Con Fabric rinasce l’ex Reggiani
Tanti eventi, concerti e buon cibo

«Vedrete l’inaugurazione che roba». Brillano gli occhi a Paolo Morandi, già noto come gestore del Vibe di Treviolo, mostrando ai giornalisti in visita all’ex fabbrica Reggiani di Bergamo – che da venerdì ospiterà l’estivo più atteso della città (anche perché nuovo) con ingresso da viale Giulio Cesare 33 – la scenografia pensata per l’apertura del Fabric, com’è stato battezzato lo spazio che si inserisce nel filone del riuso virtuoso di fabbriche dismesse. Sulla falsariga dello Spazio Fase nell’ex Pigna di Alzano, potremmo dire. Sulle torri bianche alle spalle del cortile dove sarà allestito il palco, venerdì, luci colorate di grande impatto grazie al video mapping , tecnica che consente di realizzare videoproiezioni che interagiscono con l’architettura di un edificio. Effetti speciali e colori ultravivaci, insomma, come merita il ritorno alla vita di un’area storica dell’industria bergamasca. C’è anche una sorta di giardino zen con fontana che è tornato a nuova vita e che costituirà un angolo suggestivo, con illuminazione ad hoc.

Gestione giovane. Sono quattro i soci di Fabric: tre under 30, cioè Paolo Morandi, Nicolò Sartoris, Marco Dapoto, più Gabriele Aresi (30&lode cafè) che seguirà la parte della ristorazione.

Due palchi. Dicevamo del palco all’aperto. Ce ne sarà anche un altro all’interno, più piccolo, per concerti acustici. «Eventi non significa movida, sia chiaro – precisa Morandi -, limiteremo il più possibile la musica e gli schiamazzi. È il primo anno, non vogliamo creare disagi né avere problemi. Avremo un servizio di sicurezza con 15 addetti, nei casi degli eventi di maggior richiamo. Sarà presente anche un’ambulanza grazie a un accordo stipulato con l’Areu». All’esterno è previsto un corner bar, mentre l’area ristorazione e il lungo bancone per le ordinazioni, preceduto dalla cassa, sarà nell’area coperta. Al momento della nostra visita, mercoledì 13, c’è ancora molto da fare, ma Morandi è sicuro che ogni cosa andrà al suo posto in tempo. Verranno assunte 20-25 persone per la stagione: tutti giovani, anche in cucina. L’area fruibile dagli utenti è tra i 3 e i 4mila metri quadrati: sono stati fatti i lavori strutturali necessari per la messa in sicurezza delle parti di libero accesso. Orario di chiusura? «Noi non avremmo limiti, perché in area privata – dice Morandi – ma ci allineiamo al Goisis chiudendo alle 2».

Quali eventi. Il 23 e 34 giugno ci sarà un Open Air Market con 80 espositori, organizzato con la collaborazione di Nicoletta Brescianini e Alberto Guerrini di Coffee N Television, menti del Factory Market ad Alzano. Poi una gin night ogni martedì con 69 tipo di distillato, una mojito factory ogni venerdì, una festa del luppolo il 30 con birre artigianali bergamasche. Suoneranno gli Ottocento, tributo a De Andrè. Inoltre, street food e una manifestazione dedicata al casoncello con tanto di rievocazione medievale (con cavalli, braciere e 50 figuranti). C’è anche allo studio di fare un evento dedicato a videogames e flipper, ma per quest’anno sembra difficile diventi realtà.

Parcheggi all’interno. Lo spazio per parcheggiare all’interno è ampio ed è stato ripulito da arbusti e sterpaglie: ci saranno tre parcheggiatori a gestirlo, tra cui un ex lavoratore (fino al 2004) della Reggiani, Moussa Kane (nella foto). «Speriamo che passino da qui molti ex lavoratori: vorremmo anche raccogliere le loro testimonianze, e magari farci un libro», dice Sartoris. Problemi di viabilità in zona non ce ne sono, grazie alla vicinanza dei parcheggi dello stadio e dell’accesso dalla circonvallazione.

Fino al 30 settembre, ma… Per il momento l’idea è di tenere aperto il Fabric fino al 30 settembre. Se l’idea funziona, però, si potrebbe andare oltre, come accaduto al Fase di Alzano. Morandi e soci lasciano aperti degli spiragli: starà a loro decidere, perché la proprietà è più che disponibile.

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