I film all’aperto nell’incanto della Conca d’Oro

Ma che bella novità quest’anno a Bergamo! Il cinema all’aperto non è più solamente il famoso “Esterno Notte” in via Tasso, nel cortile della Biblioteca Caversazzi, dove tutti noi, almeno una volta, abbiamo assistito alle proiezioni, ma anche nel quartiere di Santa Lucia, nel complesso del polo scolastico Imiberg. Una location forse un pochino più decentrata, ma molto comoda, sia perché facile da raggiungere appena al di là della galleria, sia per la presenza di parcheggi nelle strade intorno. E in uno scenario impagabile: l’incanto dello squarcio della Conca d’Oro. L’hanno chiamata Arena Santa Lucia e tutte le sere, fino al 25 agosto, i migliori titoli della stagione e alcune prime visioni vengono proposti dal S.A.S, (servizio di assistenza sale cinematografiche), lo stesso che gestisce il Cinema Conca Verde a Longuelo e il Cinema del Borgo in borgo Palazzo. Per molti sarà anche l’occasione di scoprire un luogo meraviglioso e poco conosciuto della città, l’ex orfanotrofio, ora trasformato in una moderna scuola che accoglie oltre settecento studenti. All’ingresso c’è un meraviglioso chiostro e ad accogliervi una grande scritta: «Pietas ad omnia utilis est» (la pietas – lo sguardo di Cristo sulla vita – è vantaggiosa per tutti). In alto domina la statua di San Gerolamo Emiliani, l’ex soldato, apostolo degli orfani di tutto il Nord Italia. E da lui che prende il via la storia di questo affascinante luogo.

 

 

Quando infatti a Bergamo si parla di orfanatrofi, subito la mente rimanda a Girolamo Emiliani (Venezia, 1486 – Vercurago 1537), a cui è legata l’attività dei padri Somaschi. I Somaschi erano attivi in città con intenti di natura educativo-assistenziale nel convento di San Leonardo (sconsacrato, oggi resta la chiesa), nel monastero di San Benedetto, nella chiesa di San Martino (sconsacrata, restano i locali in Via Masone), in San Michele al Pozzo Bianco e in San Giuseppe alla Fara. Ed è proprio la presenza dei padri Giuseppini del Murialdo che nel tempo porta alla fondazione degli Istituti Educativi (con sede, tuttora, in Passaggio Canonici Lateranensi, all’interno del chiostro di Santo Spirito che ospitò fino al 1919, neanche a dirlo, un orfanotrofio), denominazione che a partire dal 1971 assunse il Consiglio degli Orfanotrofi, attivo sin dal 1864 nella gestione unica delle principali istituzioni di assistenza e di beneficenza della città.

 

 

L’istituzione venne fondata dal futuro santo veneziano nel 1533, mentre i padri giunsero in città molti secoli dopo, nel 1902, quando il conte Stanislao Medolago, allora Presidente dell’Orfanotrofio Maschile, gli affidò la costituzione di una colonia agricola nei terreni donati dalla contessa Woyna Piazzoni a Castel Cerreto nella bassa bergamasca. Un solo anno più tardi giunsero gli orfani, affidati alle cure di don Camillo Panizzardi, arrivato da Torino e sostenuto e coadiuvato da un chierico, due fratelli coadiutori agronomi e dalle suore di Maria Bambina della Beata Capitanio. I padri organizzarono una Scuola Agraria «che si distinse per la moderna attuazione delle tecniche di coltivazione dei terreni e per gli innovativi impianti frutticoli», dividendo i ragazzi a seconda dell’età in “coloni” (impegnati nella scuola di agricoltura e nella pratica agricola) e in “scolari” (a cui venne offerta un’istruzione di base, seguita da un’offerta didattica che includeva anche attività artistiche e ricreative, tra cui scuola di danza, banda musicale, attività teatrale, squadra di ginnastica). Gli ottimi risultati ottenuti, visibili e tangibili con mano, fecero sì che ai padri venisse affidata anche la direzione dell’Istituto di Bergamo in Via Torquato Tasso, per l’appunto l’attuale sede degli Istituti Educativi, in cui si applicarono le stesse discipline e si praticarono le stesse attività, oltre agli stessi principi iniziali: «Dare anima e corpo ai giovani; renderli protagonisti in una famiglia; garantire spazi di gioco e divertimento; trasmettere il gusto del bello, l’amore per la natura, alla società; promuovere la serietà nel lavoro, il senso di responsabilità, lo spirito di iniziativa».

 

 

La situazione mutò però nel 1914, quando l’inadeguatezza della struttura presso il Convento di Santo Spirito portò a ottenere in dono dalla famiglia Carminati di Bergamo un terreno tra le attuali vie Santa Lucia, Statuto e Riva Villasanta: era il 26 luglio 1914 quando venne benedetta la prima pietra della nuova costruzione, ultimata nel 1916 e purtroppo requisita già nel 1917 per destinarla ad ospedale militare dall’esercito italiano fino al 1919, dopo la fine della Grande Guerra. Alla riapertura, i laboratori furono vari: tipografia, sartoria (1922), calzoleria (1923), falegnameria (1928), fabbri-ferrai (1929), floricoltura e orticoltura (1930), insieme a tutte le altre attività ricreative e ludiche viste sopra (evidente l’affinità con le Istituzioni ottocentesche di don Botta in Via Sant’Alessandro). Il tutto assunse mano a mano una conformazione sempre più professionale (il cosiddetto Avviamento Professionale), fino ad unificarsi con la Scuola Media Cattaneo per costituire la futura Scuola Media Santa Lucia. Ai ragazzi si aggiunsero progressivamente anche le ragazze e la scuola restò attiva fino agli anni Novanta.

Nel 1996, «seguendo l’orientamento di tante altre case della Congregazione», gli Istituti Educativi accettarono la proposta di avviare l’attività di Formazione Professionale come E.N.Gi.M. (Ente Nazionale Giuseppini del Murialdo), con l’obiettivo dichiarato dal quotidiano locale di «riscoprire l’artigianato per dare una risposta alla domanda di lavoro». I primi corsi, infatti, vennero rivolti ai giovani disoccupati grazie al finanziamento del Fondo Sociale Europeo, a cui era acclusa anche un’indennità oraria. Seguirono i corsi per apprendisti nei settori elettrico, meccanico e amministrativo/commerciale, dal 2000 l’esordio nella Istruzione e Formazione Tecnica Superiore con il corso “Tecnico esperto di recupero edilizia storica e consolidamento edifici ammalorati e danneggiati”, dal 2001 il progetto oggi antesignano “Integrazione Possibile” per l’orientamento e l’inserimento di cittadini extracomunitari e molti altri a seguire, fino alla chiusura della sede di Bergamo e il trasferimento dei padri Giuseppini a Valbrembo dove ora gestiscono la scuola media San Giuseppe.

 

 

Nello stabile di Via Santa Lucia si è trasferita, dal 2002, la Fondazione Maddalena di Canossa, che era subentrata alla Congregazione delle figlie della Carità (Suore Canossiane) nella gestione dell’Istituto Maria Immacolata, che comprendeva la scuola secondaria di primo grado (all’epoca “scuola media”) e l’istituto tecnico economico (all’epoca “ragioneria”) con sede in via San Tomaso, poco oltre l’Oratorio di San Lupo. Contestualmente la Fondazione aprì la scuola primaria (all’epoca “scuola elementare”), a cui si aggiungeranno, nella nuova sede di via Santa Lucia 14, la scuola dell’infanzia, il liceo scientifico, il liceo delle scienze applicate e il liceo sportivo. Palestra e impianti sportivi risalgono al 2011.

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