Genealogia dei Bigatti di Caravaggio
Parrucchieri da quasi due secoli

 

Per risalire alle origini bisogna andare indietro di quasi due secoli e tornare attorno al 1830, quando Filippo “Felèp” Bigatti decise di aprire un negozio di barbiere (una volta spesso anche sarto) nel centro storico di Caravaggio. Da allora, se si giunge a Caravaggio e si fa il nome Bigatti, subito l’associazione a forbici, capelli e ditorni è automatica. Perché, ormai da quattro generazioni, il cognome di questa famiglia è sinonimo di artigianalità del capello, tanto da diffondersi non solo tra le vie di Caravaggio, ma anche in qualche comune limitrofo, in una sorta di buona colonizzazione del territorio.

Dopo il capostipite Filippo, ci fu il figlio Francesco, padre del successore Giuseppe, che nel 1916 aprì il proprio negozio in piazza Garibaldi. E poi ci fu Franco (classe 1931), che continuò sì la tradizione, ma dando una svolta all’attività, aprendo, nel 1955, un negozio di parrucchiere per signore, gestito con la moglie Odilla. Cresciuto tra rasoi e forbici, va da sé che il primogenito, Gino, intraprendesse la stessa carriera, esternando fin da subito un talento innato e un estro brillante, che ha trasformato il classico negozio da parrucchiere in una vera e propria impresa aziendale. Partito con un piccolo negozio, il Centro Benessere Gino Bigatti si è trasformato in un concept store  e in un luogo di culto della bellezza, dove la protagonista è la donna in ogni sua sfumatura.

 

Negozio Cologno_Photo_SaraBianchi

Come per ogni attività, anche questa ha dovuto modernizzarsi, e, per poter crescere, stare al passo con i tempi, sia con la ricerca di prodotti sempre più all’avanguardia, sia con il continuo aggiornamento su tendenze e mode: con il benessere economico la donna non vuole solo tagliarsi i capelli, ma vuole la piega giusta per la propria persona, chiede l’utilizzo di prodotti naturali, il consiglio migliore per poter(si) piacere. Non chiamatelo quindi solo parrucchiere: Gino è un imprenditore con forbici nella mano destra e lo smartphone nella sinistra e tanta, tanta creatività. Sempre alla ricerca di nuove sfide, in un momento che parla solo di crisi, di aziende che chiudono, di persone che perdono il posto di lavoro, Gino va ancora una volta controcorrente e azzarda: apre un negozio a Cologno Al Serio prima e nella difficile Treviglio poi, dimostrando che, in fondo la crisi è per chi si ferma.

E, se buon sangue non mente, beh, l’ultimo dei quattro fratelli Bigatti non poteva che seguire le orme del fratello maggiore, e del papà prima e del nonno e bisnonno prima ancora… Così nella piccola Vailate (già quindi in provincia di Cremona) lo possiamo trovare nel suo negozio. In realtà Filippo disegnava macchinari per fare caramelle a Martinengo e andava a dare una mano al fratello il sabato. Ma la passione ha avuto la meglio e nel 1997 ha aperto il proprio negozio.

Quando il mestiere si tramanda di padre in figlio, la tradizione della famiglia, ormai diventata merce rara, resta se vogliamo anche patrimonio del territorio, parte della sua storia e tratto distintivo di un paese, tanto che a Caravaggio giungono clienti da tutta la Lombardia e non solo, visto che si contano signore affezionate da Londra, Los Angeles, Parigi. Un Filippo Bigatti fu il primo nel 1800, un Filippo risulta essere l’ultimo. Per ora, perché non è detto che gli eredi, Rachele figlia di Gino e Lorenzo e Marco figli di Filippo, decidano un giorno di prendere in mano le forbici e continuare la tradizione di famiglia.