Su Google, Bergamo batte Brescia
E i numeri ci spiegano il perché

Foto in copertina di Isabella Vassallo

 

Nel vasto oceano di Internet nuotano i nomi di migliaia di città, miliardi di uomini. Nel 2008 i contenuti digitali con la parola Bergamo nella rete di Internet erano duemila al mese, nemmeno pochi. Ma nel 2017 quel numero è salito a ben 130 mila! Una crescita enorme, che certamente è legata alla diffusione di Internet e, in particolare, dei social, ma che rispecchia anche la crescita della nostra città in fatto di importanza, da ogni punto di vista. Lo conferma il fatto che, solamente su Google, la parola Bergamo abbia superato la parola Brescia (e tutte le altre città lombarde, a eccezione di Milano) negli ultimi due anni. È una crescita importante, che ha un significato profondo. È interessante notare che il picco di riferimenti a Bergamo in Google si sia avuto nel settembre del 2016 e del 2017, cioè in prossimità del mese clou del festival dedicato a Gaetano Donizetti. Esiste un intreccio tra visibilità della città e cultura, un intreccio che comprende anche turismo ed economia. Sono voci strettamente legate. La conferma arriva dai dati che il Comune di Bergamo ha inserito nel sito bergamoinchiaro.it, una piccola miniera di conoscenze, a tratti sorprendente, sulla nostra città.

 

 

E, d’altro canto, anche gli indicatori economici della città appaiono positivi. Ce li spiega di nuovo bergamoinchiaro.it. Il reddito medio dei bergamaschi è aumentato del dieci per cento fra il 2014 e il 2017. Ma non soltanto. All’inzio del 2016 gli occupati erano oltre cinquantottomila (58.183, per la precisione); sono diventati 60.529 nel 2017. Il dato è ormai vecchio di due anni, ma diversi elementi indicano che l’andamento è confermato e che all’inizio del 2019 il numero di occupati è ancora cresciuto. Effetto aeroporto, prima di tutto, con i suoi ormai tredici milioni di passeggeri. E, quindi, anche effetto turismo. Un altro dato importante, l’incremento degli ospiti: il numero di turisti – in città – negli ultimi dieci anni è cresciuto del settantuno per cento! È passato da 215 mila ospiti nel 2007 ai 367 mila del 2017. E continuiamo a crescere. Altro dato sorprendente: in città sono aumentate le attività commerciali, nonostante la crisi dei negozi al dettaglio. Secondo i dati del Comune di Bergamo, le attività erano 6.127 nel 2014 mentre oggi sono 6.427. Effetto aeroporto, effetto turismo, ma anche effetto università. E magari anche nuovo ospedale Papa Giovanni. Alcuni dati li potevamo immaginare, altri sorprendono davvero. Per esempio quello che riguarda la cultura. Esiste un legame tra turismo, cultura ed economia. È evidente che Bergamo attira turisti perché si tratta di una città d’arte. Dalla città d’arte alla città di cultura, il passo dovrebbe essere breve.

 

 

Diamo un’occhiata ai numeri. Risulta che a Bergamo 1.377 persone lavorano direttamente nel campo della cultura fra teatro, musica, cinema, biblioteche, musei, fondazioni. Non pochi. Le imprese che sono impegnate nell’ambito culturale sono ben 281. Bergamo ha offerto nel corso del 2018 la bellezza di oltre seimila spettacoli. La media è di sessantaquattro spettacoli ogni mille abitanti mentre la media nazionale si abbassa a cinquantotto spettacoli. I cittadini di Bergamo hanno speso per la cultura, durante il 2018, 137,6 euro a testa: il trenta per cento è andato ai libri, il dieci per cento al cinema e il venti per cento al teatro. La stagione di prosa del Donizetti, nonostante il trasferimento perché il teatro cittadino è inagibile, ha toccato il novantadue per cento di riempimento dei posti. Benissimo anche la stagione lirica con il Festival Donizetti Opera; tanti gli spettatori, incremento degli spettacoli, l’attenzione di ben novantadue testate giornalistiche. Ma, soprattutto, la presenza di stranieri: ben il cinquantasei per cento degli spettatori viene da fuori Italia, in prevalenza da Paesi europei, ma anche da Giappone, Israele, Stati Uniti. Sono dati che fanno riflettere. Come fa pensare che, a fronte delle 1.377 persone che lavorano direttamente in campi culturali, ce ne siano altre 3.359 che hanno un lavoro grazie comunque al settore cultura. Sono per esempio gli addetti alle luci, gli addetti ai suoni, i falegnami, gli elettricisti, i tecnici, ma anche gli addetti alle pulizie, del settore ristorazione e via dicendo. Alla fine, gli esperti dicono che per ogni euro speso in cultura si genera un valore ulteriore di 1,8 euro: per l’economia della città, complessivamente, si tratta di una somma di 161 milioni di euro. Non sono esattamente briciole. Bergamo naviga e sembra andare lontano, nell’oceano di Google che rappresenta il mondo. Quelle 130 mila “Bergamo” digitate ogni mese in Internet, non rappresentano un caso.

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