Le foto della festa del cioccolato
per mangiarlo anche con gli occhi

Souvenir di Bergamo? Un pezzetto di cioccolato, magari con il profilo della città. O una scaglietta presa da un blocco formato maxi, la tavoletta record lunga 25 metri. Ci farà merenda, pare, anche il sindaco Gori con i suoi cittadini. Sì, perché è iniziata la quattro giorni sul Sentierone dedicata a Sua Maestà il re dei dolci, che animerà il centro fino a lunedì 2 febbraio. Protagonisti i bravi maestri pasticceri artigiani del Capab, che ogni volta che scendono in piazza offrono i loro prodotti e la loro arte  per chi è meno fortunato. Stavolta consegneranno il ricavato ad Africa 3000.

Una ventina gli stand degli artigiani, a rappresentare le regioni del Belpaese; produttori, prima ancora che commercianti. Passeggiarci in mezzo significa cedere all’allegria e alla gola, mentre ogni forma del cacao ammicca dagli stand: dalla bevanda degli Dei alla frutta candita e bagnata nel nero più buono che c’è, dalle creme ai mille gusti ma senza zucchero di un veronese alle forme degli attrezzi contadini, esposti da un artigiano di Cornuda, nel trevigiano.

L’evento coinvolge anche i negozi, con percorsi del gusto in Borgo Santa Caterina, Borgo Palazzo e Città Alta. Fino alla Notte Nera, organizzata per sabato sera, con gli stand che saranno aperti fino alle 23. E per domenica, saracinesche alzate per le attività commerciali del cuore cittadino, musica (un concerto d’arpa in Galleria Santa Marta, brani celtico irlandesi in piazzetta Santo Spirito) e artisti di strada (in piazza Pontida e in Piazza San Bartolomeo). Per il programma dettagliato, qui.

 

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Come nasce il cioccolato (e non confondetelo con…). Della dolcezza di questa affascinante sostanza racconteremo forse un’altra volta. Intanto basti sapere che il cioccolato è il seme di una pianta, tostato per la prima volta dagli inglesi, e poi pressato e separato in cacao e burro di cacao: riassemblati dalla sapiente maestria dei pasticceri, in varie percentuali e aggiunte a piacere, diventano il cioccolato. E guai a chiamarlo cioccolata, «che è quella che si beve» ricorda il presidente Capab, Claudio Giosuè Berbenni, impegnato coi suoi colleghi nella tensostruttura allestita in piazza Matteotti ad accogliere fra tavoli rivestiti di tovaglie dorate ospiti e bambini. La “fabbrica del cioccolato di città” diventa allora un’occasione didattica che venerdì e sabato ospiterà prima quattro e poi altre due classi di bimbi delle elementari.

È una vera e propria arte. Si vede subito, passeggiando tra una bancarella e l’altra, che dietro al buono ci stanno l’arte e la qualità. Mani esperte hanno scolpito nel cioccolato tanti pezzetti di Bergamo Alta che, assemblati, costituiscono una scultura 40 per 40, alta un metro, in un tipo di cioccolato, il “granito”,  che ricorda il marmo orobico. «Domenica la rompiamo e la distribuiamo a pezzi», dice Berbenni.

Ma anche sabato mattina si potrà vedere un artista direttamente al lavoro: altro blocco di cioccolato, 40 per 40, 20 chili di peso, che verrà invece trasformato in diretta da uno scultore vero, chiamato dall’Associazione degli ambulanti della Confesercenti, organizzatrice di questa terza edizione della manifestazione. Che, si scopre chiacchierando con qualche appassionato produttore artigiano, ha visto uno di loro, il veronese Stringhetto, chiamare a raccolta dalle fiere di settore i migliori amici appassionati di questo dolce. Non solo venditori, quindi.  «Qui siamo tutti artigiani» spiega Antonio Marino, cioccolatiere di famiglia, lui in giro per l’Italia e i genitori ed il fratello in negozio a Torino, altra patria di questa nobile sostanza (la città piemontese, ricordiamo, da una decina d’anni ospita Cioccolatò, che si è svolta da poco. Una fiera figlia della prima manifestazione Italiana del genere, l’Eurochocolat di Perugia).