L’Italia “l’è öna repüblica”
In bergamasco vuol dire caos

Di repubbliche ne abbiamo viste avvicendarsi diverse, e nella nostra storia almeno due hanno rivestito un’importanza capitale: la Repubblica di Venezia e l’attuale Repubblica Italiana. Vicende storiche che abbiamo osservato con il nostro atavico fatalismo, e con il perpetuo sospetto che il nuovo fosse peggio del vecchio. Perché diciamolo, un po’ conservatori lo siamo.

 

1) L’Italia l’è lónga

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È con un certo stupore che i nostri bisnonni devono avere esaminato la cartina dell’Italia, ricavandone l’impressione che, per i loro occhi abituati all’estensione pressoché quadrata di un campo, fosse troppo lunga. [Trad: l’Italia è lunga]

 

2) Fin che ghe n’è, viva ‘l rè

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Frase venata da un certo opportunismo, sembra mettere in relazione il benessere economico con la devozione politica. Un atteggiamento molto lontano da quello attuale. O no? [Trad: fin che ce n’è, viva il re]

 

3) L’è öna repüblica

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Così sentenziavano i nostri vecchi davanti a un a situazione caotica, incontrollabile. Non si tratta tanto di fedeltà alle idee monarchiche, quanto forse di memoria degli sconvolgimenti seguiti alla Rivoluzione Francese, oppure a quelli di un’altra repubblica, quella bergamasca. [Trad: è una repubblica (un caos)]

 

4) A m’ghe l’éra anche nóter la repüblica

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Non tutti ricordano l’esistenza della Repubblica Bergamasca, che durò solo cinque mesi, dal 12 marzo al 17 ottobre 1797, e venne celebrata con tanto d’innalzamento dell’Albero della Libertà in Piazza Vecchia. I valligiani non erano molto d’accordo, ma questa è un’altra storia. [Trad: l’avevamo anche noi la Repubblica]

 

5) Dìghel in Italià

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Essendo un tempo il bergamasco la lingua principale della conversazione, l’italiano era destinato alle occasioni formali e burocratiche. Così parlare in italiano era la versione orale di una lettera dell’avvocato. [Trad: diglielo in Italiano]

 

6) Ada che nóter m’ia votàt ol rè

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Se qualcuno eccede in manifestazioni entusiastiche per l’appartenenza alla Repubblica Italiana, c’è chi gli fa ricordare che Bergamo non fu propriamente una roccaforte del voto repubblicano: nella nostra provincia vinse la monarchia, sia pure per una manciata di voti (circa 5.000). [Trad: guarda che noi avevamo votato per il re]

 

7) Adèss i völ cambià la costitüssiù

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Passati a fatica da una repubblica all’altra, non ci adattiamo con facilità ai cambiamenti. Per questo i quasi settant’anni della nostra Costituzione sembrano un battito di ciglia, e non comprendiamo le motivazioni di un cambiamento. [Trad: adesso vogliono cambiare la Costituzione]

 

8) L’è stàcc amò ü referendum

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I corsi e ricorsi della storia nella constatazione di chi, nell’attuale abbondanza di referendum, ricorda a tutti che da uno strumento del genere nacque l’attuale Repubblica Italiana. Molto prima che le trivelle costituissero un problema. [Trad: è stato ancora un referendum]

 

9) A ‘ndó a èd i car armàcc

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C’è ancora chi rimpiange la chiusura della Caserma Montelungo, che il 2 giugno apriva i propri battenti alla popolazione che, per la gioia di grandi e piccini, poteva togliersi la rara soddisfazione di accarezzare un carrarmato. [Trad: vado a vedere i carri armati]

 

10) E dümìnica a m’và amò a votà

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Tra un referendum e l’altro, per alcuni bergamaschi c’è un altro appuntamento elettorale., quello che riguarda alcuni dei nostri comuni. La frase è in in questo caso pronunciata con diverse intonazioni, poche delle quali entusiastiche. [Trad: e domenica andiamo ancora a votare]

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