L’11 maggio, a Bergamo, i giovani
scenderanno in piazza per la pace

“Basta guerre! Facciamo la Pace”: questo il titolo del sesto Appuntamento dei Giovani della Pace, iniziativa del Sermig – Arsenale della Pace di Torino che verrà ospitata sul territorio di Bergamo l’11 maggio 2019. L’annuncio ufficiale è arrivato al Palazzo Congressi il 12 settembre, alla presenza anche delle cariche istituzionali e religiose. «Insieme ai giovani chiederemo pace in un mondo segnato dai conflitti, pace in una società sempre più divisa, pace nelle relazioni personali» spiega Ernesto Olivero, fondatore del Sermig. Un appuntamento per ascoltare i giovani, veri protagonisti sul palco. Il sindaco Giorgio Gori è deciso: «Abbiamo subito risposto di sì alla proposta di Olivero. Riteniamo sia un’occasione di straordinario valore e ci piacerebbe che tutti i cittadini partecipassero, soprattutto gli adulti. Sarà un modo per ascoltare i giovani che vogliono cambiare il mondo, risorsa preziosa in una società che invecchia e veicola messaggi di egoismo».

 

 

Il Sermig e gli Appuntamenti dei Giovani. L’Arsenale della Pace di Torino è una realtà impegnata da oltre cinquant’anni a servizio degli ultimi e dei giovani. Nata da un’intuizione di Ernesto Olivero, ha trovato sede nell’ex Arsenale militare di Torino, trasformato in una “fabbrica di pace”. Ogni anno migliaia di volontari, soprattutto giovani, abitano l’Arsenale impegnandosi in lavori pratici e in percorsi di formazione. L’idea degli Appuntamenti dei Giovani è nata negli Anni Novanta come tentativo di rimediare alla lontananza dalle istituzioni, alla paura del futuro e al distacco tra generazioni. Gli Appuntamenti precedenti (Torino, Asti, L’Aquila, Napoli e Padova) hanno coinvolto decine di migliaia di ragazzi, tracciando una strada di speranza e impegno personale: «La pace è possibile. Ma dobbiamo essere pronti a cambiare qualcosa dentro di noi» sottolinea Olivero, tra le altre cose cittadino onorario di Bergamo dal 2015.

L’appuntamento a Bergamo. La giornata dell’11 maggio 2019 sarà divisa in due momenti. Al mattino il “Dialogo in città”: i giovani avranno l’occasione di dialogare con esperti nazionali e internazionali di economia, educazione, ambiente, religione e pace. Il pomeriggio avrà centro in Piazza Vittorio Veneto, dove sul palco si susseguiranno testimonianze, riflessioni, impegni per il futuro. La giornata sarà preceduta da incontri di formazione nelle scuole, negli oratori, nelle associazioni: l’appuntamento sarà quindi il punto finale di un percorso che coinvolgerà la città e, contemporaneamente, il punto di partenza per nuovi percorsi. «Il 12 maggio la città sarà un po’ cambiata», sostiene Olivero. Alla fine dell’appuntamento, la piazza sarà completamente ripulita dai partecipanti, come già successo nelle edizioni precedenti.

 

 

Il coinvolgimento di Bergamo. L’Appuntamento dei Giovani chiede il coinvolgimento di tutta la città. Il Comune, la Provincia e la Diocesi saranno in prima linea nel supporto organizzativo e logistico. Monsignor Nozza, delegato per il Consiglio pastorale diocesano, riporta le parole del vescovo Francesco Beschi, che ha definito l’appuntamento come «segno provvidenziale» per il territorio. L’evento, spiega anche don Emanuele Poletti, si colloca in un tempo in cui la Diocesi sta dando particolare attenzione al mondo giovanile, sia per il Sinodo lanciato da Papa Francesco che per un progetto diocesano triennale (2017-2020) di ascolto ai giovani credenti e non credenti. Matteo Rossi, presidente della Provincia, vede nell’appuntamento un’occasione per mandare un forte segnale di speranza a tutto il Paese.

Perché Bergamo? L’organizzazione dell’Appuntamento dei Giovani a Bergamo è stato fortemente voluto dal gruppo Sermig di Bonate Sopra, che coinvolge trenta ragazzi tra i 18 e i 30 anni. «Ci siamo legati all’Arsenale della Pace tredici anni fa e abbiamo voluto impegnarci sul nostro territorio. Siamo stati agli scorsi Appuntamenti, abbiamo seguito le fasi di progettazione e abbiamo sognato che una cosa così bella avvenisse nella nostra città», racconta Chiara. Il gruppo già organizza attività a Bergamo e provincia, incontrando ogni anno centinaia di ragazzi nelle scuole e negli oratori, svolgendo raccolte di aiuti umanitari e coinvolgendo i coetanei in percorsi di formazione su temi quali la cittadinanza attiva, la pace, la giustizia. L’organizzazione della giornata è principalmente nelle loro mani: «Sappiamo che avremo tanto lavoro da fare, adesso tocca a noi», dice convinta Marta.

L’invito. «Nei momenti cruciali della storia, i “buoni” devono mettersi insieme. I buoni ebrei, i buoni musulmani, i buoni cristiani, i buoni credenti e i buoni non credenti. Bisogna guardarsi negli occhi, capirsi e puntare alla pace. Tanto tempo fa ho sentito Roger Schultz dire che “un pugno di giovani può cambiare il mondo”. Noi ci abbiamo creduto, ci abbiamo messo tempo e energie e abbiamo cambiato la vita di migliaia di persone. Un pugno di giovani, ora, vuole che Bergamo sia segno di speranza». Un invito rivolto a tutti: giovani, adulti, credenti, non credenti. Perché la pace non può che costruirsi insieme, mettendo ognuno la propria faccia: un cammino da cui nessuno è escluso. Ulteriori informazioni QUI.

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