I Piccoli Musici di Casazza
In coro si impara la vita

Dopo la splendida partecipazione a Italia's Got Talent, le celebrazioni per i trent'anni del coro diretto dal maestro Mora sono cominciati già ad aprile, ma stasera inizia la grande festa, con la Filarmonica del Festival Pianistico Internazionale di Bergamo e Brescia diretta da Pier Carlo Orizio, che si esibirà, naturalmente, con i Piccoli Musici, su brani di Haydn, Mozart, Fauré, Rutter. Il concerto è alle 21 nella chiesa parrocchiale, a ingresso gratuito. Seguiranno domenica l'esibizione di fine anno e altri appuntamenti per tutta l'estate.

 

Il coro dei Piccoli Musici di Casazza è una realtà che tutti i bergamaschi, nel tempo, hanno imparato ad apprezzare e a riconoscere come motivo di vanto per la terra orobica. Ma chi sono, come nascono e com’è possibile che la loro voce sia arrivata a conquistare palchi prestigiosi, dal Vaticano all’Onu, e televisioni internazionali?

La scuola, una storia di musica e dedizione. I Piccoli Musici nascono nel 1986 per iniziativa del maestro Mario Mora che, dopo alcune esperienze in qualità di esperto di educazione musicale nella scuola elementare, con la moglie decide di dare nuova forma a questo insegnamento, nella consapevolezza che, per molti ragazzi della Val Cavallina, era impossibile avvicinarsi alla musica, dato l’ostacolo della lontananza da Bergamo e dalle altre città.
Per l’apertura della scuola vengono arruolati cinque maestri: già dal primo anno gli iscritti sono ottanta. Oggi, gli allievi sono 240, gli insegnanti più che quadruplicati (22) e ci si dedica alla musica a trecentosessanta gradi, realtà strumentale compresa. Il Maestro Mora è ancora direttore artistico della scuola e direttore del coro I Piccoli Musici, mentre a guidare l’orchestra strumentale c’è il Maestro Ugo Gelmi.

Naturalmente, la prima impronta è quella che ancora resta molto forte: è soprattutto la realtà corale ad essersi sviluppata con successo, strutturandosi su diversi livelli. Due sono i cori preparatori, il primo riservato a una ventina di bambini di 6 anni, l’altro che raccoglie circa 30 ragazzi fra i 7 e i 10 anni. Poi c’è la formazione da concerto, con 40 elementi che rappresentano i più meritevoli fra coloro che hanno iniziato il percorso della durata di circa 4 anni. Accanto, il coro delle voci bianche composto prevalentemente da bambine e ragazze sotto i 16 anni. Da un paio d’anni a questa parte esiste anche il coro delle mamme dei piccoli musici, un piccolo esperimento che raccoglie tutti colori che sono vicini alla realtà della scuola.

La svolta e il successo internazionale. Per capire l’importanza di questo ensemble musicale occorre fare un salto indietro di qualche anno, nel momento in cui due avvenimenti importantissimi hanno cambiato la storia della scuola. Il primo in ordine cronologico e di importanza è la vittoria del Concorso Internazionale di Arezzo. Con  il premio alle voci bianche quello dei Piccoli Musici venne nominato il miglior coro italiano e la critica musicale lo definì «splendido esempio di raffinata musicalità italiana». Per capire perché questa vittoria è così importante occorre sapere che da 25 anni il premio non andava ad un’istituzione italiana e che la realtà coristica del nostro Paese, in generale, è considerata più debole rispetto ai cori internazionali, composti da ensemble numericamente più dotati e da strutture maggiori.

Pochi mesi dopo, sempre nel ’95 arriva un’altra straordinaria emozione: l’incontro con Giovanni Paolo II e il primo dei concerti di Natale in Vaticano trasmesso dalla Rai in mondovisione. Da quel momento le manifestazioni prestigiose e i riconoscimenti aumentano e i Piccoli Musici sono chiamati a cantare a Ginevra per L’Onu e il decimo anniversario della Convenzione sui diritti dei fanciulli, a Milano davanti al Presidente della Repubblica Napolitano per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, e per tre anni in occasione del concerto di Natale nella Basilica di Assisi. Negli anni il coro ha preso parte a numerosi allestimenti teatrali  e si è esibito durante importanti festival internazionali in Francia, Svizzera e Spagna.

 

 

I motivi del successo e l’importanza delle famiglie. Uno dei motivi del successo di questa realtà musicale risiede nella precisa strutturazione della scuola, che ha regole uguali per tutti e una disciplina rigorosa, perché la predisposizione artistica e il talento non sono tutto, nella musica.
Uno dei concetti chiave ribaditi dal Maestro Mora in più occasioni è che l’aspetto umano deve andare di pari passo all’aspetto artistico. Il coro è un gruppo che pretende rispetto e impegno, perché per creare un momento formativo importante e valido è necessario che tutti i cantanti imparino ad ascoltarsi, a cantare e tacere insieme, a respirare insieme, raggiungendo un’intesa profonda. Non si tratta di rigidità ma di creare quella profonda attenzione per l’altro che la musica richiede, per fare di tante voci un unico suono.

Questa è la missione della scuola, portata avanti dal corpo insegnanti e accettata con dedizione in primis dalle famiglie. Un altro merito dei Piccoli Musici, infatti, è quello di riuscire a dimostrare che la scuola è un progetto serio, continuo, con delle prospettive. È un percorso capace di lasciare ricordi indelebili nei ragazzi, aiutandoli a crescere attraverso la musica. Negli anni le famiglie hanno colto il senso profondo di questo progetto, dandogli fiducia e agevolandolo in mille modi, spostando ferie e appuntamenti per garantire la presenza alle lezioni e alle vacanze studio. Ora la scuola accoglie ragazzi da 30 comuni diversi, alcuni dei quali vengono anche da zone distanti per fare lezione 2 o 3 volte la settimana e la miglior pubblicità è ancora il passaparola dei genitori e degli ex alunni che in vari modi rimangono vicini alla scuola e al suo direttore.

Il maestro Mario Mora e i suoi modelli. La costanza che richiede ai suoi cantanti, il maestro Mario Mora l’ha messa in atto in prima persona quando, cercando di definire come avrebbe dovuto essere la sua scuola, ha osservato i migliori.  Mario Mora ha studiato pianoforte e organo presso l’Accademia S. Cecilia di Bergamo e per anni ha ricoperto il ruolo di organista del coro parrocchiale di Casazza.  Gli stessi anni in cui nasceva la sua passione per la musica corale. Dovendo strutturare la sua scuola, con molto pragmatismo, decise di prendere a riferimento il maestro Nicola Conci, direttore dei Minipolifonici di Trento e delle Voci bianche del Teatro alla Scala. Ogni settimana andava a Milano per seguire le sue lezioni e imparare le tecniche e la dedizione che hanno reso grande la realtà dei Piccoli Musici. Ad alimentarsi, col tempo, è stata anche la passione per il coro e per i suoi allievi tanto che è lui stesso, con tono fermo e pacato, a dire: «Il mio primo ricordo indelebile di questi anni sono i ragazzi cresciuti nella scuola e la soddisfazione nel vedere che continuano ad avere la stessa passione per la musica e il canto. L’aspetto umano è importante e non mi interesserebbe vincere un concorso sapendo che uno dei  mie ragazzi attraversa una situazione difficile o pericolosa». Nel 2001 il maestro Mora è stato nominato da Papa Giovanni Paolo II “Cavaliere dell’ordine di San Silvestro Papa” per l’attività educativa e musicale svolta in favore dei ragazzi, mentre nel 2008 la Fondazione Guido d’Arezzo gli ha conferito il premio alla carriera “Guidoneum Award”.

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