Il video trailer del nuovo Oriocenter
che praticamente diventa una città

A 19 anni dalla sua fondazione, il centro inaugura – segnatevelo in agenda: giovedì 25 ore 19 – il tanto atteso ampliamento di 35mila metri quadri, per una superficie totale di 105mila metri quadri. Grazie a questo progetto, firmato studio De Otto Architetti e Schwitzke retail studio, Oriocenter diviene il primo shopping mall in Italia e uno dei più grandi in Europa. Come recita lo slogan: “Big and unique”. Con 280 negozi, tra cui oltre 50 bar e ristoranti (capienza totale: 1500 posti), 14 sale cinematografiche (una Imax, con lo schermo più grande d’Europa), un hotel e oltre 7mila posti auto. Per oltre 600 nuovi dipendenti, su un totale di 2.500. Antonio Percassi si dichiara «orgoglioso di aver fatto nascere e crescere questo centro» e ricorda come «alla fine degli anni Novanta sembrava una pura scommessa. La decisione di puntare su quello che allora era un nuovo format retail per l’Italia si è dimostrata vincente». E, ancora di più: «Orio ha fatto da apripista per lo sviluppo degli shopping center nel nostro Paese, mantenendo sempre un’anima da pioniere e da camaleonte». Giancarlo Bassi sottolinea invece la nuova vera rivoluzione del centro: «Da anni abbiamo sdoganato il concetto di centro commerciale. Oriocenter ormai è una “piazza”. Un luogo aggregativo, dove incontrarsi e trascorrere il tempo libero. Un punto di riferimento per i turisti che transitano sul nostro territorio». Insomma, il futuro è già qui.

 

 

Se atterrate all’aeroporto di Orio, da qualche tempo fuori dal finestrino trovate ad accogliervi un curioso gorilla. Lui vi guarda dalla facciata di Oriocenter, e sbircia un mondo pieno di farfalle. Chi è costui? Oriocenter, questo lo sappiamo da un po’, sta crescendo. Da mesi ormai si parla dell’espansione, del cantiere, di cosa ci sarà nella nuova ala. Prevista per giovedì 25 l’inaugurazione dei trentamila metri quadrati, con ovviamente un ampio parcheggio di duemila posti aggiuntivi rispetto ai seimila già presenti (del resto, “No parking, no businnes”). Le dimensioni del gorilla (precisamente un gorilla di montagna) parlano chiaro, come ci confermano i numeri. Nella nuova sezione del centro ci saranno più di settanta nuovi esercizi tra negozi (molti di fascia alta) e ristoranti, con anche alcuni marchi completamente nuovi per l’Italia e che di solito non entrano nei centri commerciali. Possiamo citare, tra i ristoranti insoliti per un mall, Wagamana, l’antica focacceria San Francesco, Beaudevin e Bistrò. Abbiamo anche dei negozi estranei alle gallerie, come Emporio Armani, Coach, Liviana Conti, &Other Stories, Elisabetta Franchi. Come anteprime assolute per l’Italia invece citiamo Under Aromour, Thule, Woolrich, e come ristorazione C, Shi’s, Cono e Well Done. Presente anche un cinema multisala con quattordici sale e tecnologie “da brivido”, per citare le parole di chi il centro l’ha immaginato.

 

 

Big and Unique. “Big and Unique” recita lo slogan sui vari cartelloni pubblicitari. Il nuovo Oriocenter sarà davvero grande, in competizione non solo a livello nazionale, ma anche europeo. Non basta. Non si può essere semplicemente grossi, come il gorilla. Sulla facciata compaiono anche delle farfalle. Ne deduciamo che queste c’entrino con le parole che sono apparse sull’altra facciata, quella dove le macchine arrivano per entrare nei parcheggi: “Magic and wonder”. L’unicità che questo luogo promette sarà lampante fin dall’inaugurazione, che conterrà magia e meraviglia. Guest star, ovviamente, il gorilla, che ci aprirà le porte della nuova ala, sbirciando forse prima dalla fessura come in facciata. Ma tutto questo lo sapevamo già da tempo.

Shopping center addio. Ciò che è meno lampante, e che invece è la vera grande rivoluzione, è un piccolo cambiamento. Nel nome di Oriocenter non comparirà più la dicitura “shopping center”. Ma come, niente più shopping? E allora che ce ne facciamo di tutti quei negozi? È proprio questo che siamo andati a chiedere a Percassi. La risposta è molto semplice. Da tempo il centro commerciale non è più soltanto commerciale. Il commercio è una scusa, diciamo. Rispetto a quando sono nati i primi supermercati, il cambiamento è abissale. Non si fa certamente solo la spesa, a Oriocenter. Lo dimostra anche il fatto che lo spazio Iper è stato dimezzato, e che la spesa è quindi marginale per i frequentatori della galleria. Si va a fare un giro, all’Oriocenter. Ci si passa le domeniche pomeriggio, le giornate di freddo o di caldo. Si passeggia mangiando un gelato, ci si siede sulle panchine guardando gli aerei o si beve un caffè. Si va in palestra e si possono anche fare gli esami del sangue, o curare i denti. Tutto questo era già presente, il cambiamento era già arrivato e noi nemmeno ce ne eravamo accorti. O forse sì? Beh, a questo vasto assortimento di servizi, che si sono allontanati un bel po’ dal primo supermarket Anni Novanta, si andranno ad aggiungere un cinema e moltissimi ristoranti, magari tutti affacciati su un ampio spazio dove passeggiare.

 

 

Ora è una città (senza traffico). Ma pensate un attimo a cosa significa tutto ciò. Un luogo dove ci si reca nel tempo libero, dove si passeggia e si cerca contatto sociale, dove si trovano servizi, ricorda molto un posto che tutti quanti conosciamo benissimo. È una città. È ciò che si ricerca nella piazza cittadina, è questo il nuovo significato dei centri commerciali, che dovremmo iniziare a chiamare con un altro nome, allora. Sì, perché della città ha tutte le funzioni. A Oriocenter si lavora e si commercia. Da sempre il commercio è il punto motore, l’attività principale che fa muovere le persone all’interno delle strade. Le persone si spostano da una parte all’altra e transitano per le vie di comunicazione quasi sempre per recarsi in questo o quel negozio. Il problema del traffico, fatto salvo per la coda in avvicinamento al centro nei giorni di punta, non esiste. Trovate sempre parcheggio e gratuitamente. Il che rende molto più facile per tutti quanti usufruire dei negozi e dei locali. È un posto molto più favorevole delle città per le famiglie. Non solo è più accessibile con i passeggini anche in caso di pioggia, ma è più sicuro. Non ci sono le macchine che passano e anche se il bambino si allontana un po’ di più, non è certo così a rischio come per le strade. E poi c’è il servizio di sicurezza che cammina tra la gente e sicuramente le vie possibili per una fuga sono molto più controllabili che in città. Ci sono molte attività di svago per grandi e piccoli, compresi eventi culturali, mostre, concerti che richiamano nelle gallerie vere e proprio folle, proprio come nelle piazze. In un certo senso, anche la funzione residenziale è presente, grazie ai due hotel situati proprio lì vicino.

 

 

Sono tutte cose che un paio di decenni fa non ci saremmo mai sognati di associare a un centro commerciale. Se ci avessero detto che avremmo deliberatamente scelto di passare le nostre domeniche seduti a mangiare il gelato in una scatola di acciaio e vetro, avremmo riso. Eppure lo facciamo, e lo troviamo anche piacevole. Ci piace fare un bagno di folla, fare la passerella, girovagare senza meta e poi bere un caffè con gli amici o guardare uno spettacolo. Ci piace perché è quello che abbiamo sempre fatto nei secoli dei secoli, amen. Semplicemente prima lo facevamo nei nostri quartieri che ci erano più accessibili, che offrivano tutta una serie di servizi e di socialità che ora non ci sono più. Ora lo facciamo nelle gallerie dei centri commerciali, che soddisfano le nostre esigenze di animali portati alla collettività e anche alla comodità, in fin dei conti.

Oriocenter diventa così una realtà veramente “big” e veramente “unique”, che ha come orizzonte l’Europa in quanto a numeri e innovazione. Risponde in pieno al bisogno di stare in famiglia, di fare la spesa, di mangiare insieme e poi di vedersi un bel film. E contemporaneamente anche di vedere un po’ di gente muoversi, fare le proprio faccende e magari anche fare un po’ di sano “struscio”. La nuova ala dorata, visibile certamente anche dagli aerei, è soltanto uno dei passi verso il progetto veramente grande che c’è nella mente di Antonio Percassi. Se Oriocenter soddisfa veramente i bisogni della gente, sarà chiamato a soddisfarne sempre di più, come una vera e propria città. Ciò che ancora lo differenzia dal centro cittadino vero e proprio è che qui mancano le case delle persone, qui la gente in un modo o nell’altro ci deve arrivare con un mezzo e poi se ne deve tornare a casa. Ma c’è ancora tempo, e intanto ci possiamo accomodare nella nuova piazza coperta di Oriocenter e osservare il gorilla.

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