Dieci frasi in dialetto bergamasco
su quando la moglie va in vacanza

Avviene che anche l’instancabile donna bergamasca decida di partire per le vacanze, a volte senza l’amata metà. In questo caso si premura di stilare una sorta di decalogo che garantisca almeno la sopravvivenza non solo all’uomo della sua vita, ma anche alle pareti che li ospitano e a agli esseri che ci vivono. Solo lo scrupoloso rispetto di queste leggi risparmierà al marito vivaci e dolorose reprimende.

 

1. Dàga de maià al gat

Una delle incombenze potenzialmente più pericolose è l’accudimento del felino, amatissimo dalla consorte. Ogni minimo segnale di apparente denutrizione verrà severamente punito. [Trad.: Dai da mangiare al gatto]

 

2. Té seràcc i scür del dé


Rimedio antichissimo contro il calore estivo, l’abbassamento delle tapparelle o accostamento degli scuri è un’alternativa orobica al condizionatore. Non ha gli stessi effetti, ma non provoca nemmeno danni collaterali come la cervicale. [Trad.: Tieni chiuse le ante durante il giorno]

 

3. Bagna i piante

Il rigoglioso giardino curato con tanto amore dalla moglie rischia di trasformarsi rapidamente in un arido deserto, se affidato alle mani inesperte del coniuge che a volte interviene solo quando le foglie hanno l’aspetto dei residui di un incendio. [Trad.: Bagna le piante]

 

4. Stà mia töt ol dé al bar

La sagace moglie bergamasca conosce tutto del marito, anche quello che in teoria le dovrebbe essere ignoto. Previene così comportamenti indesiderabili, sottintendendo formidabili ritorsioni. [Trad.: Non stare tutto il giorno al bar]

 

5. Fà mia tecà zó ‘l cünì

Nella sua encomiabile dedizione, e poco fiduciosa nelle virtù culinarie del marito, la donna bergamasca prepara spesso piatti che necessitano solo dell’ultimo tocco. Che, però, può essere fatale. [Trad.: Non fare attaccare il coniglio alla padella (quando cucini)]

 

6. Regórdet de serà a ciav

Condiscendente verso i frequenti vuoti di memoria del consorte, chiamato affettuosamente in questi casi rembambìt, la donna sente il dovere morale di ricordargli anche i gesti più elementari. [Trad.: Ricordati la sera di chiudere la porta a chiave]

 

7. Tira mia a cà di regò

La casa è il regno della regiura e anche in sua assenza è consigliabile non invitare ospiti che ne potrebbero in qualche modo alterare il geometrico ordine e l’immacolata pulizia. [Trad.: Non portare in casa gente di poco conto]

 

8. Àrdega a l’ömed

Ai tanti compiti domestici si è di recente aggiunto l’obbligo della raccolta differenziata. Ma ancora molti uomini si chiedono il perché della misteriosa presenza di contenitori di colori e fogge diverse. [Trad.: Ricordati dell’umido]

 

9. Fà mia aparì de fà i mestér

Supreme maestre dell’igiene e pulizia domestiche, le nostre donne individuano con l’occhio di un allenato detective il granello di polvere nell’angolo, la piega di troppo nel copriletto, il sanitario non impeccabile. Conviene, quindi, fare le cose bene. [Trad.: Non fare finta di fare i mestieri]

 

10. Se te ciame respónd

Una volta si poteva attribuire la mancanza di chiamate telefoniche alla scarsità di gettoni o all’assenza in zona di cabine. Oggi anche queste miserrime scuse non sono più applicabili, e la reperibilità 24 ore su 24 è d’obbligo. [Tard.: Se ti chiamo, rispondi]

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