Facce da Mercatanti sul Sentierone

I volti

[Foto di Antonio Milesi]

Le bancarelle e i profumi

Non si potevano chiedere giornate migliori per questo weekend d’ottobre coi Mercatanti. I ritagli di sole autunnali spingono le persone fuori di casa, i profumi le attirano verso il Sentierone. Arrivando sul posto, la prima immagine che ci accoglie è un maialino arrosto, affiancato da uno che gira sullo spiedo di un chiosco bavarese: siamo subito inebriati da profumi teutonici. Di fianco continua l’estasi tutta germanica, con una montagna di wurstel che cuociono lentamente su un letto di brace, separati da una griglia sospesa. Di fronte ci sono i Coccoretti del Belgio, dei dolcetti al cocco senza farina, latte, burro o olio: ci viene da chiederci cosa ci sia dentro. Poco oltre ci fermiamo ad ammirare i coloratissimi formaggi olandesi: bianchi candidi, oppure arancioni e persino verdi (al pesto).

Torniamo prepotentemente in Italia con l’enorme bancarella siciliana chiamata Il Padrino: dolci meravigliosi che si mangiano con gli occhi, ma anche panzerotti, pizzette e fantastici arancini. Anche i prezzi però sono farciti ben bene, una signora distinta si lamenta col commerciante. Poco oltre si torna in Olanda con dei favolosi biscotti che spandono intorno il loro profumo alla cannella. L’offerta è ricca e variegata, già a mezzogiorno la gente per strada è molta. Se siete a dieta non uscite di casa, potreste prendere un chilo solo osservando il banchetto della frutta candita. Bellissimi, quasi nobili nelle loro pose, i formaggi francesi.

Diamo tregua all’acquolina ammirando delle lillipuziane piantine grasse in miniatura poco più avanti. Sembra di rivivere per un attimo le avventure di Gulliver.

L’Umbria ci accoglie con una testona di cinghiale, ma il sincretismo non conosce sosta e di fianco gli olandesi ascoltano Bob Marley: fanno delle crepes particolari, mettendo la pastella in piccoli fori semisferici. Di fronte i brasiliani grigliano alla grande: spiedi giganti, patatine, verdure. I polacchi fanno i wurstel nello stile tedesco, che di fronte va per la maggiore con brezel, birre e una valanga di carne: stinchi, arrosti e hamburger.

Anche la musica svolge un ruolo importante: il profumato banchetto pugliese si distingue per gli odori ficcanti ma anche per le canzoni tradizionali. Presi da cotanto dispiegamento di leccornie non ci eravamo accorti che la prima ala della fiera è quasi finita: chiudono questa parte le nostrane caldarroste e una sfilza di souvenir britannici, con annessa musica pop rock d’oltremanica.

Visivamente e olfattivamente già quasi saturi, ci rendiamo conto che la carrellata sul Sentierone è doppia. Svoltiamo a sinistra e imbocchiamo la corsia parallela. Qui predomina l’artigianato, ma i cibi richiamano l’attenzione coi loro profumi impossibili da ignorare. Meritano però attenzione anche le creazioni artistiche siciliane, vasi, ciotole e centri tavola colorati ed arabescati.

I visitatori sono assai diversificati: anziani che aspettavano l’occasione per comprarsi un bel pezzo di quel formaggio saporito, padri che fanno felici le figlie con un bel dolcetto, fidanzatini che si amano ma amano altrettanto un bel piattone di carne fumante; e poi numerosi studenti con tanto di cartella, si spera universitari in pausa, ma è probabile che molte lezioni siano state disertate oggi. Una ragazzina saluta imbarazzata la sua insegnante: «Salve Profe». I cagnolini bramano un assaggino.

Verso la fine di questo braccio si trovano due begli esempi di artigianato: uno dedicato interamente al legno con oggetti di tutti i tipi e di fronte quello originalissimo di metalidea.it: piccoli pezzi di metallo (in parte riciclato) che compongono statuine e modellini  vari, dalle auto d’epoca alle monoposto di Formula 1. Un ragazzino tira la manica del padre che però non pare molto dell’idea.

Attraversiamo Viale Roma e ci tuffiamo nella seconda metà della Fiera. Per i rocker c’è della birra ceca tradizionale con musica degli Iron Maiden, mentre di fronte si fermano i bevitori più coriacei: ci sono le Distillerie Trentine con grappe e bombardini vari. Premio estetico allo stand bavarese poco prima di Palazzo Frizzoni, tutto in legno. La Croccanteria Bergamasca si posiziona di fronte ai salumi tipici calabresi, i formaggi bresciani sono dirimpettai dei vini d’Asti. Lo strudel dell’Alto Adige affianca i taralli salentini: è un tour gastronomico incessante. E poi ancora: porchette perugine e toscane, torrone sardo, aceto balsamico ovviamente di Modena. E che dire dei dolci di Legnano, o dei formaggi di Cremona che sembrano marmo inciso? Tra i più apprezzati sicuramente lo stand della paella valenciana e l’affollatissimo Schakaleski, che ha un piccolo capannone per accogliere i clienti trangugianti wurstel e cipolle. Code lunghissime anche per la pita greca. I profumi si intrecciano in un trionfo culturale che dà spazio a ognuno, ma celebra in fin dei conti la ricchezza della cucina europea nel suo complesso: davvero estasiante.

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