«Giocare duro ed essere leale»

I Lions, la leggenda bergamasca del football americano

I Lions, la leggenda bergamasca del football americano
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Ospedale Papa Giovanni XXIII, domenica 7 settembre, tre del pomeriggio. L’iniziativa A merenda con lo sport, organizzata dall’Associazione Amici della Pediatria Onlus, ha accolto genitori e bambini provenienti da tutta la provincia. Il personale sanitario è stato a disposizione degli adulti, per dare indicazioni sull’importanza dell’attività sportiva e di una corretta alimentazione. Una schiera di atleti bergamaschi (dal pattinaggio alle arti marziali), intanto, ha condiviso con i più piccoli l’amore e le basi della propria disciplina.

Tra questi c’era anche un gruppo di giocatori dei Lions Bergamo, degni rappresentanti di quello sport che gli italiani – di solito – conoscono soltanto per film indimenticabili come L’altra sporca ultima meta o Ogni maledetta domenica: il Football Americano. Ma chi – e quanti - sono questi atleti in terra bergamasca? Qual è la loro storia? E in cosa credono?

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[Foto per gentile concessione di Alexa Teani]

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[Foto per gentile concessione di Alexa Teani]

La società e le iniziative. La società, sotto la presidenza dello storico ex-capitano Federico Pasqualino, quest’anno conta 143 iscritti di cui solo tre non bergamaschi, divisi in quattro categorie: Flag football per i più piccoli, la squadra giovanile Under 19, la Prima squadra e gli Oldies, veterani del football che portano avanti la loro passione. Gli allenamenti per il prossimo campionato sono iniziati gli ultimi giorni di agosto e i giocatori sono pronti a riprendere il proprio ruolo in difesa o in attacco, come Quarterback, Running back o uomo di linea.

In campo, ma anche al di fuori. Nell’ultimo anno infatti la squadra ha realizzato e preso parte a numerose iniziative. Alla V edizione della Nascondino World Championship tenutasi il 30 agosto a Brembate di Sopra, i leoni del football erano quelli da cui scappare. Ma non solo sport. In collaborazione con Le cose cambiano (progetto promosso, tra gli altri, dal Corriere della Sera e da La Repubblica), l’intera squadra è stata protagonista di un video ironico e provocatorio, dichiaratamente schierato contro l’omofobia. E hanno partecipato, in qualità di star, al videoclip della canzone Offense defense del rapper AP2P.

 

 

I prossimi obiettivi sul campo. Negli ultimi anni, non si annoverano particolari successi per la squadra di Bergamo, ma per il campionato 2014-2015, l’head coach (allenatore capo) Aristide Marossi ha obiettivi precisi: «L’obiettivo è restare in IFL (campionato di serie A, ndr), rendere difficile la vita a chi viene a Bergamo. I nostri avversari devono sapere che per batterci devono giocare meglio di noi, i Lions non regaleranno nulla».

Un po’ di gloriosa storia. I Lions Bergamo nascono nel 1983 da un gruppo di appassionati e approdano in serie A già a partire dall’anno successivo. Dopo un periodo di crescita sul campo, la squadra inizia a mantenersi sempre tra le prime posizioni del campionato, fino a giungere nel 1993 alla conquista del primo scudetto.

Ma è nel 1998 che i Lions danno il via a una serie di vittorie che li porterà a ottenere il titolo di Campioni d’Italia per dieci anni consecutivi e permetterà loro di stabilire il record europeo di partite vinte consecutivamente in un campionato nazionale. Tra il 1998 e il 2006, saranno imbattuti per un totale di 73 incontri, record che tutt’oggi non è ancora stato superato da nessuna squadra europea.

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La filosofia del football. Il football americano non è solo uno sport, ma anche una filosofia di vita, fatta di ideali condivisi per cui lottare insieme. «Prometto di dare tutto me stesso, di onorare la maglia e gli avversari, di giocare duro ed essere leale, ma soprattutto prometto di essere un leone», dichiarano i ragazzi della palla ovale nel video intitolato – appunto – Lions promise. Qualcosa di più di un impegno agonistico.

Le regole del gioco. Si gioca 11 contro 11, con una squadra in attacco e una in difesa. Una partita è divisa in quattro quarti da 12 minuti ciascuno (15 negli Usa). Prima di ogni azione, sia l’attacco che la difesa si riuniscono in huddle (raggruppamento) e il capitano indica il tipo di schema da adottare.

Si inizia con un calcio (kick off) effettuato dalla linea delle proprie 35 yards. La squadra che riceve deve avere una linea di cinque uomini disposta tra le proprie 45 e 50 yards. I compagni del giocatore che effettua il calcio devono essere in posizione di partenza arretrata rispetto al pallone, che deve percorrere almeno 10 yards. Questa misura è segnalata a bordo campo da una catena (chain) con due pali indicatori all’estremità. A questo scopo il quarterback può lanciare la palla in avanti ad un ricevitore o cederla ad un corridore, il quale penetra di forza in un varco aperto nella difesa avversaria dai suoi compagni di squadra.

Un down (conquista di yard, passo a passo) termina nel momento in cui l’arbitro fischia la fine dello stesso, dovuta a passaggio in avanti non ricevuto, il giocatore con la palla viene fermato o tocca terra con il corpo, la palla cade a terra ed è recuperata da un avversario (fumble recovery). Lo scopo è raggiungere la linea di goal per realizzare touchdown (meta), che vale sei punti e che dà diritto ad un’azione ulteriore da un punto (se si calcia in mezzo ai pali a forma di Y) o da due se si sceglie di proseguire il gioco con un’ultima azione.

Due note: in campo sono presenti da 5 a 7 arbitri, che assicurano il rispetto del regolamento, per evitare violenze gratuite. La penalità per il fallo è la perdita di terreno, sino all’espulsione.

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