Il Triciclo della comunità Ruah
A Seriate rinascono uomini e cose

In questo 2017 il Laboratorio Triciclo della Cooperativa Ruah compie gli anni, venti per la precisione, fondato nel 1997 dal seriatese Giulio Baroni, responsabile della Cooperativa Ruah. La Cooperativa Impresa sociale Ruah nasce nel 2009 ed è l’evoluzione della precedente Associazione comunità immigrati Ruah, che lavora sul territorio bergamasco sin dal 1991 in tema di accoglienza dei migranti e di incontro interculturale.

Il primo triciclo, nel ’97. Baroni, responsabile della Comunità Immigrati Ruah, fondò un primitivo Triciclo nel 1996: l’obiettivo era trovare un lavoro agli immigrati, oltre la mera ottica della necessità di un alloggio. Un tetto sopra la testa risolveva di fatto solo una prima necessità, ma non rispondeva né al problema dell’indigenza, né a quello della valorizzazione della dignità e della stima della persona stessa. All’inizio del 1997, un ragazzo senegalese e un obiettore di coscienza cominciano a raccogliere in un piccolo garage qualche vecchio arredo ancora in buono stato, ma di cui la gente si voleva disfare.

 

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Il Triciclo oggi. Da qui, passo dopo passo, nel maggio 1997 viene costituita l’Associazione Comunità Immigrati Ruah Onlus e l’attività non diventa più occasionale: viene assunto un operaio fulltime, viene acquistato un furgone, il passaparola diffonde l’esistenza dell’associazione. Ed eccoci a oggi, con più di 21mila sgomberi e ritiri di arredamento usato dalle abitazioni non solo di Seriate e di Bergamo, ma di tutto il territorio. In questi anni l’organizzazione è riuscita a dare lavoro a persone immigrate e italiane in situazioni di fragilità economica, personale e sociale.

Il «Laboratorio Triciclo» non si occupa solo degli inserimenti al lavoro: promuove infatti in maniera forte e sentita la cultura dell’usato, nell’ottica della salvaguardia del creato e del valore del riciclo. Tra le attività: ritiri a domicilio o in sede di mobili e oggetti; sgomberi di appartamenti, cantine e solai; lo svuotamento dei cassonetti di raccolta vestiti, in collaborazione con la Caritas diocesana bergamasca; il ritiro di cartucce esauste per stampanti in scuole, aziende e comuni.

 

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Il mercatino dell’usato. Infine il Triciclo gestisce un mercato dell’usato, che è rimasto chiuso durante le festività per lavori e ha riaperto il 10 gennaio con un totale restyling dei locali e un look completamente nuovo. Il mercatino dell’usato si trova in via san Bernardino a Bergamo e rivende materiale di vario genere: abbigliamento, calzature, accessori, arredi, elettrodomestici, casalinghi, libri. L’idea è quella del nuovo-di-nuovo, ossia che un oggetto che non è più utile a qualcuno può diventarlo per un altro. Anche il ricavato da una parte finanzia progetti sociali, dall’altro diventa un vantaggio per l’ambiente, sia perché il riciclo dà nuova vita al bene, sia perché gli oggetti non vanno a incrementare i rifiuti.

 

 

Rivestiti, iI negozio in via Decò. A Seriate c’è poi un piccolo negozio, chiamato Rivestiti in via Decò e Canetta 16, che rivende abbigliamento di seconda mano. « L’acquisto di abiti di seconda mano permette di dare nuova vita ai vestiti, risparmiando materie prime e rispettando l’ambiente» , spiegano al Triciclo. Non immaginatevi però un accumulo di oggetti in stile «Affari di famiglia» americano: qui il locale è una vera e propria mini-boutique dell’usato, dove è possibile trovare anche pellicce e capi di marca, ovviamente in eccellente stato. In Italia la cultura dell’usato fatica a entrare nelle case, a differenza di altri Paesi europei dove l’usato e il vintage sono uno status-symbol, ma da Rivestiti non entrano i poveri: la clientela è altresì variegata e anche le signore perbene non disdegnano un giretto.

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