, società che si è aggiudicata la gara d’appalto lanciata da Cassa depositi e prestiti. In due mesi verranno abbattuti cinque edifici e due tettoie all’interno del cortile: un cantiere chiuso al pubblico, con interruzione al transito pedonale su vicolo San Giovanni. Su richiesta della Commissione regionale per il Patrimonio culturale, invece, resteranno in piedi i due edifici storici che si affacciano verso il parco Suardi e sulla Torre del Galgario: saranno restaurati. L’Università, come da accordo di programma, acquisirà l’immobile della Montelungo dal Comune, che a sua volta l’ha rilevato dalla Cassa depositi e prestiti al Comune, pagandolo 3 milioni e 950 mila euro. Quindi l’ateneo farà partire l’iter per i lavori, dovendo trasformare in realtà, con 27 milioni, il progetto per la riconversione dello studio Barozzi-Veiga. La parte dell’ex caserma Colleoni, invece, resta alla Cassa Depositi e Prestiti: sarà destinata a funzioni prevalentemente di tipo residenziale e commerciale.

La particolarità del progetto Barozzi-Veiga. Gli architetti Francesco Barozzi (italiano) e Alberto Veiga (spagnolo) si sono aggiudicati il bando per un piccolo gesto architettonico che ha risolto alla radice il problema del rapporto tra il contesto urbano di riferimento e l’intervento che si dovrà realizzare. Un tocco di classe che consiste semplicemente nell’aver interrotto, in alcuni punti, l’opprimente continuità del perimetro esterno della caserma. Ci saranno delle rientranze, delle «flessioni» che avranno l’effetto di ridurre – se non eliminare – la frattura con quello che prima era il mondo esterno. Grazie a queste discontinuità caserma e città si rinsalderanno. Anzi si «ricuciranno», come ha sottolineato il sindaco Gori citando il concetto di «rammendo urbano» tanto caro a Renzo Piano. Ci saranno anche delle connessioni tra spazi interni e spazi esterni al complesso. Con addirittura un sottopasso che collegherà lo spazio a parco Suardi.

Cosa ci sarà. Oltre alle 300 residenze studentesche, e ai 60 alloggi per i docenti stranieri, la Montelungo ospiterà anche un centro sportivo universitario aperto anche alla cittadinanza e grande 3.500 metri quadrati e diversi spazi di aggregazione. Previsti infine oltre duecento posti auto, con i parcheggi che saranno a uso pubblico e che si svilupperanno su due piani interrati.

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