La piste ciclabili più belle e culturali
di tutte le valli bergamasche

Immagina: è una domenica di inizio primavera, fuori splende il sole e l’aria tiepida profuma di fiori. Cosa fai? a) Sistemi casa e cominci a dividere i panni bianchi da quelli scuri (di sicuro non in questi giorni di festa); b) ti porti al passo con il lavoro arretrato (di certo non in questi giorni di festa); c) pensi che tutto possa aspettare tranne un giro in bici. Se hai scelto c), ed è scontato visto che siamo in giorni di festa, allora questo articolo fa per te: ci addentreremo lungo i percorsi ciclabili più suggestivi delle valli bergamasche. Si tratta di itinerari facili, alla portata di tutti; ognuno conduce alla scoperta di paesaggi e luoghi inaspettati che talvolta nascondono storie di vecchie ferrovie, di ponti dismessi e antiche gallerie.

 

La ciclovia della Val Brembana

Iniziamo con la ciclovia della Valle Brembana, una delle piste più suggestive della Lombardia, che da Zogno si snoda per 21 chilometri in leggera salita fino a Piazza Brembana. Inaugurata nel 2007 dalla Comunità montana della Val Brembana in collaborazione con la Provincia di Bergamo, la ciclovia sorge laddove un tempo transitava la ferrovia che collegava Bergamo a San Pellegrino Terme.

Un percorso vario, che combina le bellezze del paesaggio montano a ridosso del fiume Brembo con il fascino delle antiche gallerie ferroviarie scavate nella roccia. In questo caso, il fondo stradale mette d’accordo tutti: gli amanti della bicicletta da corsa, quelli della mountainbike ma anche i più piccoli con le bici a rotelle, liberi di esercitarsi lontani dalle insidie del traffico.

Non solo natura, sport e divertimento ma anche attrattive culturali. La ciclovia della Valle Brembana, infatti, attraversa luoghi di interesse come San Pellegrino Terme, rinomato per le opere liberty del Grand Hotel e del Casinò Municipale, ma anche per il centro storico di San Giovanni Bianco, noto per i preziosi ponti romanici, e per lo storico tracciato della Strada Priula.

 

La ciclovia della Val Seriana

Al contrario della Valle Brembana, la Valle Seriana ci offre un paesaggio meno raccolto e più arioso dove si alternano pianure, pendii erbosi e rocce dolomitiche. La ciclovia della Valle Seriana parte da Ranica e si sviluppa lungo un percorso pianeggiante e scorrevole fino a Clusone. Un tragitto di circa 31 chilometri in gran parte sterrato, da percorrere in mountainbike, il mezzo a due ruote più adatto alla circolazione su strade bianche. Dopo Colzate, anche questa pista ciclabile segue il tracciato della vecchia ferrovia della Valle Seriana, spostandosi sulla sponda destra e poi su quella sinistra del fiume Serio. Gli amanti delle soste e degli spuntini non devono temere, lungo il tragitto sono disseminate panchine e fontanelle, pronte a salvaguardare i vostri momenti di relax.

Arrivati a destinazione, non vi resterà che contemplare l’Orologio Planetario di Clusone, un capolavoro meccanico concepito e costruito da Pietro Fanzago nel 1583, ancora oggi funzionante.

 

La ciclovia della Valle Imagna

La Ciclovia della Valle Imagna è forse la meno conosciuta, ma non per questo meno meritevole. Si snoda attraverso un sentiero molto dolce che ha inizio in via Belvedere, nelle vicinanze di Clanezzo, e prosegue fino la frazione di Mezzasco, località del comune di Capizzone. Questo percorso è assai breve, si estende infatti, per soli 3,2 chilometri ed è stato realizzato sfruttando un canale idroelettrico dismesso che taglia il versante della montagna.

Dopo circa 2 chilometri in leggera salita, si arriva allo spettacolare passaggio di pietra del ponte Chitò, grazie al quale si attraversava la valle. Sospesi a molti metri d’altezza potrete vivere il brivido del vuoto e godere della bellezza paesaggistica, per poi avventurarvi tra i boschi di castagni e abeti nella speranza di incontrare qualche scoiattolo.

 

La ciclovia della Val di Scalve – la Via Mala

In ultimo, ecco la Ciclabile della Valle di Scalve – la Via Mala, la via storica che, in passato, dalla Valle Camonica conduceva in Valle di Scalve. Ne possiamo percorrere solo un tratto, reso accessibile al pubblico solo nel 2011. Scolpito nelle pareti rocciose della gola del fiume Dezzo, questo tracciato (denominato Vallone) è diventato un passaggio ciclabile davvero suggestivo. Un percorso di pochi chilometri, estremamente suggestivo, che attraversa le peculiarità geologiche della forra, la voragine modellata dalla forza creativa del Dezzo. Dopo decenni di abbandono, finalmente, la Via Mala sta riacquistando il suo valore culturale e ambientale, assolutamente da provare.

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