La principesca dimora all’asta

È una delle case più belle di Bergamo, segnalata anche dagli esperti che hanno partecipato al nostro sondaggio di alcune settimane fa. Si trova, del resto, in uno dei luoghi più suggestivi della città, San Vigilio. Ci si arriva dalla strada panoramica, oppure da via San Sebastiano o ancora dalla Ripa e si trova accanto al belvedere che si apre sulla pianura, fino agli Appennini e alle Alpi, nei giorni limpidi. Si chiama Villa Sasetta, o anche Villa Viviani Rumi, dal nome degli storici proprietari.

Una villa principesca. Da un paio di anni almeno, la villa è disabitata perché coinvolta nel fallimento di una società: è finita all’asta. Partita da un valore di tre milioni e 650mila euro, ora verrà venduta partendo da un base di tre milioni. Che sono davvero tanti soldi. Ma questa villa può venire definita principesca. Si sviluppa su circa duemila metri quadrati, comprende sale e salotti, diverse camere da letto, due grandi autorimesse; è immersa in parco lussureggiante con grandi cedri del Libano, abeti, palme…

 

 

Arte e architettura. La villa è stata costruita in stile eclettico, in qualche modo imparentato con il liberty, uno stile dove si sommano rievocazioni di periodi diversi della storia dell’arte e dell’architettura. È stata costruita nel 1925 su iniziativa della famiglia Viviani, si sa che il capomastro era un tal Gritti, ma non è stato possibile risalire all’architetto progettista. Certo, il risultato è da vedere, gli elementi rinascimentali e neoclassici insieme a quelli liberty riescono a bilanciarsi in una bella armonia. Gli interni sono stati affrescati dai pittori in voga in quegli anni: Brignoli, Agazzi, Bertacchi, Noris. C’è qualcosa di fiabesco in questa dimora, immersa in un giardino con tanto di grotticelle, come si usava in quel tempo, e provvista di una serra che pure rappresenta un edificio di valore: è stata trasformata in un appartamento di 211 metri quadrati. Il terzo edificio abitabile è l’ex casa del custode, di 79 metri quadrati.

L’edificio più antico. I Viviani fecero costruire questa dimora nel luogo dove si trovava un edificio rustico più antico, con una torre forse di origine medievale. Di fatto, su una pietra dell’ala bassa del corpo principale dell’edificio si trova incisa una data: 1522. La torre antica è stata conservata dai costruttori, soltanto rivisitata sempre nella moda eclettica, fornendola di merlature molto scenografiche che forse non aveva mai avuto. Al piano terra della villa sono stati mantenuti gli ambienti antichi, caratterizzati dalle ampie volte.

Uno dei posti più belli di Bergamo. Siamo in uno dei luoghi più belli di Bergamo, dicevamo, sul colle di San Vigilio. Dalla villa parte il viottolo della Bastia che raggiunge il punto più alto della città di Bergamo, i 508 metri del Colle Bastia. Questi luoghi rimasero a vocazione agricola fino alla fine dell’Ottocento, quando vennero riscoperti come posti di villeggiatura per le famiglie più abbienti della città, e magari anche per qualche famiglia di milanesi. Ma…»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 13 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 15 marzo. In versione digitale, qui.

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.