10 parole dei bergamaschi coi bimbi

A volte i viaggi nelle grammatiche sono meno aridi di quello che può sembrare. Quella sul “dialetto bergamasco” pubblicata ormai cinquant’anni fa da Vittorio Mora dedica un capitolo, anzi una “divagazione” al linguaggio dei bimbi. E si scoprono suoni estranei alla carta vetrata della lingua orobica, bisillabi delicati che si fa fatica a immaginare sulla bocca dei nostri austeri concittadini. Eppure risuonano come campanellini agitati dal folletto imprevedibile della nostra memoria.

 

1) Ol cicì

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Termine riservato a un alimento che anche nel suono promette di essere squisito. Mora parla di “cibo più consistente”, ma è ancora oggi applicato alla carne, anche nella variante “cicina”. “Mèt a pà e cicì ergü” vuol dire però “Mettere in riga”. Misteri della lingua. [Trad: la carne]

 

2) Ol brómbo

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Echi di derivazione celtica, nel suono quasi onomatopeico che condivide l’etimologia con quella del fiume Brembo. Curiosamente, nella frase “A l’ ghe piàs ol brómbo”, esempio di ruvida ironia locale, il significato è l’opposto, perché in questo caso si parla di vino. [Trad: il vino]

 

3) Ol pópo

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Parola pronunciata in diversi modi, ma mai con l’accento grave finale, perché così assume un altro significato. Il “popó” è invece il bambino, con il corrispettivo femminile “la popona”. [Trad: il neonato]

 

4) La pöa

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Adesso sono tante, multicolori e sanno fare di tutto perché parlano, camminano, muovono gli occhi e tutti gli arti. Un tempo erano semplicissime, a volte solo pezzi di legno intagliati dal nonno. Ma forse sapevano davvero accendere la fantasia. [Trad: la bambola]

 

5) I pepè – pepène

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Chi non ricorda le prime scarpine di un bimbo, così piccole da muovere alla commozione anche il più corazzato dei nostri montanari e valligiani? Questo nome rende giustizia alle   dimensioni, e alla tenerezza. [Trad: le scarpe]

 

6) Fà mimi

Cerotto

Le prime, minuscole abrasioni o i taglietti impercettibili agli occhi spesso per il bambino sono ferite del corpo e dell’anima. Chiamarle così è un modo per renderle, almeno all’orecchio, meno dolorose. [Trad: fa male]

 

7) Indà a paci – a pacine

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Molto diverso da una comune passeggiata, l’”indà a paci” è la miracolosa esplorazione del mondo insieme a un bambino, un adattarsi ai suoi ritmi e alle sue osservazioni che cambia il nostro modo di vedere il mondo. [Trad: uscire di casa]

 

8) Fà sö ol patulì

Patulì

Sappiamo tutti cosa significa, ma è praticamente intraducibile. È quel sommovimento del volto che, se non adeguatamente arginato, porta rapidamente all’esplosione di un pianto incontrollabile. Arma letale di tutti i bambini. [Trad: fare il faccino da pianto]

 

9) Ninà

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Gesto antico come il mondo, è un movimento oscillatorio che ci accompagna per tutta la vita, in forma reale o illusoria. Nessun movimento a gestione elettronica con musiche selezionate per l’infanzia lo può sostituire. [Trad: cullare]

 

10) Mèt in nana 

Sleeping baby and caring mother

L’apparentemente innocuo momento del “mèt in nana” si trasforma spesso in un lungo e complesso cerimoniale che vede spesso soccombere prima il genitore dell’infante. Ed è lui, e non il piccolo, che “fà la nana”. [Trad: mettere a letto]

 

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