Gelato artigianale, Bergamo al top
«Soltanto la Romagna ci batte»

La storia del gelato ha origini molto antiche e non bene identificabili, anche se, tradizionalmente, viene riconosciuta a questo alimento un’origine italiana. Le prime notizie certe di gelatiere di professione infatti, fanno riferimento all’attività di un cuoco siciliano, Francesco Procopio Cutò, che in Francia fondò nel 1686 il Cafè Le Procope, trasformando il gelato in un prodotto di successo apprezzato da tutti.

La giornata europea. Per onorare e promuovere questo prodotto il Parlamento Europeo ha istituito ufficialmente la Giornata Europea del Gelato Artigianale, che dal 2013 si festeggia ogni anno il 24 marzo. Tra le motivazioni che hanno portato l’istituzione europea a promuovere questa iniziativa, una in particolare sottolinea come «tra i prodotto lattiero-caseari freschi, il gelato artigianale rappresenta l’eccellenza in termini di qualità e sicurezza che valorizza i prodotti agro-alimentari di ogni singolo stato membro».

 

Embed from Getty Images

 

I gelatieri bergamaschi. Per capire meglio di cosa si tratta e perché questo prodotto merita di essere tutelato abbiamo intervistato il presidente del Gruppo Gelatieri Bergamaschi presso Ascom, Massimo Bosio, che ha spiegato come dietro a questo alimento così popolare si muova un segmento di cultura e di economia non indifferente. «Il mondo del gelato – spiega – è variegato e ha una storia importante a Bergamo, sia dal punto di vista degli artigiani del gelato sia come comparto produttivo di tutto ciò gravita attorno: macchinari, prodotti, elementi refrigeranti e arredi speciali. Di fatto rappresentiamo la seconda filiera e livello nazionale (si potrebbe anche dire a livello mondiale, dato il primato italiano) come produttività, subito dopo l’Emilia-Romagna. Nella nostra provincia si contano circa 200 gelaterie su tutto il territorio, considerando anche quelle che svolgono prevalentemente servizio d’asporto, le gelaterie con servizio al tavolo, e pasticcerie ampliate con con gelaterie».

 

Embed from Getty Images

 

Tutto l’anno. Un importante incremento dettato dal fatto che questo alimento, che nasce stagionale, ha trasformato la sua immagine fino a diventare disponibile e consumato durante tutto l’arco dell’anno. «Tradizionalmente la primavera rappresentava il periodo dell’anno in cui ripartivano questo tipo di esercizi, dopo la lunga pausa invernale (ecco perché la data scelta per festeggiare la Giornata è il 24 marzo) – aggiunge Bosio –. Lo sforzo che tutto il comparto ha fatto nel caos degli anni, e continua a fare, è valorizzare il gelato non solo come momento ludico o di gratificazione ma anche come alimento in sé, essendo in termini nutrizionali, un cibo equilibrato valido sia per i bambini sia per le persone anziane, oltre, ma questo già si sa ad essere veramente appetitoso». Basta guardare al Nord Europa, dove paradossalmente, il consumo è molto più elevato rispetto all’Italia e dove è inserito quasi quotidianamente nel menù

Migliora la qualità. «Inoltre – sottolinea con entusiasmo Bosio – il gelato non è esente dalla competizione di mercato, e come in tutti gli altri settori continua a progredire in termini qualitativi. Oggi, il gelatiere artigianale è molto attento a questo aspetto di competizione che non si trasforma in una gara alla riduzione dei costi ma, al contrario in una scrupolosa e attenta ricerca dell’ingrediente migliore. Possiamo fare un esempio semplice ma molto efficace: tanti…»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 14-15 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 29 marzo. In versione digitale, qui.

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.